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Game of Thrones - Il Trono di Spade

Game of Thrones: recensione dell’episodio 3.03 – Walk of Punishment

Un altro grande episodio di questa epica saga

Non c’è cosa più bella di quando una grande serie epica si racconta in modo ironico. L’effetto risata arguta è assicurato. Questo episodio inizia proprio con un paio di scene decisamente cariche di una pungente ironia, che ben si amalgama con il tono alto e imponente della serie.

gameofthrones-303-09Come non gongolarsi di fronte a Tyrion e la sua odiosa sorella che spostano le sedie intorno al tavolo del consiglio della Hand of the King. E come non sorridere insieme a Robb Stark quando Edmure sbaglia ripetutamente lo scocco della freccia che dovrebbe dare ritualmente fuoco alla salma del padre. Questi incipit lasciano comunque il passo alla consueta grandiosità narrativa. Con tutto il disordine che c’è al di qua del mare, non è praticamente possibile parteggiare se non per la bianca Khaleesi. Lei e i suoi draghi, in tutto questo marasma, sembrano l’unica forza che non incuta in qualche modo una sorta di disprezzo.

gameofthrones-303-05E Khaleesi dimostra il suo valore ancora di più nella piccola parte dedicata a lei, con la sua empatia verso un condannato crocifisso lungo la Walk of Punishment, con il suo desiderio di portare via tutti gli Unsullied, compresi i giovani, che sono solo bambini, al davvero poco simpatico padrone, compresa la schiava che fungeva da traduttrice. Ammetto che mi ha lasciato un po’ infastidito l’idea che potesse usare uno dei suoi tre draghi come moneta di scambio. Mi sono detto “Cavolo, no! I draghi no! Sono suoi!” ma capisco che probabilmente non è finita qui. O almeno lo spero. Certo, lei ha il diritto di disporre dei draghi come meglio crede. Anche venderlo sarebbe nei suoi poteri… eppure non posso pensare che sia disposta a separarsene così facilmente. Mi aspetto qualcosa di succoso.

Ad essere onesti, oltre a Daenerys, anche Robb rimane tra quelli che possiamo definire buoni. Fino ad ora è sempre stato dalla parte della giustizia e della compassione. Tuttavia il suo ruolo, che è una sorta di principe che riunisce gli altri capi clan, lo affossa in una pozza di fango, per cui è costretto ad avere spesso a che fare in maniera molto stretta con personaggi sicuramente discutibili. Come il già citato Edmure ad esempio, ma anche altri piccoli nobili del nord non sono affatto diversi.

gameofthrones-303-06Non possiamo certo provare empatia per Stannis Baratheon, che non solo non è un gran simpatico ma adesso è pure, per dirla in maniera “elioelestorietesiane”, un servo della gleba. Attaccato alla gonna di Melisandre, implorante e quasi patetico, ormai ha capito anche lui che questa fa quello che le pare e non rende davvero conto a lui. Arrivare a dire che dovrà giacere con i suoi familiari per poter restare ancora incinta… non è cosa bella da sentirsi dire. Lui non la prende molto bene, ma sa chiaramente che è meglio stare zitto, che con quella non si fa una bella fine.

Di certo non ho alcuna compassione per i Lannister. A parte il malefico bamboccio biondo (Jack Gleeson è assolutamente perfetto), che in questo episodio non compare, ci sono il vecchio Tywin, che dall’episodio precedente si è definitivamente posizionato tra i grandissimi figli di buona donna, così come Cersei, odiosa fino al midollo.

gameofthrones-303-12Chiaramente si salva Tyrion, che invece è sempre un gran badass (anche se Peter Dinklage non si sente tale nell’interpretarlo… ma lo è eccome) e che assume il ruolo di cassiere del regno, al posto di Littlefinger. Interessante, perché scopre subito che le casse del regno sono più che vuote e, peggio, vessano in uno stato debitorio da far impallidire il debito pubblico di Grecia, Italia e Cipro messe insieme. Ne verranno fuori delle belle da questa cosa, ne sono più che sicuro.

gameofthrones-303-14Jamie Lannister ha sempre avuto quell’aria da bamboccione cresciuto, un po’ come il quaterback dopo il college, un personaggio borioso, sicuramente abile, ma anche insopportabile. Invece piano piano, con il suo peregrinare con Brienne di Tarth diventa un po’ più accettabile, fino ad arrivare a salvarla, con le sue parole, da uno stupro di gruppo, il fato peggiore che, in vita, possa capitare a una donna. Con questo gesto ha guadagnato decisamente molti punti. E poi gli tagliano la mano. E questo lo pone direttamente sulla via della redenzione agli occhi degli spettatori. Perché da Kingslayer è diventato un prigioniero sporco, stanco e senza una mano. Dai, piano piano finiremo per apprezzare questo incestuoso cavaliere.

Se parliamo di sfortunati, però, il primo posto va certamente a Theon Grevjoy. Dopo averne vissute di ogni tipo, dopo una tortura lunga e tremenda, grazie all’aiuto di un servo (Iwan Rheon, mitico in Misfits), scappa, ma viene rincorso, quasi stuprato dalla guardia… alla fine viene salvato in extremis dal servo. Ma ecco, direi che se tutta questa serie di fatti non gli abbassano un po’ la cresta, non so cosa potrebbe.

Per i personaggi più giovani: niente Sansa né Bran. C’è invece Arya, che si smarca senza troppi problemi dall’aver incrociato Sandor, ormai prigioniero della Brotherhood witgameofthrones-303-03hout Banners. E poi ovviamente c’è Jon Snow che è interprete di una sola scena, in cui però veniamo a interessante conoscenza di un piano per espugnare il Wall. Devo dire: wow. The winter is coming e non vedo l’ora.

Chiudo la carrellata con una nota su Craster. Mi chiedo come mai non gli facciano saltare la testa in quattro e quattr’otto. Ho capito che ha la protezione dei clan… però è lì da solo. E la sua spocchia è tale che meriterebbe tranquillamente un bel salto verso l’altro mondo. Del resto però Sam ha visto che una delle sue mogli bambine ha appena partorito un maschietto e sa che fine farà. Sicuramente si metterà in mezzo e probabilmente questo potrebbe portare a conseguenze piuttosto definitive.

gameofthrones-303-08Staremo a vedere. Comunque Game of Thrones è un capolavoro. Il suo tono è sempre epico, degno di Tolkien, la sua produzione è stellare, degna della trilogia del Signore degli Anelli di Peter Jackson. Questa serie ha ridefinito il livello minimo accettabile per una serie fantasy in televisione. Vedere qualcosa di peggiore non è più passabile. Pensate a Once Upon a Time. Ai tempi di Streghe e Buffy sarebbe sembrato stupendo. Adesso è quasi inguardabile, esteticamente.

Game of Thrones è diventato un fenomeno mondiale, la serie più scaricata del mondo, un oggetto di assoluto culto nerd, che è già entrata nel mito e che sarà per sempre tra le opere “assolute” che non si possono assolutamente perdere. Trovo che questo episodio, Walk of Punishment, rientri perfettamente in questo quadro di eccellenza.

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