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Game of Thrones: la città brucia! Recensione dell’episodio 8×05

Il penultimo episodio di Game of Thrones è stato senza dubbio uno dei più controversi della serie e sarà sicuramente destinato a rimanere per molto tempo nella memoria delle persone, soprattutto degli amanti di Game of Thrones.
Quando HBO annuncio che l’ultima stagione della serie TV sarebbe stata composta di soli 6 episodi, molti, me compresa, hanno avuto paura che potesse succedere un gran caos, soprattutto per la coerenza delle storie dei personaggi e la loro evoluzione, purtroppo alla fine della visione di The Bells la sensazione è proprio questa: un gran casino.

La distruzione di Daenerys

Intendiamoci, la pazzia di Daenerys poteva anche essere coerente con il suo personaggio e soprattutto con il suo cognome, ma avviene tutto troppo velocemente.
Fin dall’inizio, Daenerys si è dimostrata senza pietà con nemici, ricordiamo i padroni degli schiavi di Essos e l’esercito dei Lannister e i Tarlys.
Il problema è che abbiamo visto anche e soprattutto, la sua profonda empatia verso gli oppressi. Questo è stato il motivo anche principale della simpatia generata nello spettatore: “usa la violenza, ma è giusta!”. Questo si è completamente ribaltato in questo episodio. In quel momento topico, mentre le campane suonavano per la resa, tutti pensavamo che sarebbe volata dritta ad uccidere Cersei. Scelta che sarebbe stata ben accettata da tutti. Dany uccide invece metodicamente tutti gli innocenti, coloro che aveva sempre difeso per forgiare la sua reputazione di salvatore.  La furia e la distruzione di Drogon continuano per un tempo veramente interminabile, mentre cose e persone vengono rase al suolo.

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Cosa è successo? E’ impazzita?

Game of Thrones 8×05 recensione

Qualunque sia la spiegazione definitiva, purtroppo non ha funzionato in termini narrativi, anche se l’espressione visiva che gli innocenti paghino per delle lotte di potere è molto vivida e rientra anche nella critica che Game of Thrones ha sempre fatto delle strutture politiche basate sul potere e sul diritto.

Il sentimento che rimane, però, alla fine della visione di questo episodio è di frustrazione. Sin dall’inizio della stagione gli sceneggiatori, con una scrittura tutt’altro che raffinata, hanno sistematicamente spinto Daenerys sull’orlo della pazzia. La decapitazione di Missandei è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso così come il “tradimento” di Jon. Il volto emaciato e pallido, le occhiaie e la tristezza con cui si apre questo episodio, ci chiariscono e annunciano subito cosa sta per accadere, anche se fino all’ultimo non vogliamo crederci.

Qual è l’obiettivo? Discuto, infatti, non il fine ultime, ma l’evoluzione per arrivarci. Trovo un modo narrativamente rozzo, per distruggere un personaggio con una storia molto lunga e travagliata. Daenerys avrebbe meritato un trattamento decisamente migliore, perché ha lottato duramente per riuscire a redimere i Targaryen e dimostrare di essere diversa.

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L’errore di Jon

Insieme al disfacimento del personaggio di Dany, Jon resta costante e fedele a se stesso. Si rende immediatamente conto del grande errore fatto e la sua costernazione davanti alla distruzione e alla morte di innocenti è impagabile.
Jon è eroico, buono e giusto, ma è colpevole di indolenza, mancanza di carattere. Si è fatto raggirare dall’amore. Lui può prevedere cosa sta per succedere. Sansa e Arya e, infine, il povero Varys lo avvisano che Daenerys ha mutato la sua indole e comunque non prova a farla desistere, cosa che almeno tenta di fare Tyrion. Pur tifando per Jon dalla prima scena di Game of Thrones, la sua fiducia cieca se pur coerente, risulta un po’ deludente.

Game of Thrones 8×05 recensione

Tutto scivola veloce, troppo veloce

Sicuramente le scene epiche non sono mancate, ma anche qui l’impressione generale è che tutto sia stato tirato via velocemente: la morte di Jaime e Cercei, la resa dei conti tra Mastino e la Montagna, tanto attesa dai fan, sono scene sicuramente iconiche che aspettiamo da anni ormai, ma che sembrano “appiccicate lì” senza fluidità e motivazione, tra tutte segnalo la scena tra Jaime ed Euron è praticamente inutile se non fastidiosa.
Siamo agli sgoccioli, ed è normale che non sia semplice tirare le fila di una serie così lunga e articolata, ma proprio perché Game of Thrones non è stata mai una serie lineare e sbrigativa, si resta irrimediabilmente delusi da una conclusione che scivola via tradendo i propri personaggi.

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