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Fringe

Fringe – 4.18 The Consultant

Diciottesimo episodio per Fringe che si prepara al finale di stagione – o di serie? – in virtù di un futuro ancora incerto.

Questa settimana il team indaga su tre persone morte contemporaneamente in seguito ad una forte spinta e dalle cui autopsie sembra che la morte sia stata causata da un incidente aereo.
Consultatisi  con la divisione Fringe dell’altro universo, scoprono che i corrispettivi delle vittime sono morti in un incidente aereo. A quanto pare i due universi posso essere collegati più di quanto ci si aspettasse.

Walter lascia i piccioncini e si reca da solo otherside per indagare sui fatti con Fauxlivia, ancora alle prese con la morte del suo Licoln, e l’agente Lee, che ha deciso di trasferirsi momentaneamente per aiutarla a scoprire la “talpa”.
Noi già sappiamo che Broyles è il traditore, ma solo ora scopriamo il perché: David Robert Jones sta fornendo a Broyles una cura per il figlio, che altrimenti sarebbe già morto.

Proseguono le indagini e Walter spiega che i due universi  risuonano con due frequenze diverse, ma qualcuno è riuscito a sincronizzare le frequenze di queste tre persone in modo da collegarle.
Intanto si aggiunge anche un’altra vittima: una donna muore in seguito ad annegamento mentre anche la sua controparte muore annegata quando il suo taxi cade nel fiume.
Esaminando il taxi, Peter trova una valigetta contenente di amfilocite e i sospetti su Jones vengono confermati.

Faulivia continua la ricerca del traditore e, grazie ad uno scontatissimo bluff, ottiene la conferma da Nina che la talpa è Broyles, il quale si costituisce alla sua controparte del primo universo  in seguito all’ultima richiesta di Jones, cioè portare un dispositivo sul ponte della Machine Room per collegare i due universi.

Risolta la questione, Walter torna nel suo universo a studiare il dispositivo dato da Jones a Broyles e scopre che se Broyles avesse fatto quanto richiesto da Jones  avrebbe potuto far collassare entrambi gli universi.

Glyph code: SIMON
Best Walter’s quote: Anything’s possible, even Santa Claus.

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