Fringe

Fringe: Recensione episodio 3.12 – Concentrate and Ask Again

Fringe recensione 3.12

Anche questa settimana Fringe ci propone un episodio ambientato nel nostro universo. Se gli ultimi minuti sono molto interessanti dal punto di vista della trama orizzontale, il monster of the week non è eccellente come è capitato spesso. Però, pur essendo abbastanza deboluccio, è utile ad approfondire i sentimenti e il punto di vista di Olivia verso tutto ciò che le sta accadendo. Ed utilizzare il caso della settimana per indagare l’anima dei personaggi, è una cosa a cui Fringe ci ha abituato già da diverse puntate.

Alla fine dell’episodio scorso, scopriamo che Bell, anni indietro, aveva già cercato i libri de “I primi nati”, quindi qui ritroviamo Nina che va a cercare tra le cose dello scienziato e scopre che nella sua cassaforte c’è una copia di uno dei libri. Così lo mostra ad Olivia, spiegandole che ne esistono diverse copie assolutamente identiche e che forse si può trovare qualche informazione in merito nel computer di FOlivia.

I dubbi di Olivia

Ma Olivia le dice che tra quei documenti non c’è nulla sull’argomento. Allora Nina si meraviglia del fatto che la ragazza abbia letto scritti così intimi sulla relazione tra AltOlivia e Peter, quindi le due parlano della cosa. Olivia spiega alla donna che FOlivia aveva iniziato a provare sentimenti veri per Peter ed è preoccupata che anche il ragazzo provi qualcosa per lei: Olivia è convinta che quella ragazza sia uguale a lei stessa, ma in meglio.

Nina le dice che è lei che sostiene questa tesi e non può assolutamente sapere cosa pensa Peter se non glielo chiede direttamente. E lei ne sa qualcosa visto non ha mai parlato con Bell della relazione complicata che avevano e di cosa provavano l’uno per l’altra, pentendosene molto.

Durante l’indagine (che tra poco racconterò), Peter porta ad Olivia un caffè macchiato, ma lei non è solita berlo così quindi, ipotizzando che il ragazzo abbia confuso i suoi gusti con quelli di FOlivia, gli domanda se pensa ancora a lei. Lui le risponde che sì, pensa a come abbia usato i suoi sentimenti verso Olivia per manipolarlo e come abbia mentito a tutti per tutto il tempo.

Allora lei gli domanda se il periodo che hanno passato insieme è stato piacevole visto che FOlivia aveva comportamenti diversi dai suoi, ma lui le risponde che pensava che le piccole differenze che aveva notato fossero merito suo e del loro nuovo rapporto. 

Il caso della settimana

Per quanto riguarda il caso, un uomo, Blake, muore dopo aver inalato una sostanza polverosa fuoriuscita da un regalo (una bambola) ricevuto per posta: essa distrugge la materia ossea del malcapitato. Sul bigliettino c’è scritto “Da Madison”.

Mentre Walter studia il meccanismo all’interno della bambola scoprendo che è un dispositivo dell’esercito degli Stati Uniti, l’FBI cerca l’uomo che ha inviato il pacco tra i filmati delle poste, riuscendo ad identificarlo: è un ex marine di nome Aaron, ma sicuramente non ha prelevato la polvere con la sua autorizzazione militare perchè non fa più parte dell’esercito da quattro anni.

Gli agenti si recano a casa dell’uomo dove trovano dei lotti rubati all’esercito, ma ne mancano tre. Peter vede il sospetto sul tetto dell’abitazione e lo insegue, ma l’uomo, nel tentativo di scappare, viene investito da un’auto ed entra in coma.

Mentre Walter ha un’idea su come interrogarlo nonostante la sua condizione, Peter e Olivia interrogano l’ex moglie di Aaron scoprendo che l’uomo lasciò i marine per un lavoro pagato molto bene da privati (era un progetto bellico). Fece questo lavoro per qualche anno e quando tornò a casa sua moglie rimase incinta, ma al settimo mese di gravidanza la bambina morì a causa di una malattia delle ossa: Aaron aveva qualcosa che non andava nel DNA e lo trasmetteva al nascituro ed era convinto che ciò dipendesse da qualcosa a cui era stato esposto durante il lavoro svolto per i privati e Blake era a capo di questo progetto. La donna racconta che la loro bambina si sarebbe dovuta chiamare proprio Madison e aggiunge che Aaron aveva due colleghi i cui figli sono morti nello stesso modo di Madison.

Fringe recensione 3.12

Il ritorno del Cortexiphan

Successivamente Olivia e Peter devono andare a recuperare Walter nel New Hampshire: stava andando a casa di un ragazzo, Simon, che quando era piccolo era stato sottoposto alla sperimentazione del Cortexiphan: non ha potuto completare il programma perchè aveva sviluppato una capacità inaspettata: sapeva leggere nel pensiero.

Peter capisce che il padre l’ha escluso dalla sperimentazione perchè altrimenti avrebbe scoperto tutto su Peter e sull’altro universo. Ora Walter vuole utilizzare Simon per leggere nel pensiero di Aaron mentre è in coma e scoprire qualcosa in più sul caso.

Simon vive isolato già da molti anni perchè la sua capacità era partita in modo leggero, ma poi si è intensificata sempre più e ora lui non riesce più a controllarla e quando si trova in mezzo alla gente sta molto male perchè il suo corpo reagisce a tutto quello stress: a causa della sua capacità si sente solo e non può avere rapporti interpersonali. Si sente, però, sollevato dalla presenza di Olivia poiché non può leggere i suoi pensieri: come spiega Walter, i soggetti a cui è stato somministrato il Cortexiphan sono immuni dalle capacità gli uni degli altri.

Olivia gli dice che lo capisce benissimo, ma queste abilità possono anche servire per aiutare le persone, quindi gli chiede di aiutarli nell’indagine. All’inizio Simon è titubante, ma poi accetta perchè c’è in gioco la vita di molta gente. Così viene fatta sgomberare l’ala dell’ospedale in cui si trova Aaron e, con molta sofferenza, Simon riesce a leggergli nel pensiero e scoprire che il lavoro che svolgeva per i privati si chiamava “Progetto Medusa”.

LEGGI ANCHE: Fringe: 21 cose che non sapevate sulla serie di JJ Abrams

Il progetto Medusa

Intanto vengono uccisi tre dirigenti della Canopy One, appaltatori della difesa e finanziatori del “Progetto Medusa”: muoiono nello stesso modo in cui è morto Blake e la polvere è fuoriuscita sempre da una bambola a cui è attaccato un biglietto con scritto “Da Carla”. Broyles va a chiedere informazioni a Nina che ha rapporti con il Dipartimento della Difesa.

Gli viene detto che nel “Progetto Medusa” si sviluppavano armi e che i tre uomini che ci lavoravano erano stati vaccinati (per questo erano sopravvissuti), ma nel loro DNA rimanevano tracce che uccidevano i loro futuri figli. Si scopre anche che Aaron possiede un podere fuori Boston, quindi la Fringe Division si reca sul posto e si scopre che è proprio lì che i due colleghi di Aaron mettono in atto il loro piano che è quello di diffondere la polvere in mezzo a tantissime persone indossando un giubbotto a cui è collegato il dispositivo con la sostanza.

Gli agenti trovano, infatti, degli indizi che fanno capire che i due uomini vogliono colpire in un museo dove un ex generale implicato nel “Progetto Medusa” (ora deputato), sta tenendo una raccolta fondi. Quindi una elegantissima Olivia va all’evento insieme a Simon (che deve leggere nella mente di tutti quelli che gli passano accanto per identificare i colpevoli) per scongiurare l’uccisione di tutti i presenti. Simon identifica un uomo, Olivia riesce ad ucciderlo, ma non è lui ad indossare il giubbotto. Poi Simon trova il secondo uomo (quello con l’indumento e la polvere addosso) e la ragazza riesce ad ucciderlo poco prima che lui azioni il dispositivo. Quindi il caso si conclude senza nessuna strage. 

LEGGI ANCHE: Fringe: I 10 episodi migiori della serie tv

Olivia, per risolvere l’indagine, trascorre vario tempo con Simon e vede la sua sofferenza e la sua esclusione dai rapporti con gli altri a causa del Cortexiphan e crede di essere come lui (anche se Peter le dice che per lei è diverso). Così lei ha una bella conversazione con Simon: a lui piace una ragazza che lavora in un bar, ma non le ha mai parlato perchè conoscerebbe ogni suo pensiero e di lui penserebbe che è un fenomeno da baraccone.

Allora Olivia gli dice che è solo una sua paura e che anche se, leggendole nella mente, scoprisse che la ragazza non è interessata a lui o che esce già con qualcun altro, sarebbe comunque meglio saperlo. Ma il ragazzo le risponde che nessuno dovrebbe conoscere esattamente il pensiero degli altri e capisce che Olivia vorrebbe sapere cosa pensa Peter di FOlivia.

Alla fine dell’indagine, quando riporta il ragazzo a casa, lei gli dice che non dovrebbe lasciare che la sua abilità gli impedisca di vivere la sua vita. In risposta Simon gli dà una busta dicendogli che ha letto la mente di Peter e concludendo con un: “Ecco cosa si prova ad essere me”. La ragazza lo guarda preoccupata e va via. Una volta a casa sua apre la busta dove all’interno, su un pezzo di carta, trova scritta una breve frase: “Prova ancora dei sentimenti per lei”.

I Primi Nati

L’episodio termina con Nina che continua a studiare i libri de “I primi nati” e ha un’intuizione: anagrammando le lettere degli scrittori dei libri viene fuori il nome Sam. Chi ha questo nome in Fringe? Weiss, l’uomo del bowling, da cui Nina prontamente si reca. I due sembrano conoscersi da molto tempo, infatti lei gli chiede perchè lui non le abbia mai detto che quei libri li ha scritti tutti lui e gli chiede spiegazioni sull’arma di Walternate. Sam le risponde che il suo problema è Peter: l’arma può essere usata come strumento di creazione o di distruzione e Peter è l’unico che può attivarla.

In base alla frequenza di vibrazione del ragazzo, si determinerà la reazione della macchina. E la frequeza dipende dal suo stato d’animo, ossia da quale delle due Olivie sceglierà: sopravviverà l’universo dell’Olivia scelta da Peter. E se fino ad ora pensavamo che il ragazzo avrebbe optato per la nostra Olivia, dopo aver letto la frase scritta da Simon nascono seri dubbi.

Ultime considerazioni: Sam ha seriamente a che fare con i First People, mentre credo e spero che la distruzione degli universi non si riduca solo al triangolo amoroso Olivia-Peter-FOlivia, ma che dietro ci sia qualcosa di più.

Comments
To Top