Game of Thrones - Il Trono di Spade

Game of Thrones – Battaglia di Winterfell: Cosa accadrà dopo The Long Night?

E ora? Come abbiamo detto nella nostra recensione dell’episodio 8×03, Game of Thrones ha iniziato davvero il suo cammino verso l’ormai sempre più vicino finale. Tre episodi restano nel conto alla rovescia ed è scontato immaginare che saranno una miniera di eventi. Alcuni dei quali resteranno impressi nei ricordi futuri dei fan e nella storia delle serie tv. Ma come arrivarci al series – finale? Quali strade ci faranno solcare Benioff e Weiss per arrivare alla tanto agognata, agrodolce conclusione?

Consapevoli che ogni previsione è fatta per essere smentita, non ci sottraiamo comunque al gioco che più piace ad ogni spettatore: immaginare cosa passa per la testa degli showrunner della sua serie preferita.

Ovviamente, attenti agli SPOILER!

Game of Thrones previsioni

Credits: HBO

Le conferme dopo la Battaglia di Winterfell

Può sembrare superfluo dirlo dopo quanto accaduto negli ultimi minuti della Battaglia di Winterfell, ma la conclusione tanto repentina dello scontro epico ha fatto storcere il naso a molti spettatori. Difficile rassegnarsi all’idea che il villain principale di queste ultime stagioni sia stato sconfitto così rapidamente. Per giunta da un personaggio che con lui non aveva mai avuto a che fare. Sorprendente rendersi conto che la grande guerra, l’unica che davvero contava, quella per vincere la quale Jon aveva sacrificato tutto, sia davvero finita. Eppure, è così: il Night King è morto e con lui tutti i White Walkers e l’Armata dei Morti. Fine della storia.

O, meglio, fine della storia?

C’è chi ha speculato che questa non possa essere davvero la fine dei giochi appellandosi alle mille teorie che in questi anni si sono elaborate. Teorie per spiegare chi fosse davvero il Night King e cosa volesse. O addirittura ricordandosi di quel bambino che veniva mutato in White Walker dal tocco del Re della Notte. Invece, niente di tutto questo. Niente Bran del futuro in una riedizione del collasso di Hodor. Nessun primo lord di Grande Inverno. E nemmeno alcun legame con i Targaryen nonostante la spirale di fuoco disegnata con i resti delle vittime di Last Hearth e l’immunità al fuoco dei draghi.

Ma quindi, chi era davvero il Night King?

Non importa come il Night King si sia ribellato ai Figli della Foresta che lo hanno creato. Quello magari ce lo diranno nei prequel in cantiere alla HBO, ambientati ai tempi della guerra tra primi uomini e Andali. Nel “nostro” Game of Thrones il Night King era la morte incarnata che voleva cancellare l’umanità dalla storia stessa, eliminando il ricordo di qualsiasi azione mai compiuto.

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Tutto qui, punto. E non è poco, in verità. Soprattutto, non è un tradimento dello spirito originario dei romanzi di George R.R. Martin. Sebbene la serie sia andata molto avanti rispetto ai libri (ammesso che lo scrittore si decida mai a finire la saga), non bisogna dimenticare che il Night King non vi compare mai se non come leggenda. D’altra parte, Martin ha sempre detto che il tema portante di Game of Thrones è la lotta tra gli uomini per il potere e come questa metta in mostra le diverse sfaccettature dell’animo umano. Una tematica estremamente concreta che con il soprannaturale ha molto poco a che fare.

Potrà non piacere, ma la realtà è questa: Game of Thrones finirà come era iniziata. Con la lotta per il trono di spade.

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Il vantaggio di Cersei

Vinta la grande guerra, resta quindi l’ultima guerra (come Daenerys ricorda nel promo del prossimo episodio). Ma chi la combatterà? Sarebbe spontaneo rispondere: Targaryen e Stark contro Lannister. Tanto facile da dire quanto tutt’altro che semplice da mettere in pratica. Per svariate ragioni, sia pratiche che politiche. 

In primis, c’è da fare una considerazione ovvia. Cersei non avrà avuto gli elefanti desiderati, ma ha comunque i ventimila uomini della Compagnia Dorata e la flotta imponente di uno Euron sempre più determinato. Ed è arroccata nella Fortezza Rossa, difesa dalla Montagna e con l’ultima ratio di far saltare in aria l’intera Approdo del Re con l’altofuoco pur di non cederla a Daenerys. Una conclusione che non sarebbe da escludere e che riporterebbe la storia alle sue origini, con la regina Lannister a compiere ciò che un altro Lannister aveva impedito al Re Folle Targaryen. Una inversione di ruoli tra Targaryen e Lannister che sarebbe un mefistofelico contrappasso.

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Quel che resta dell’armata di Daenerys

Magari la Fortezza Rossa non è davvero imprendibile se hai un drago che vola alto nei cieli e da lì incendia tutto e tutti. Ma bisogna arrivarci a King’s Landing per farlo e di certo non è che sia tutta una passeggiata rilassante. Anche perché a dirigere il quinto episodio c’è il Miguel Sapochnick che ormai è sinonimo di battaglie. In arrivo, quindi, un altro scontro epico.

Solo che bisognerebbe capire con quali forze Daenerys e Jon potrebbero affrontare la fresca armata di Cersei. La Battaglia di Winterfell ha visto morire pochi nomi illustri, ma un numero impressionante di uomini. Mancano definitivamente all’appello tutti i Dothraki, buona parte degli Immacolati, probabilmente quel che restava dei Bruti e sicuramente un numero enorme di Uomini del Nord.

Due draghi possono bastare? Rispondere si significherebbe non capire Game of Thrones. Più interessante almanaccare su quali forze più o meno inattese potrebbero arrivare in aiuto dei nostri Jon e Dana. Ci sarebbero le forze di Lord Glover che, per l’ennesima volta, non ha mantenuto la promessa di combattere al fianco di Jon e che potrebbe per questo essersi salvato (se il Re della Notte non avesse fatto una deviazione da quelle parti). Ma farlo tornare servirebbe solo a sperare che muoia a King’s Landing come premio per il suo continuo promettere e non mantenere.

Vecchie conoscenze che potrebbero tornare

Chi, invece, sicuramente rientrerà in gioco è Yara dato che si vede una flotta nel trailer del prossimo episodio. Il sacrificio di Theon è un motivo sufficiente per onorare la sua memoria combattendo al fianco di quelli per cui si è immolato. Difficile anche immaginare che Yara si accontenti di aver ripreso il controllo delle Isole di Ferro senza provare a tenerlo per sempre eliminando quello Euron che aspetta solo di tornare a riprendersele al momento opportuno. Sopratutto, se Euron ha una flotta, dovrà pur usarla. Quale occasione migliore per realizzare la vociferata battaglia navale e togliere a Cersei un potente alleato?

Tutto qui? Troppo poco per riequilibrare le forze. E allora lecito aspettarsi qualche sorpresa pur sapendo che, in Game of Thrones, proprio aspettarsi qualcosa è il modo migliore per non vederla realizzata. Se Cersei ha la Golden Company, Daenerys ha ancora i Second Sons di Daario Nahaeris. Lasciati a sorvegliare i domini di Essos, potrebbero tornare ora che altri uomini alla Madre dei Draghi non sono rimasti. Oppure potrebbe servire finalmente a qualcosa Dorne. In fondo, c’è Ellaria a guardare la figlia decomporsi nelle prigioni di Cersei e qualcuno all’estremo sud di Westeros dovrà pure essere al comando. Ma molto più facile che Dorne sia morto e sepolto come lo sono Doran e Tristane Martell.

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Targaryen e Stark: alleati fino a quando?

Si è detto sopra: Lannister contro Targaryen e Stark. Ma è davvero così? Fino a quando? Sansa lo aveva chiesto esplicitamente a Daenerys: cosa succederà se vinceremo le due guerre? E la risposta di Daenerys non la aveva affatto soddisfatta. Al punto che anche nelle cripte mentre fuori la battaglia si preparava, si era sentita in obbligo di lamentarsi ancora una volta contro la Nata dalla Tempesta per poi tacere dopo la replica piccata di Missandei. Accetterà ancora di sottomettersi ora che l’aiuto dei draghi e di armate ormai annientate non è più necessario?

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Sansa potrebbe persino sfruttare la ritrovata complicità con Tyrion per minare la fedeltà di lui nella regina Targaryen. Anche perché non va dimenticato che con il Folletto adesso c’è anche il fratello Jaime. Cosa farà ora il Kingslayer? Aveva promesso di combattere per i vivi e lo ha fatto. Ma aveva anche dichiarato di aver combattuto fino a quel momento solo per il bene della sua casata. E per amore di Cersei. Si è redento completamente ora che ha anche l’influsso positivo di Brienne? O il richiamo del figlio che aspetta dalla mai rinnegata sorella sarà più forte?

Senza considerare che lì, da qualche parte, probabilmente all’altezza delle Torri Gemelle di Walder Frey (o chi per lui, adesso) c’è probabilmente Bronn. Con una balestra che non ha paura di utilizzare.

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Jon Snow o Aegon Targaryen?

Significativo notare che, nel promo citato sopra, Daenerys non è mai in compagnia né degli Stark né di Tyrion quando incita le folle per la Last War. Forse, solo un dettaglio messo ad arte per suscitare discussioni e ipotesi. Però non si può non osservare come neanche Jon sia al suo fianco. Cosa farà, infatti, Jon ora che la guerra da lui sempre indicata come l’unica importante è finita?

Manterrà la sua promessa perché è nel suo carattere anteporre l’onore ad ogni ragionamento. E perché è innamorato di Daenerys. E perché, dopotutto, quel trono che lei vuole conquistare spetta a lui. Non che gli sia mai interessato comandare, ma, come ha accettato il ruolo di Lord Commander per guidare i Guardiani della Notte e come ha indossato la corona di Re del Nord per meglio proteggere la sua gente, così potrebbe decidere che sedere sul trono di spade è il modo migliore di garantire una pace duratura.

Con Bran e Sam a provare che è lui l’erede legittimo, Jon deve ora scegliere chi vuole essere. Jon Snow il Re del Nord che si è inchinato alla Madre dei Draghi? O Aegon Targaryen VII che sacrifica il suo amore per Daenerys in nome di un bene superiore? O, magari, finirà per essere entrambi confermando quella foto circolata tempo fa sui social che mostrava il riflesso di un simbolo con il lupo degli Stark nel cerchio dei Targaryen? Non è in fondo lui il figlio del Ghiaccio e del Fuoco?

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Arya e la sua lista (del colore degli occhi)

In questo gioco del trono, come si inserisce Arya? La NightKingSlayer è ormai ai vertici della piramide dei top killer di Game of Thrones rendendo merito ad anni di addestramento con il meglio dei maestri dei due continenti (da Syrio Forel a Jaqen H’gar, dall’Orfana di Bravoos al Mastino). Dopo aver ucciso il Night King, cosa le resta da fare?

Sulla sua lista ci sono ancora pochi nomi da depennare: il boia Ilyn Payne, la Montagna Gregor Clegane e Cersei. Ci sarebbe, a rigore, anche il Mastino, ma facile che lo abbia già cancellato, mentre per meriti manifesti avrebbe tolto anche Beric e Melisandre se fossero rimasti vivi. Trascurando Ilyn Payne, personaggio ormai dimenticato, e assumendo che la Montagna sia destinata all’invocato Cleganebowl con il fratello, resterebbe un obiettivo una volta ritenuto impossibile. Ma, dopo quanto visto, si può davvero pensare che ci sia qualcosa di impossibile per Arya?

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Anche perché Melisandre le ha ricordato la profezia nel loro primo incontro che preannunciava la morte di uomini con gli occhi bruni, gli occhi azzurri e gli occhi verdi. Se i bruni erano quelli di Walder Frey e gli azzurri sono quelli del Night King, perché non pensare che i verdi siano quelli proprio di Cersei? Sempre che non siano già stati i verdi come quelli di Ditocorto. Forse, la migliore risposta è che anche il troppo stroppia. Possibile ridurre Game of Thrones ad una serie di vittime per la ninja di casa Stark? Troppo anche per Benioff e Weiss.

Occhi che virano al verde sono anche quelli di Daenerys, ma questa sembra più una coincidenza dovuta alla scelta dell’attrice che un indizio da prendere in seria considerazione. Per quanto mai dire mai in Game of Thrones. Specie perché, dopotutto, qualcuno sa cosa si sono detti Martin e la coppia Benioff e Weiss? Era davvero questo il percorso che lo scrittore aveva in mente per Arya? O è stata tutta farina del sacco degli showrunner abbandonati dal creatore della saga e guidati dai desiderata dei fan? Domande che non possono che restare senza risposta.

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