fbpx
News Serie TVSerie Tv

Game of Thrones: George R.R. Martin e il suo piano per non farsi raggiungere dalla serie tv


George R.R.Martin
è perfettamente cosciente che la serie TV Game of Thrones si muove ad una velocità superiore, da lui definita ‘allarmante’, a quella che lui impiega a scrivere gli ultimi 2 libri della serie A Song of Ice and Fire. Martin ha un piano per rallentare l’avanzata dello show, così da poter portare a termine il lavoro.

La stagione che sta per iniziare, la quarta, mostrerà gli eventi della seconda parte del terzo libro (A Storm of Swords); i successivi 2 libri, A Feast of Crows e A Dance with Dragons, hanno il potenziale di andare a costituire 3 stagioni e bisogna tenere in conto che le vicende di questi 2 libri sono contemporanee, quindi non si possono fare in successione. La speranza di Martin è che li uniscano per raccontare la storia cronologicamente, così da permettergli di portare a compimento The Winds of Winter e A Dream of Spring.

L’autore ammette di essere preoccupato, in quanto ‘Stiamo andando avanti e i ragazzi stanno crescendo: Maisie Williams aveva la stessa età di Arya quando tutto è iniziato, ma adesso lei è una giovane donna e Arya ha ancora 11 anni. Il tempo sta passando molto lentamente nei libri e molto velocemente nella vita reale’.

Di seguito uno stralcio di un’intervista rilasciata a Vanity Fair.                                          

D: Cosa pensa del trono di spade presente nella serie TV?

GRRM: Quel trono è diventato un’icona ed è conosciuto in tutto il mondo, ma è molto diverso da
quello descritto nei libri: lì è gigante, enorme; è costituito da mille e più spade e bisogna salire una scala per potervi sedere. Non sapendo disegnare non riuscivo a esprimere al meglio quello che avevo in mente, ma Marc Simonetti è quello che più di tutti è riuscito a rappresentare quello che avevo in mente.

game of thrones

Tutto è molto più grande nella mia testa, che e per molto tempo ho accantonato la possibilità che dei miei libri si sarebbe potuta fare una trasposizione cinematografica: la quantità di materiale è enorme e le persone che si erano offerte di farlo non mi davano garanzie sulla fedeltà di questa trasposizione, così ho messo da parte ogni remora e mi sono detto ‘Al diavolo! Scriverò qualcosa di gigantesco, tanto non verrà mai prodotto, quindi ho totale libertà di movimento’.

D: Quando David Benioff e D.B.Weiss (i creatori della serie) l’hanno contattata, cosa l’ha fatta sentire al sicuro?

GRRM: Quando li ho incontrati ero convinto che non si potesse fare come film, ma forse come una serie TV sì, e guardando il palinsesto della HBO, mi sono convinto che il modo migliore era un libro una stagione e quando David e Dan mi dissero le stesse cose ho capito che eravamo sulla stessa lunghezza d’onda. Sono rimasto colpito anche dal fatto che fossero entrambi scrittori, e penso che loro guardassero alla mia esperienza in televisione in modo positivo: potevamo, così, capirci meglio.

D: Quando Le è venuta per la prima volta l’idea nel 1991, sapeva che si trattava di una serie?

GRRM: La prima scena che mi è venuta in mente è quella dove vengono ritrovati i cuccioli di metalupo. E’ apparsa in maniera così vivida, che mi sono messo subito a scrivere, ma non sapevo cosa: poteva essere un racconto breve o il capitolo di un romanzo. Il momento saliente è stato quando nel secondo capitolo ho cambiato il punto di vista, perché in quel momento il libro è diventato di colpo più lungo. Inizialmente ho pensato ad una trilogia, ma con quello che avevo in mente ho capito subito che neppure quello sarebbe bastato ad esaurire tutto. Ora siamo a sette libri e spero che il numero rimanga quello.

D: Ci sono molti cambiamenti di scena e chi legge non sa cosa aspettarsi.

GRRM: Penso di scrivere quello che vorrei leggere: ciò che ho sempre apprezzato è l’imprevedibilità e non c’è niente di più piacevole di quando succede qualcosa di diverso, di un colpo di scena improvviso, sempre che questo abbia un motivo di esserci e non messo così a caso. Bisogna nascondere lo scrittore e creare una storia che sembri vera; per esempio il primo capitolo è incentrato su Bran, quindi il lettore pensa che sia la sua storia e che sia l’eroe; nulla può capitargli e invece viene spinto giù dalla torre e rimane paralizzato. Così facendo le regole cambiano e il lettore è più vigile.

Cerco di creare personaggi reali, con pregi e difetti, con le loro ambiguità e conflitti interiori; non sono né eroi né cattivi.

D: Le piace il mondo ricreato nello show?

GRRM: Penso che sia fantastico. C’è stato un periodo di adattamento, perché ho avuto una visione di questo mondo e di questi personaggi dal 1991; e quando lavori in televisione o per un film bisogna permettere agli altri collaboratori di portare il loro impulso creativo.

D: Ha detto a Benioff e Weiss cosa succederà?

GRRM: Sanno alcune cose, ma la parte più importante si nasconde nei dettagli. Ci sono diversi modi per evitare che la vicenda della serie raggiunga la vicenda dei libri: si potrebbe separare una stagione in 2, oppure fare una stagione prequel, come Spartacus. Staremo a vedere.  Sono molto contento di come lo show sia fedele ai libri, ma comunque non sarà mai la stessa cosa: non si possono includere tutti i personaggi, non si possono rendere tutti i dialoghi. C’è Via col Vento il film e Via col Vento il libro: sono simili, ma non uguali.

Chiara

pazza per Doctor Who e serie inglesi in generale; ho paura che se avessi il tempo potrei arrivare a seguire un numero infinito di telefilm

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Pulsante per tornare all'inizio