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Fringe: la season finale spiegata da Jeff Pinkner

Prima che continuiate a leggere sappiate che la seguente intervista contiene enormi spoilers per chi non ha visto il finale della terza stagione di Fringe. Pertanto, se non volete rovinarvi la sorpresa (e, credetemi, NON volete!), non leggete oltre.
Per tutti gli altri, l’intervista dopo il cut.

Dunque, nella strabiliante season finale andata in onda ieri sera negli USA, abbiamo fatto un salto nel futuro con Peter e abbiamo avuto modo di vedere come il funzionamento del marchingegno abbia avuto effetto su entrambi i mondi ma, cosa ancora più shockante, la scena finale dell’episodio mostrava un gruppo di Osservatori che, dopo la scomparsa “a puf” di Peter, dichiaravano che il ragazzo “ha servito il suo scopo” e nessuno lo ricorda ora, “come se non fosse mai esistito”, sollevando un WTF generale del pubblico.

Prima che i fans si preoccupino, i produttori esecutivi di Fringe Jeff Pinkner e J.H. Wyman confermano che Joshua Jackson è ancora sotto contratto e che non dovrà cercare lavoro in altre serie, “ma non possiamo rivelare esattamente cosa abbiamo in serbo per lui.”

Quanto alle due scene finali, Pinkner sottolinea che anche gli spettatori più esperti in termini di paradossi temporali “dovrebbero porsi delle domande” su come Peter sia scomparso dall’esistenza, ma allo stesso tempo dice che sarebbe negligente da parte sua fare troppa luce sull’argomento o su cosa ci aspetterà nella prossima stagione. “Meno spoilers ci sono, meglio è. La ragione per tornare a guardare Fringe il prossimo autunno è esattamente per tutte queste domande.”

Wyman, dal canto suo, preferisce orientare gli spettatoti verso questa scena: “Quando Walter nel futuro dice di aver trovato un modo per mandare un messaggio indietro nel passato, dice anche che trasportare la coscienza di Peter ovviamente avrà delle conseguenze.”
Ma può perfino la mente brillante di Walter aver immaginato che l’impedire una futura fine del mondo lo avrebbe privato di suo figlio nel passato? “Una delle cose che abbiamo trattato in questa stagione, – dice Pinkner – è il viaggo di accettazione di Walter, di accettare ciò che gli Osservatori cercavano di insegnargli in “Firefly”, e cioè che al fine di rimediare al danno che ha provocato, avrebbe dovuto sacrificare Peter.”

Se Peter “non è mai esistito” significa che non vi sono ostilità tra i due Walter, nessuna Macchina attivata, nessuna fine del mondo nel 2026?
In una parola: no. Pinkner: “Walter e William cercavano sempre un modo per attraversare i due mondi, ancor prima dell’incidente con Peter. Quindi le cose potrebbero essere andate diversamente.”

Che cosa è andato “perso a Detroit”, a cui Peter allude a Broyles nel futuro?
Wyman: “Questa è una cosa che gli spettatori non devono capire subito. E’ chiaramente qualcosa di estremamente emotivo tra i due, che potrebbe o meno essere la causa della perdita dell’occhio da parte di Broyles.”

Era Olivia il “personaggio amato” che sarebbe morto nel finale?
Pinkner: “Nel corso dell’episodio era Olivia.”

Argomento chiuso per il Big Bad Moreau?
Purtroppo sì. Il Moreau di Brad Dourif ed il suo esercito di End of Dayers erano semplicemente il caso della settimana per la squadra Fringe del futuro.

Chiusa anche la parentesi di Ella cresciuta? (la Emily Meade di Boardwalk Empire)
Wyman: “Per il momento sì.”

I dirigenti della Fox hanno avuto così tante domande sul finale?
“Forse anche di più! – dice Pinkner ridendo. – Ma tutti stanno facendo le domande giuste: non domande di confusione ma di intrighi e intrecci. Ci piace quando è così.”

Valentina Colombo

Loves TV series, geekeries and especially Joss Whedon. Serie preferite: Buffy, Supernatural, Firefly, Battlestar Galactica, Friday Night Lights, Glee, Doctor Who, Torchwood, White Collar, The Big Bang Theory, Leverage, Alias, The West Wing, Merlin, Agents of SHIELD, Suits, Sherlock Network:

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