fbpx
Recensioni Serie Tv

Fringe – 5.04 The Bullet That Saved The World

Ci sono serie tv che hanno fatto dell’imprevedibilità il loro cavallo di battaglia. Così su due piedi mi viene a mente Game of Thrones che, sebbene si basi su una serie di romanzi da cui attinge e i cui milioni di lettori conoscono per filo e per segno l’evolversi delle storie, non lesina di sorprenderci con le sue morte eccellenti. Sul binario dell’imprevisto sta viaggiando anche la seconda stagione di Homeland e, senza che qui si spoileri su quanto accade, la recensione dell’ultimo episodio andato in onda sta lì a dimostrarlo. Passi in questa direzione li sta facendo anche la matricola Revolution. Ma qui parliamo di Fringe, che sul finale di The Bullet That Saved The World ha lasciato sorpresi tutti i suoi telespettatori. Ma andiamo con ordine.

Dopo una settimana di pausa ritroviamo i nostri ancora impegnati nel recupero delle VHS che Walter aveva registrato per conservare il piano da lui elaborato per sconfiggere definitivamente gli Osservatori. La terza videocassetta – che in ordine cronologico sarebbe la seconda parte – porta il vecchio Fringe team a scoprire che Walter aveva nascosto in un condotto d’aria di una stazione della metropolitana delle pergamene con su scritto delle formule fisiche per ora indecifrabile persino dal dottor Bishop.

Per arrivare ad eludere i sorveglianti della stazione della metropolitana, composti da Osservatori e Lealisti, a Walter viene la brillante idea di aprire la cantina del laboratorio di Harward dove nel corso degli anni Bishop ha conservato, o per meglio dire collezionato, in una sorta di memorabilia, tutti i casi Fringe su cui ha lavorato. In una specie di amarcod con le prime stagioni dalla forte impronta procedurale, rivediamo disteso su un lettino l’uomo-porcospino, il verme gigante, una testa mozzata e altri ‘orrori’ storici. Ma quel che occorre è una specie di spray che trasforma la faccia in una grande cicatrice. Detto, fatto.

Per la prima volta in questa stagione torna a farsi vedere anche il tenente Philippe Broyles (a proposito di ritorni, ma Nina Sharp?) visibilmente invecchiato. Per lui gli ultimi 21 anni sono trascorsi alle dipendenze degli Osservatori, senza però mai dimenticare la sua vecchia squadra che torna a vedere grazie alla complicità di Etta. E’ duro fare il doppio gioco quando gli Osservatori sono capaci di leggerti nella mente. Per dire, Broyles ci ha impiegato un anno a respingere gli attacchi mentali degli Osservatori. E sono state decisamente interessanti le scene in cui il leader degli scienziati sottopone ad interrogatorio un membro della Resistenza camuffato da Lealista che, scoperto, si lascia leggere nel pensiero il luogo dove Olivia e Co. sono nascosti. Una scena che per i patiti di fantascienza come me ha rimandato subito alla mente l’interrogatorio del Replicante in Blade Runner di Ridley Scott, già omaggiato dagli autori di Fringe nella terza stagione (ricordate l’episodio che si intitolava Do Shapeshifter Dream of Electric Sheep?).

Il piano di recupero delle pergamene sembrava essere andato tutto per il meglio fino a quando Olivia si accorge che uno dei Lealisti ha posizionato un GPS sotto la loro macchina. Braccati all’interno di un capannone, sembra non esserci via di scampo. Soprattutto per Etta che si ritrova tra le mani del capo degli Osservatori . Ed è quei che succede quello che al quarto episodio ancora non ti aspetti. Sulla persona che non ti aspetti. In un momento che non ti aspetti. Il leader degli Osservatori spara ad Etta, uccidendola. Prima però l’Osservatore nota il ciondolo che Etta porta al collo e che Peter gli ha comprato in un negozio di oggettistica, dove un altro Osservatore cercava di capire il perché ma trovando nella sua mente solo il baseball. Attaccato al ciondolo Etta teneva un proiettile, trovato nell’appartamento di sua madre quando aveva solo 13 anni. Peter lo chiamava ‘il proiettile che salva il mondo’. A ragione, perché quello (si presume) è il proiettile sparato da Walter verso Olvia nel finale della quarta stagione affinché i due universi non collassassero. L’amore di un padre verso la figlia sta tutto racchiuso in quel gesto di regalo. Prima di esalare l’ultimo respiro e far saltare in aria l’edificio, avviene il passaggio di consegne. Il proiettile passa di nuovo nelle mani di Olivia. Sarà lei a salvare il mondo o è un proiettile che attira solo sfortuna? Saranno i prossimi episodi a farcelo sapere e noi saremo sempre qui per raccontarveli.

Daniele Marseglia

Il cinema e le serie tv occupano gran parte della mia giornata. Nel tempo libero, vivo.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to top button