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Recensioni Serie Tv

Fringe: Recensione dell’episodio 5.08 – The Human Kind

Da questa stagione Fringe mi sembra un telefilm diverso rispetto a quello che è stato fino alla quarta stagione. Con questo non voglio assolutamente dire che non mi stia piacendo: intendo che il contesto in cui ora i personaggi si trovano ad agire è completamente differente dalla loro realtà e l’obiettivo che devono raggiungere (sconfiggere gli Osservatori) fa seguire loro un cammino a cui non siamo abituati. Quindi non ci sono più i casi della settimana, ma episodi che li devono piano piano far avvicinare al loro scopo. Queste puntate, però, più che di azione sono introspettive e psicologiche con la conseguenza di avere molti episodi in cui non accade quasi nulla se non alla conclusione. E’ da un po’ che queste caratteristiche sono necessarie perché si deve andare ad esplorare il dolore di Peter in seguito alla morte di Etta e a cosa questo evento lo ha portato a diventare (ma spero di vedere presto un po’ di azione).

Infatti, questo episodio in cui Peter torna ad essere se stesso, si intitola The Human Kind proprio per andare a sottolineare che Peter sta cominciando a far parte di una razza che non è più umana, ma deve assolutamente recuperare la sua umanità prima di perderla per sempre. E riesce a fare tutto ciò con l’aiuto di Olivia che torna fortemente protagonista. Preoccupatissima per ciò che ha scoperto nell’episodio precedente, chiede aiuto ad Anil che le consegna un dispositivo estratto da un Osservatore in modo che Walter possa studiarlo e capirne gli effetti sul cervello. Mentre lui e Astrid fanno questo, lei va a cercare un magnete nominato in un’ altra videocassetta recuperata.  Nel luogo indicato trova una donna, Simone, che la aspettava da tanto tempo (quel magnete era stato portato lì da Walter anni prima) e che ha la capacità di sapere tutto sulle persone solo standogli vicino. La donna cerca di convincere Olivia  ad avere fede: lei sa che la ragazza non riesce a farlo anche per la scomparsa della figlia. Ma Olivia le dice che lei sa troppo, ne ha passate tante ed ha visto troppo per poter avere fede o rassicurazioni: il tutto è solo un fatto di numeri. Poi sale sul camion su cui si trova il magnete e parte. Prima di riuscire ad arrivare a lasciarlo in un deposito della resistenza, viene catturata da due uomini in un’imboscata (vogliono consegnarla agli Osservatori e avere la ricompensa) e per potersi sbarazzare di loro Olivia costruisce una pistola alla McGyver utilizzando il famoso proiettile “che salvò il mondo” e riesce a liberarsi.

Subito dopo riceve una notizia allarmante da Walter: il dispositivo fa sì che nel cervello umano sparisca completamente la parte emotiva in favore di quella logica e, con l’andare del tempo, la cosa diventa permanente. Walter tenta di convincere il figlio a toglierselo anche facendo leva sulla promessa che il ragazzo fece al padre riguardo all’aiutarlo a non diventare il Walter che era un tempo, ma Peter non vuole ascoltare ragioni: vuole vendicare Etta uccidendo Windmark e per farlo gli servono tutte le abilità che il dispositivo gli dà. Infatti, per tutto l’episodio, Peter ha previsto le mosse del capo dei pelatoni per farlo fuori, finché anche l’Osservatore ha iniziato a fare lo stesso con lui. Quindi ora il ragazzo sta tentando di riportare il futuro di Windmark sulla retta via in modo da poterlo ammazzare e quindi si deve assicurare che ad un ora precisa passi per una piazza. E’ qui che lo raggiunge Olivia che forse non ha perso del tutto la sua fede come ha detto a Simone: dice a Peter che Etta non è morta, ma è ancora dentro di loro e che le ha salvato la vita grazie al proiettile che le aveva dato: i sentimenti e le emozioni  possono far soffrire, ma sono ciò che ci rende umani. Non sono debolezza come dice Peter, ma forza, visto che è l’unica cosa che manca agli Osservatori. Quindi lui non può voler rinunciare alle sue emozioni anche perché dopo non proverà più niente per nessuno di loro e a quel punto Etta sarà morta davvero. A questo punto lei gli dice che lo ama e a lui passano per la mente tutti  i momenti belli passati con lei così, nonostante veda Windmark essere dove lui aveva previsto, si taglia alla base della nuca e si toglie il dispositivo.  All’inizio dell’episodio Peter sembrava veramente perso, ma Olivia, come già era riuscita a fare nella seconda puntata con Etta, riesce a portarlo indietro ridandogli la sua umanità.

Gli autori sono abilissimi nel trattare le psicologie dei personaggi e i rapporti che si instaurano tra loro e io apprezzo sempre molto i momenti “intimi” delle serie tv, però ora che il ciclo “Peter con dispositivo nel cervello” si è concluso, spero che ricomincino gli episodi con anche un bel po’ di azione al loro interno. Anche perché mancano solo 5 episodi alla fine e non bisogna perdere tempo: c’è un branco di pelatoni da sconfiggere!

Il glyph code per questo episodio è PLEAD.

Jessica

Innamorata di serie tv fin da piccola quando la Vita Vera illudeva di poter continuare ever after a dedicare tutto il tempo a questa passione, il suo primo amore telefilmico è stata Buffy, che ha dato il via a lunghe ore passate davanti allo schermo, seguita a ruota da Battlestar Galactica, Lost e Fringe. Nel quotidiano invece... sì, ok, lavoro, teatro, sport... ma sempre con la testa alle serie tv!

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