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Game of Thrones - Il Trono di Spade

Game of Thrones: Recensione dell’episodio 4.03 – Breaker of Chains

Un altro episodio forte e simbolico per Game of Thrones

Dopo lo scioccante finale della scorsa puntata “The Lion and the Rose” in cui abbiamo visto la morte di king Joffrey alle sue stesse nozze, ci sono da affrontare le conseguenze di questa dipartita. Si fa da parte un personaggio odiosissimo, ma forse per questo la sua morte è stata ancora più inaspettata: pensavo che un personaggio del genere, con la sua follia, la sua cattiveria, motore di molti avvenimenti della storia e allo stesso tempo uno dei principali responsabili di emozioni negative da parte di noi spettatori, non ci avrebbe lasciato tanto presto. Diciamoci la verità: nella narrazione i cattivi non muoiono spesso. Ed invece ecco che George R. R. Martin ci stupisce ancora una volta uccidendo Joffrey, che ovviamente lascia una scia di male, ma perché no, anche di bene.

game of thrones_403_bDi ipoteticamente positivo c’è che ora Joffrey con la sua cattiveria non governerà più ed il diretto erede al trono è suo fratello minore che non pare essere crudele come il fratello defunto. Certamente ha alle spalle uno come suo nonno Tywin Lannister che non è sicuramente uno stinco di santo e che sta già cercando di plasmare ed imbonirsi il nipote parlandogli dei re del passato ed arrivando alla conclusione che un buon re debba essere saggio seguendo i consigli di chi gli sta intorno (l’altro nipote era davvero incontrollabile e ora Tywin vuole evitare di arrivare a quel punto controllando il nuovo re da subito, ancora prima dell’incoronazione), però la speranza che le cose possano andare meglio c’è: sicuramente ci saranno altri tratti negativi, ma almeno si può sperare che la crudeltà fine a se stessa e solo per divertimento in casa Lannister l’abbiano messa da parte.

Ovviamente, però, le conseguenze della morte di Joffrey sono soprattutto negative. Tyrion viene creduto il responsabile per l’avvelenamento del re e viene tenuto in cella fino al processo, processo in cui suo padre sta facendo piazza pulita dei possibili testimoni in suo favore, rendendo Oberyn Martell uno dei giudici e stringendo un patto con lui. Gli unici che potrebbero parlare a favore di Tyrion sono Sansa e Podrick, ma la prima viene portata sulla nave di Petyr Baelish che ha ordito da giorni prima un piano per portarla via dal matrimonio game of thrones_403_creale e ciò dimostra che lui sapesse già dell’avvelenamento del re e quindi è il primo indiziato per la morte di Joffrey, mentre il secondo viene minacciato di morte e quindi Tyrion gli ordina di scappare dalla città. Così l’unica speranza per il folletto è Jamie, ma Cersei, che sta soffrendo tantissimo per la morte del loro figlio, gli chiede di uccidere Tyrion perché è convinta che l’avvelenatore sia lui. Jamie è molto più prudente non credendo il fratello colpevole, ma nonostante sembra non volere seguire il suggerimento della sorella e amante, bisogna vedere quale sarà la sua prossima mossa. Ciò che è certo, e che fa arrabbiare tanto Cersei, è che lui non sembra sofferente, ma sollevato nel vedere il figlio morto. Sicuramente temeva la decisione del re sul suo destino vista la difficoltà nel difenderlo con la sola mano sinistra e ora si sente più al sicuro.

Nel frattempo molti avvenimenti vengono solo accennati mentre il focus rimane a King’s Landing: i guardiani sulla barriera se la vedono davvero brutta perché i bruti stanno avanzando e stanno per scoprire che i mille uomini di cui ha parlato loro Jon Snow sono pura fantasia, Sam porta Gilly via da Castello Nero perché teme che gli altri uomini le possano fare del male, Davos inventa un piano per far avere un esercito a Stannis Baratheon, Arya deve ancora capire come va il mondo e Clegane le fa una domanda che forse le farà aprire gli occhi: quanti Stark deve vedere ancora morire per capire quanto è crudele l’essere umano?

game of thrones_403_dDall’altra parte del Narrow Sea, Daenerys continua la lenta avanzata per liberare gli schiavi di città in città. Ora è a Meereen e, dopo aver assistito alla sconfitta del miglior guerriero di questa città da parte di Daario Naharis, manda agli schiavi all’interno di essa un messaggio molto forte e simbolico: dopo aver parlato loro, fa sparare dentro la città con delle catapulte delle casse che, una volta aperte, rivelano all’interno le catene che prima erano al collo degli schiavi che lei ha già liberato: ecco quindi che quelli di Meereen capiscono di avere l’occasione di diventare liberi, liberandosi anch’essi dalle catene.

In definitiva un altro episodio tagliente ed imponente come contenuti e simbologia. Gli intrecci che si formano, le alleanze, i sotterfugi e gli avvenimenti inaspettati rendono la serie sempre avvincente e ci fa tenere altissima l’attenzione aspettando con ansia l’episodio successivo.

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