Game of Thrones - Il Trono di Spade

Game of Thrones, i fan divisi sul Cleganebowl: scontro epico o fanservice?

Tra gli argomenti al centro del dibattito dopo il quinto episodio di Game of Thrones, c’è senza dubbio uno degli scontri più attesi: quello tra il Mastino e la Montagna.

Il penultimo episodio dell’ottava stagione di Game of Thrones è probabilmente destinato a diventare uno dei più discussi dell’intera serie. Tra le varie sorprese che lasciano ampio spazio al dibattito, si è realizzata una delle teorie più gettonate degli ultimi anni: quella del Cleganebowl, ossia l’incontro/scontro finale tra i due fratelli Clegane, Sandor e Gregor.

Prima di continuare, il reminder è d’obbligo: occhio se non avete ancora visto la puntata, ci sono grossi SPOILER in arrivo!

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La battaglia di Approdo del Re – che forse sarebbe più corretto definire un massacro unilaterale – ci ha permesso di essere testimoni di una delle reunions più attese e anticipate prima della fine della serie: quella tra il Mastino e la Montagna. Molti hanno esultato all’avverarsi della teoria che voleva i due fratelli destinati a combattere prima della fine – e hanno gioito alla spettacolarità della messa in scena di questo scontro – altri hanno invece lamentato la sua stessa natura, definendolo sostanzialmente come puro “fanservice“.

Prima di vedere nel dettaglio queste due scuole di pensiero, cerchiamo però di capire dove ci aveva lasciato la storia tra i due fratelli Clegane.

L’INFANZIA DEL MASTINO E IL TRAUMA DEL FUOCO

Durante l’infanzia, era stato proprio un Gregor Clegane bambino a ustionare il viso del fratello minore, colpevole di aver preso uno dei suoi giocattoli. Questo episodio aveva segnato Sandor Clegane a vita, sia esteriormente, con delle cicatrici che gli deturpavano metà del volto, sia interiormente, lasciandogli un profondo terrore del fuoco. Con il passare degli anni poi, il fratello Gregor era diventato cavaliere, macchiandosi di azioni terribili e accrescendo l’odio che il fratello minore già provava per lui.

Durante l’intero arco della serie, i due fratelli hanno seguito dei percorsi molto diversi. Gregor, diventato la Montagna, è stato ucciso da Oberyn Martell alla fine della terza stagione (non prima di averlo ucciso a sua volta cavandogli gli occhi – una delle morti più traumatiche di Game of Thrones). La sua morte non è però durata molto, e Ser Gregor è stato “riportato in vita” da Qyburn (novello Dr. Frankenstein) e trasformato in una sorta di indistruttibile cadavere ambulante al servizio di Cersei.

 

Dall’altro lato, abbiamo invece seguito il Mastino e Arya, e abbiamo visto un certo affetto nascere tra i due (affetto che abbiamo ritrovato anche in quest’ultima stagione). Sandor è poi stato quasi ucciso da Brienne e successivamente lo abbiamo ritrovato insieme a Beric Dondarrion. Con il passare delle stagioni, il Mastino ha più volte manifestato l’intento di voler uccidere il fratello maggiore. Persino durante la scorsa stagione, durante il loro ultimo incontro, il Mastino gli aveva detto “Non è così che finisce per te. Sai chi sta arrivando. Lo hai sempre saputo”.

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ARRIVA LA RESA DEI CONTI

Quindi, i due fratelli infine si rincontrano: Drogon sta distruggendo la città con le sue fiamme, la gente fugge via disperata e l’intera Fortezza Rossa sta crollando attorno a Cersei, Qyburn e la Montagna. Quando ecco arrivare Sandor Clegane: con un certo senso di macabro divertimento, vediamo la Montagna scaraventare via Qyburn come fosse un pupazzo, mentre Cersei capisce l’andazzo e decide di fuggire da sola, lasciando ai due fratelli la loro resa dei conti.

Lo scontro vero e proprio tra i due è considerato uno dei momenti migliori non solo di questa stagione di Game of Thrones, ma dell’intera serie. Girato da Miguel Sapochnik (che abbiamo già visto dietro la macchina da presa nella Battaglia di Winterfell), non c’è tuttavia un vero e proprio vincitore: lo spettatore vive la frustrazione del Mastino quando, prima trapassa il fratello da parte a parte con la spada, e poi lo pugnala direttamente nel cranio, in entrambi i casi senza sortire l’effetto sperato. Sandor capisce allora che l’unico finale possibile è la morte di entrambi, e si butta insieme alla Montagna da quello che rimane della Fortezza Rossa, precipitando tra le rovine della città in fiamme.

Da un punto di vista della messa in scena, lo scontro è ineccepibile: cruda ed emozionante, è stato uno dei momenti più alti dell’intera serie. Considerate anche le opinioni contrastanti che l’episodio sta suscitando, per molti è anche uno dei pochi momenti che si salva dell’intera puntata.

SCONTRO EPICO O FANSERVICE?

Tuttavia, il mondo è bello perché è vario potremmo dire, e non tutti hanno in realtà apprezzato – in termini narrativi – la scelta di mettere in scena questo scontro.

Partiamo da un presupposto: la teoria di una resa dei conti tra i fratelli Clegane girava da anni tra i fan della community della saga letteraria. Ma era appunto questo: una fan theory. Nei romanzi infatti, l’evoluzione di Sandor Clegane è un po’ diversa da quella della controparte televisiva: a un certo punto il Mastino sembra essere morto e, nell’ipotesi di una sua eventuale sopravvivenza, si fa riferimento al fatto che potrebbe aver abbandonato la sua vecchia vita ed essersi ritirato in un monastero. Alla fine de “Il Banchetto dei Corvi” viene detto che “Il Mastino è morto. Sandor Clegane sta riposando”.

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Insomma, per i fan del libro, uno scontro tra il Mastino e la Montagna sarebbe pura speculazione, per nulla coerente con l’evoluzione del personaggio letterario. Il Sandor Clegane dei libri voleva infatti allontanarsi da una vita di violenza, non ributtarcisi a pesce inseguendo un presunto desiderio di vendetta.

Di fatto però, l’episodio di domenica lo ha reso realtà, almeno sul piccolo schermo, e questo ha scontentato parecchi fan. Ha infatti ripreso vigore la vecchia diatriba delle differenze con i libri, che ormai si pensava esaurita dal momento che le ultime due stagioni di Game of Thrones hanno raccontato eventi successivi ai romanzi.

Non possiamo tuttavia non porci un’ultima domanda. Considerato che nemmeno un pugnale piantato in mezzo  al cervello era riuscito a uccidere la Montagna, siamo davvero davvero sicuri che la caduta e il fuoco abbiano avuto successo?

In un modo o nell’altro, lo scopriremo presto.

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