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Game of Thrones, David Benioff e Dan Weiss: “Potremmo raccontare questa storia per ottanta ore”

Gli showrunners di Game of Thrones, David Benioff e Dan Weiss hanno parlato dei loro progetti per il futuro della serie targata HBO, sostenendo che potrebbe funzionare per otto stagioni, consenso della rete permettendo (e fatichiamo a credere il contrario, specie se la serie manterrà i livelli di qualità, sinora solo cresciuti esponenzialmente a partire da quella prima stagione che, sono certo, nessuno mai dimenticherà).

Basata sulla saga letteraria “Le cronache del Ghiaccio e del Fuoco” di George RR Martin, la serie fantasy lancerà la sua terza stagione TV alla fine del mese.

Game of Thrones_Richard-MaddenIl nuovo plot è incentrato su parte del terzo libro di Martin, “Tempesta di Spade“.

Martin ha scritto cinque libri fino ad oggi (basandoci sul conteggio dell’edizione americana, essendo stati ulteriormente divisi da quella italiana), con altri due in cantiere – ‘”The Winds of Winter” e “A Dream of Spring” che completerà la saga.

Il duo vincente Benioff/Weiss  ha dichiarato che sarebbe felice di poter arrivare a un numero di otto o nove stagioni, che quindi supererebbe quello dei libri, probabilmente per poterne al meglio sviscerare eventi, contenuti e personaggi (il che spiega la scelta di produrre una serie che corrisponde a metà del terzo libro).

Questo ci rimanda al grande merito di questo stravolgente serial che ha saputo rendere omaggio a un’immensa saga fantasy senza mai perdersi.

Game of ThronesAbbiamo a disposizione ottanta ore stavolta, per raccontare un’altra parte delle Cronache.  A ciò inevitabilmente si associano diverse difficoltà legate alla gestione del tempo della narrazione. D’altra parte, trascorrere più tempo con questi personaggi che amiamo e che siamo certi avremo mai di nuovo, è impagabile.”

Parlando dei motivi per cui lo spettacolo è riuscito a estendersi oltre un pubblico di nicchia (sostanzialmente composto dai preconoscitori della saga e da una porzione di pubblico semplicemente curioso), la coppia ha detto: “Con Game of Thrones, abbiamo sperato che avremmo profondamente colpito persone  alle quali il linguaggio fantasy era assolutamente sconosciuto“.

Siamo tutti d’accordo nell’affermare che i creatori della serie ci sono riusciti in pieno ma hanno fatto anche di più, considerando che il numero di lettori di Martin è andato progressivamente avanzando, dalla messa in onda della prima stagione di GOT.

Gli autori si sono espressi anche sulla dimensione profonda e umana dei personaggi dello show, altra caratteristica che ha sicuramente inciso sull’approvazione del pubblico, facilmente identificabile nonostante il genere.

NikolajCosterWaldau_GameOfThrones_610x250Perché GOT non è solo un’epocale serie televisiva di genere fantasy, ma un grande palcoscenico del coraggio e della debolezza dell’essere umano, della sua sconfitta nell’amore che diviene brama di potere. GOT è calzante allegoria del nostro tempo sociale e politico. E’ finzione intrisa di amara realtà in cui si può perdere tutto in un istante: l’amore, il potere, la famiglia, la vita. Ecco perché il pubblico attende con trepidazione questo serial ogni anno, soprattutto per il profondo legame empatico stabilitosi con i suoi personaggi.  GOT è insomma una serie intimista (di quelle cui del resto la HBO ci ha abituati da tempo e delle quali continuiamo a godere), immersa in un panorama fantasy infinito.

Cosa dire di più? Di certo che attendiamo con gioia il 31 marzo per goderci finalmente il primo episodio della terza stagione!

Game of Thrones andrà invece in onda nel Regno Unito dal 1 ° aprile su Sky Atlantic.

Antonio Manfuso

Scrittore in erba cresciuto a pane e Twin Peaks per poi trascorrere una spensierata adolescenza con Dawson's Creek e una gioventù variegata fra Prison Break e Lost. Nutre una malsana adorazione per Fringe e per i serial poco ortodossi come American Horror Story. Coltiva passioni europee come il vate Charlie Brooker.

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