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Game of Thrones - Il Trono di Spade

Game of Thrones: cinque grandi quesiti dopo l’episodio 6.09 – “Battle of Bastards”

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Mentre ancora riecheggiano i rumori della battaglia e gli applausi di pubblico e critica, è già tempo di prepararsi al prossimo episodio chiedendosi quali domande Battle of Bastards ha lasciato sul campo. Ci ha provato DigitalSpy la cui analisi condividiamo di seguito.

1.) Ships e … ship?

Game of ThronesCon un gioco di parole intraducibile in italiano, qualcuno ha provato a fantasticare di qualcosa di più di una solida alleanza tra Yara e Daenerys. La chimica tra la Madre dei Draghi e la pretendente al Trono di Sale è apparsa subito evidente non appena le schermaglie ironiche tra l’istrionico Tyrion e il sottomesso Theon hanno lasciato spazio al dialogo tra le due figlie di tanto vituperati padri. La gentilezza quasi ammiccante di Daenerys è apparsa alquanto insolita permettendo ad Emilia Clarke di mutare registro rispetto all’usuale determinazione del suo personaggio. Da parte sua, Gemma Wheelan stava già risalendo nel gradimento del pubblico grazie al ritorno on screen della sua Yara. Sebbene sia molto improbabile (ma mai dire mai) una svolta romantica, sarà comunque interessante vedere come evolverà la relazione tra le due aspiranti regine nella prossima stagione.

2.) Quanto sarà inc….to ser Davos?

Alzi la mano chi non ha temuto il peggio quando ser Davos si è avventurato da solo la notte prima delle battaglia. E alzi la mano chi riteneva probabile che, in una piana tanto vasta, andasse a passare esattamente nel punto dove la piccola Shireen è stata arsa viva come estremo sacrificio ordinato da Melisandre. Magari un cervo giocattolo intagliato in legno può sopravvivere immune alle fiamme, ma ce la farà la sacerdotessa del Dio della Luce a scansare l’ira funesta del Cavaliere della Cipolla? Melisandre ha certamente un atteggiamento molto più remissivo in questa stagione e può vantare il credito accumulato resuscitando Jon, ma basteranno questi meriti a salvarla dalla furia di Davos?

3.) Perché Sansa, perché?

Game of ThronesD’accordo, l’arrivo inatteso (oddio, mica tanto poi) dei Cavalieri della Valle ha salvato Jon e il suo menomato esercito dalla sicura sconfitta ed ha ricordato la carica degli Eorlingas di Eomer al Fosso di Helm. Ma la domanda che è rimasta nell’aria dopo che si è posata la polvere alzata dai cavalli è ancora irrisolta. Perché Sansa non ha detto niente a Jon del possibile arrivo dell’esercito guidato da Littlefinger? Certo, la figlia maggiore di Ned e il fratello risorto non erano d’accordo su molti punti della strategia per attaccare Ramsay. Certo, gli autori avranno voluto mostrare la ritrovata indipendenza e l’inusitata determinazione della lady di casa Stark. Certo, alla lettera mandata col corvo Sansa non aveva ricevuto risposta per cui l’aiuto era probabile ma non sicuro. Ma, comuque, perché non informare Jon di questa possibilità in modo da fargli rivedere i piani di attacco rimandando lo scontro di qualche giorno? Perché sacrificare tanti uomini solo per mantenere un segreto? Solo per mostrarsi autonoma?

4.) Tempo di tornare a casa finalmente?

Ce lo siamo chiesti un po’ tutti nelle cinque stagioni precedenti e ancora di più in questa. Ma adesso davvero sembra non mancarle più nulla: tre draghi cresciuti e fedeli; uno dei più astuti uomini di Westeros come suo consigliere personale; la lealtà indiscussa dei fortissimi Immacolati; la temutissima armata della Compagnia dei Second Sons guidata da Daario; la feroce orda dei Dothraki; la numerosa flotta formata dalle 100 navi dei Greyjoy più quelle rubate agli Schiavisti della Baia. Che altro serve a Daenerys per attraversare il Mare Stretto e tornare finalmente a Westeros e prendersi quel tanto agognato Trono di Spade di cui parla dalla prima stagione? Mentre ad Approdo del Re la situazione precipita tra il conflitto con il Credo Militante e le velate minacce di una Cersei con più nulla da perdere e i White Walkers incombono oltre la Barriera a Nord, è tempo ormai di lasciare da parte distrazioni e cambi di programma e resettare tutto su una sola priorità: tornare a Westeros e portare una nuova primavera prima che il preannunciato inverno arrivi davvero.

5.) Ed ora chi lo fa il cattivo?

Game of ThronesUn giro in rete è sufficiente a trovare decine di video che mostrano esultanze sfrenate accompagnare i pugni di Jon o il pasto dei cani. Ma, diciamoci la verità, cosa sarebbero state le ultime due stagioni di Game of Thrones se non ci fosse stato Ramsay? Iwan Rheon si unisce a Jack Gleeson nell’olimpo dei villain che più hanno avuto il pregio di essere amati per quanto sapevano farsi odiare. Certo, altri cattivi ci sono stati nella serie (lo spietato Locke, il ributtante Craster, il viscido Walder Frey), ma nessuno sarà mai ricordato quanto Joffrey e Ramsay. Morto quest’ultimo, chi è ora il villain della serie? L’Alto Passero è sicuramente un valido antagonista, ma è decisamente amato dal suo popolo e le sue vittime sono Cersei e Margaery che difficilmente si possono iscrivere nella lista dei buoni. Euron Greyjoy ha destato subito un odio istintivo per la sua tracotante arroganza e la sua cattiveria verso i nipoti Theon e Yara, ma è apparso solo due volte ed ha un ruolo per ora piuttosto marginale. La vera domanda è, tuttavia, un’altra: c’è davvero bisogno di un altro super cattivo? Probabilmente no. Quando manca solo una stagione alla fine, è giunta ormai l’ora di tenere fede al titolo della saga, le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. Con Danaerys ormai sulla via di Westeros (si spera), è tempo che i due elementi primordiali si scontrino. Che la battaglia finale sia quindi tra il Re della Notte e la sua armata di morti e quel che resta dei regni degli uomini (più tre draghi)? Pronti a scommetterci qualcosa?

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