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Game of Thrones - Il Trono di Spade

Game of Thrones: Recensione dell’Episodio 4.05 – First of his Name

Oh ragazzi: se questo è solo il quinto episodio non so davvero cosa si inventeranno per il nono che, è risaputo, stupisce ogni volta con un strabiliante colpo di scena, che sia la morte di qualcuno o una battaglia che chiamare ‘epica’ sarebbe usare un eufemismo. Perché questa volta le storie a cui si avvicina la lente d’ingrandimento sono tanto belle quanto entusiasmanti da non lasciare neppure un attimo per respirare.

Per la nostra immensa gioia ritroviamo la Khaleese, vestita finalmente con abiti che non siano i pantaloni di pelle e la mantellina azzurra, i capelli con una nuova, strabiliante pettinatura e sempre meno idee su come conquistare il trono che le sta tanto a cuore. got_405_6Malgrado abbia ottenuto molti successi, guardandosi alle spalle, Jorah confida alla giovane Targaryen che le città da lei liberate sono tornate in mano a dittatori spietati e senza scrupoli, i schiavi da lei liberati rimessi in catene e, se Mereen appare come un traguardo, sembra di essere ancora al punto di partenza. La stessa Daenerys comprende che c’è solo un modo per dimostrare al mondo le sue qualità: prendere in mano la situazione e governare come farebbe una regina. Naturalmente sarebbe un momento propizio per salpare, data anche la flotta numerosa che ora Daario le ha procurato. Ma non sarebbe Game of Thrones se non ci lasciasse l’amaro in bocca e, ancora una volta, siamo costretti a rinunciare al nostro sogno di vedere la Khaleese salpare per Westeros.

Qualcuno che, invece, ai suoi sogni non rinuncia è la giovane Tyrell. Non passa inosservato a Cersei che la ragazza stia cercando di abbindolare il nuovo, giovane re, ma non la attacca e intimidisce, come ci aspetteremmo da una leonessa come lei, bensì le offre got_405_5addirittura il suo aiuto. La cosa mi puzza e anche parecchio, dal momento che mi aspetto di vedere Westeros inghiottito dal mare, prima che Cersei Lannister tenda un ramoscello d’ulivo a Maergery. Anche il suo ammettere le colpe di Jeoffrey stupisce e colpisce: la donna che ha assistito impassibile a tutte le sue atrocità, che le ha perfino incoraggiate, si guarda alle spalle e vede solo il mostro che suo figlio era destinato a diventare. Il suo obiettivo tuttavia non devia dall’intenzione di ottenere vendetta, giustizia. Come solo Cersei è in grado di fare, tesse una rete molto solida per intrappolare almeno uno dei giudici del processo a suo fratello Tyrion, che ritiene l’unico responsabile della morte del suo amato primogenito. Con una maschera di falsa innocenza e sofferenza, abbindola un calcolatore Oberyn Martell, che tuttavia pare credere solo per metà alle sue lacrime. L’idea di vedere Oberyn al processo è intrigante, poiché presuppone una serie di sviluppi infinita per la storyline, probabilmente ben oltre la nostra immaginazione e comprensione. Quale sentimento prevarrà, nel principe di Dorne: il desiderio di giustizia assoluta, il rispetto per una madre che ha perso il figlio e chiede vendetta, oppure la sua, personale vendetta, quella che vuole vedere i Lannister puniti, indipendentemente dai mezzi? Il confronto Tyrion/Oberyn sarà legen- wait for it! – dary!

got_405_4Ma mentre Tyrion marcisce in una cella, la sua giovane moglie Sansa trova un sicuro (?) rifugio presso sua zia Lysa a Nido dell’Aquila. Dopo un matrimonio celebrato in tutta fretta tra la follemente innamorata Lysa e un alquanto riluttante Ditocorto, nonché una notte di passione alquanto rumorosa, Sansa si ritrova a confronto con il lato squilibrato della zia, che la accusa di essersi concessa niente poco di meno a Petyr. Al di là dell’intrigo che vorrebbe la povera, (perennemente) sfortunata Sansa diventare la moglie del Lord della Valle, è stato commuovente vedere una Stark, nonché la figlia di Cat, trovarsi nella stessa stanza che ha ospitato sua madre qualche tempo prima della sua morte. Si, so che si tratta di molto tempo fa, so che il collegamento è minimo, ma a me ha toccato davvero il cuore, perché l’abbraccio di Lysa potrà essere stato ‘materno’ ma la madre di Sansa, quella che lei si rifiutava di ascoltare e che voleva solo il suo bene, ormai non c’è più.

La seconda delle figlie Stark ancora in vita è diretta, in deliziosa compagnia del Mastino, verso la stessa destinazione. Ignara della presenza di sua sorella presso la corte della zia, qualcosa mi dice che non riuscirà a ricongiungersi con la stessa. Se c’è qualcosa che abbiamo imparato è che, da quando gli Stark si sono dispersi a Westeros, chi a sud e chi a nord, non potranno mai più ricongiungersi. got_405_3Non lo dico per cattiveria (mai insultare gli Stark in mia presenza!), molto più semplicemente sembra esserci una maledizione che impedisce loro di riunirsi e ritrovare la felicità fin dal momento in cui una spada ha staccato la testa dalle spalle di Ned Stark. Non a caso, ci sono Jon e Brandon a confermare la mia ipotesi.

Jon Snow fa quello che sa fare meglio, in questa puntata: sguaina la spada e uccide chiunque gli si pari davanti. Un po’ d’azione ci mancava, tra un complotto e l’altro, e guardarlo combattere con tanto ardore ha di certo posto un freno alla ‘calma’ che ha preceduto la sua apparizione. Qui la riunione tra due Stark non è stata solo frutto della mia sensibilità bensì è stata tanto vicina da poterla toccare con mano. Mentre Jon faceva irruzione nell’ex fortino di Craster e uccideva i Guardiani della Notte disertori – con un duello davvero niente male, alla fine, prima di poter dar fuoco a tutto, con Spettro di nuovo al suo fianco – Bran era a pochi metri di distanza. Per due got_405_2volte il giovane Lord ha invocato il nome del fratello, senza che lui lo udisse, mentre eravamo tutti con il fiato sospeso, speranzosi che almeno loro potessero ritrovarsi. Ma il Nord non perdona e Bran riconosce di avere una missione che va ben oltre l’affetto che prova per Jon. Convinto dalle parole di Jojen e Meera, Bran abbandona il campo di battaglia e, con essa, ogni speranza di ricongiungersi con il fratello, addentrandosi sempre più nel desolato nord.

Episodio sempre emozionante e pieno di sorprese, come ormai dovremmo aver imparato. Risulta un po’ inutile l’inquadramento di Brienne e Podrik, intenti a cercare di raggiungere la Barriera per trovare una perduta Sansa Stark, ma a parte quello tutto fila liscio come l’olio.

Oh e, naturalmente, non dimentichiamoci la cosa importante! Il re è morto: viva il re!

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