Game of Thrones - Il Trono di Spade

Game of Thrones: Daenerys Targaryen diventerà la “Regina Folle”?

[ATTENZIONE: IL SEGUENTE ARTICOLO CONTIENE SPOILER SULL’EPISODIO 8X04 – THE LAST OF THE STARKS]

Diciamocelo tranquillamente: Westeros non è stata la passeggiata sul viale dei ricordi che Daenerys Targaryen si aspettava. In parte perché non ricordava granchè del paese in cui è nata, dal momento che è stata portata via da Dragonstone quando era ancora in fasce. Ma aveva sentito racconti sui Sette Regni, leggende, di re e regine e imprese straordinarie. Aveva sognato quelle terre che erano state sottratte alla sua famiglia, con tutto l’ardore e la passione con cui qualcuno possa desiderare qualcosa.

Ma poi il percorso di Daenerys Nata dalla Tempesta è cambiato. Lei è cambiata, e Westeros non è certo stata generosa con la sua persona. Da quando ha messo piede nei Sette Regni, infatti, pare che Daenerys sia stata contagiata dalla “follia” di suo padre, alimentata da una quantità preoccupante di circostanze e eventi che sembrano averne minato l’umanità.

Una “predestinata” al potere

emilia clarke daenerys targaryen regina folle

Credits: HBO

Dopo lo sbarco a Westeros, all’inizio della stagione sette, il principale obiettivo di Dany era governare. Dopo anni passati a crescere e maturare come Khaleesi e poi come Regina di Meeren e liberatrice di schiavi, la giovane Targaryen era pronta ad occupare il trono che (nel suo immaginario) le spetta di diritto. Come ci ricorda Tyrion in The Last of the Starks, è una ragazza che è entrata in una pira con tre uova di pietra e ne è uscita intatta con tre draghi. Un evento che, da solo, sottolinea Varys, avrebbe potuto farle credere che fosse il suo destino quello di governare, Westeros o il mondo.

Se le era riuscito tanto bene ad Essos, perchè sarebbe dovuto essere diverso nei Sette Regni?

Il primo ostacolo da superare, ancor prima di Cersei e dell’attacco ad Approdo del Re, è stato Jon Snow, presentatosi come King in the North. Quando – con una certa sfacciataggine ed insistenza Dany l’aveva invitato a “bend the knee” era stato un gesto spontaneo. Una regina dei Sette Regni non può riconoscere l’indipendenza di uno di questi, dal momento che si tratterebbe di uno scisma da sanare, una ribellione se vogliamo. Ma una ribellione aveva già messo in ginocchio di Targaryen, quando Robert Baratheon aveva lottato e sconfitto Rhaegar. Daenerys non voleva la guerra allora ma voleva obbedienza.

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Bend the Knee e problemi di fiducia

emilia clarke daenerys targaryen

Credits: HBO

Jon Snow si era inginocchiato, seppur non necessariamente per le ragioni per cui desiderava Daenerys, ma l’aveva fatto. La conseguenza era stata il viaggio verso Nord per la Guerra contro il Re della Notte e gli estranei. “Sono venuta a salvare il Nord” aveva detto la regina, come a sottolineare che in quanto sovrana era suo diritto non soltanto scegliere le proprie battaglie. Era suo diritto anche decidere come e quando combatterle. Un atteggiamento, tutto pelliccia bianca e sorrisi, che non è di certo andato già a Sansa, come abbiamo visto.

Ma come Jon aveva piegato la testa, pur di riuscire a portare Daenerys dalla sua parte ed aiutarlo così contro un esercito di non-morti, altri si sono rifiutati di farlo. Dopo l’attacco all’esercito dei Lannister, che trasportava viveri presso Approdo del Re direttamente da Alto Giardino, Daenerys aveva giustiziato senza pietà entrambi il padre ed il fratello di Sam, esponenti della famiglia Tarly. Era stato un gesto mal visto da Tyrion, che ben ricordava i racconti di Jaime sul Re Folle Aerys II (padre di Daenerys) e come intendesse bruciare Approdo del Re con l’Altofuoco. Era stato un gesto tanto “folle”, appunto, da far storcere il naso al Primo Cavaliere.

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Un Primo Cavaliere che, da quando ha rimesso piede a Westeros, si è visto costantemente giudicato e messo in dubbio dalla Regina. La sua lealtà, per lei, era sempre in discussione, in particolar modo dopo il fallimento delle trattative con Cersei e la relativa mancanza dell’invio delle truppe a Winterfell. Cosa significa? Significa che, senza l’appoggio quasi provvidenziale di Ser Jorah, difficilmente Tyrion sarebbe ancora in vita. Più di una volta la regina l’ha fissato con un’espressione da “se gli sguardi potessero uccidere”.

Pezzettini di umanità

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Problemi di fiducia a parte, ciò che maggiormente ha contribuito, tuttavia, a spingere Daenerys verso questa potenziale insanità mentale alla “Regina Folle” è stata una progressiva perdita della sua umanità. Aveva imparato a convivere con le perdite, questo è vero. Quando era ancora una ragazzina aveva perso Drogo e suo figlio non ancora nato. Ma era riuscita a superarla, grazie soprattutto ai tre “bambini” nati dalle fiamme da cui lei stessa è stata rigenerata.

Negli anni in cui ha conquistato e regnato sulla Baia dei Draghi (ex Baia degli Schiavi) si è circondata di persone per lei indispensabili. Persone in cui non soltanto ha riposto la propria fiducia ma che hanno fatto sì che non fosse sola. La solitudine e l’isolamento, come già visto nel caso di suo padre Aerys II Targaryen, sono tra le cause principali di una progressiva degenerazione e follia.

Tra queste persone Tyrion e Varys sono gli ultimi arrivati. Al primo posto ci sono i suoi draghi, naturalmente – Drogon, Viseryon e Rhaegal; il popolo dei Dothraki, verso cui sentiva una responsabilità ereditata da Drogo. Gli Immacolati e Verme Grigio, il loro comandante. Ma soprattutto Missandei, amica e consigliera con cui ha stretto un rapporto non unicamente “professionale”. Daenerys e Missandei sono prima di tutto amiche, seppur l’una resti sempre una regina e l’altra una ex schiava liberata.

Addio Viserion, addio Dothraki e Ser Jorah

game of thrones recensione 8x04

Credits: HBO

La prima perdita considerevole per Daenerys a Westeros è stato senz’altro Viserion. Il drago, il cui nome era un omaggio ad uno dei suoi due fratelli, Viserys, era caduto a nord della barriera, trafitto da una lancia del Re della Notte. La morte di Viserion era stata probabilmente la prima volta in cui Dany si era resa conto di non essere invincibile ma “umana”. Una Regina che, nonostante avesse ancora il Trono da conquistare, aveva tanto da perdere.

Poi è stata la volta dei Dothraki. Sebbene qualcuno sia sopravvissuto a quella carica con le spade fiammeggianti, guidata da Ser Jorah, non sono stati tantissimi. I Dothraki sono stati il popolo di Daenerys prima ancora che lo fossero le genti di Westeros. Sono stati la famiglia di Drogo, la famiglia che lei come Khaleesi ha avuto il compito di proteggere. Il popolo che ha portato al di là del Mare Stretto. Avevano avuto un ruolo indispensabile nella sua vita da adulta. Poi si sono spenti come le fiammelle delle loro spade: in un attimo.

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A lasciarla poco dopo è stato anche Ser Jorah. Un consigliere, un amico, un confidente. Uno che non è stato estraneo al tradimento me che è tornato dalla sua Regina, nonostante tutto e tutti. Un cavaliere che è morto a suo fianco, lì dove aveva passato gli anni migliori della sua esistenza. Che si è spento difendendo la sua regina, come sempre aveva sognato.

Il colpo di grazia: Rhaegal e Missandei

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La perdita di Ser Jorah è stata forse tra i momenti più gravosi da superare per Daenerys. Una di quelle ferite da cui è quasi impossibile guarire. Se la sua sanità era ancora intatta prima della Battaglia di Winterfell è certo che in seguito non è potuta più essere la stessa. Ci sono perdite che semplicemente ti cambiano, indipendentemente da quanto tu possa essere forte e autoritaria. Ser Jorah, per Daenerys, è stato tra quelle.

Come se non bastasse, mentre il lutto era ancora troppo vicino e vivo nella sua mente, ha perso anche Rhaegal (anche se è ancora da confermare, questa) e Missandei. Perdere un figlio è qualcosa di inverosimile, un dolore da cui sopravvivere è praticamente impossibile. Perderne tre? Seguiti a breve distanza dalla propria più cara amica e consigliera?

Missandei è stata con Dany fin (quasi) dal principio, da quando ha acquisito il controllo degli Immacolati e ha iniziato la sua vita da “regina”. Se inizialmente ha potuto essere una donna che Dany apprezzava e trovava semplicemente simpatica, con il tempo è diventata una consigliera indispensabile e, ancor più importante, un’amica sincera. Dany contava su di lei, si fidava di lei, l’amava. Vederla capitolare dalle mura di Approdo del Re? Ha fatto scattare qualcosa.

La pazzia della “Regina Folle” dietro l’angolo

daenerys targaryen mad queen

Credits: HBO

Nell’ordine, da quando è arrivata a Westeros, Daenerys ha perso: Viserion, i Dothraki, Ser Jorah, Rhaegal, Missandei. Una lista certamente incompleta, con altri due episodi in arrivo prima della fine di Game of Thrones. Quello che tuttavia è evidente da questa sfilza di morti è che hanno avuto un impatto non indifferente sulla regina. Qualcosa è scattato e se prima non voleva essere la Regina delle Ceneri ora è più una questione della vendetta che intende infliggere ai propri nemici. Senza necessariamente curarsi degli innocenti che ci saranno tra lei e quest’ultimi.

Semmai Daenerys dovesse davvero diventare la Regina Folle, avranno Jon Snow o Tyrion il coraggio di ucciderla? Jaime era stato in grado di mettere da parte il proprio dovere ed i propri giuramenti pur di difendere gli innocenti ed i deboli. Se Daenerys dovesse essere una minaccia per quello stesso popolo di cui intende diventare sovrana, a che giuramenti e quale onore decideranno di appellarsi i suoi seguaci ed alleati? Una domanda che speriamo trovi risposta nei prossimi episodi (conclusivi) del Trono di Spade.

[Commento post 8×05: Ha, avevo ragione!]

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