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Fringe: Recensione episodio 3.11 – Reciprocity

Fringe recensione 3.11

Finalmente abbiamo un nome ufficiale per l’Olivia dell’AltUniverse: Folivia, diminuzione di Fake-Olivia. E’ così che la chiama Walter in questo undicesimo episodio della terza stagione di Fringe intitolato “Reciprocity” ed ambientato ancora una volta nella nostra realtà.

In questa puntata ci concentriamo maggiormente su Peter perchè si torna a parlare dell’arma di Walternate, ma anche sulle paure di Walter verso il figlio e sui suoi continui tentativi di recuperare la sua intelligenza per poter essere sullo stesso piano della sua controparte dell’altro universo in modo da poter aiutare Peter con il marchingegno. Inoltre, c’è spazio anche per Olivia.

L’arma di Walternate

La Fringe Division si reca alla Massive Dynamic dove un gruppo di scienziati ha assemblato l’arma di Walternate. Nonostante ci abbiano lavorato sopra a lungo utilizzando molti tipi di energia, non sono riusciti a farla funzionare, ipotizzando che la macchina si metta in moto grazie all’unico pezzo mancante, quello rubato da FOlivia prima di tornare “di là”.

Ma, con grande sorpresa di tutti i presenti, l’arma comincia a dare segni di vita proprio nel momento in cui Peter entra nel magazzino: è lui a metterla in moto. Così decidono di fare vari esami al ragazzo per capire come ha potuto attivare l’arma.

Walter non è assolutamente d’accordo, ma Peter accetta di sottoporsi ai test. Una volta conclusi, essi indicano che il ragazzo è in perfetta forma e che lui e la macchina non hanno la stessa impronta elettromagnetica, quindi ancora non si sa come lui abbia potuto attivarla. Intanto Walter dice a Nina che, quando Bell ha estratto parti del suo cervello, ha anche impedito alle cellule dello stesso di replicarsi e ora lui vuole sapere come fare per annullare tutto ciò, permettendo di riscrivere le sue cellule neurali: chiede alla donna di trovare quelle vecchie ricerche dello scienziato.

Nina scopre che Bell creò un siero retrovirale basato sul DNA di Walter che può far rigenerare le cellule, ma ne creò anche altri due, uno su un ratto e uno su uno scimpanzé e ora, visto che si sono staccate le etichette sulle loro scatole, non si sa quale siero sia di Walter. Lui non vuole aspettare le analisi suoi tre composti e se ne somministra uno a caso cominciando, poco dopo, a sviluppare impulsi da scimmia!

Insieme a ciò, si sviluppano altre situazioni: nei giorni precedenti la Fringe Division è riuscita ad accedere al computer di FOlivia ma, essendoci in esso tantissimi dati, è difficile capire quali di queste informazioni siano utili e quali no, così Broyles chiede aiuto ad Astrid dicendole, però, di compiere il lavoro con discrezione perchè l’hard-disk contiene anche moltissimi dati personali su tutti loro e soprattutto sulla relazione che FOlivia ha avuto con Peter; in più, viene trovato morto un mutaforma con il disco di memoria asportato.

Broyles e Olivia ipotizzano che l’uomo sia stato ucciso da qualcuno mandato da Walternate prima che la Fringe Division potesse scoprire cosa sapeva. Il nome del mutaforma si trova, infatti, su una lunghissima lista di nomi presenti tra i file del PC di AltOlivia, così Broyles pensa che ci sia una talpa che riferisce a Walternate che l’FBI si sta avvicinando sempre più all’identità dei mutaforma in modo che venga mandato qualcuno per ucciderli prima che gli agenti possano prendere informazioni importanti.

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C’è un futuro per Peter e Olivia?

Tra la lista di nomi ci sono sia persone comuni che mutaforma, ma non ne si conoscono le identità ed Astrid sta indagando proprio su questo. Olivia chiede se può dare una mano, ma la cosa le viene negata poiché molte pagine di file riguardano Peter. Poi lei dice al ragazzo che leggere quelle informazioni non cambierà le cose, ma lui le dice che sicuramente FOlivia l’ha descritto come uno stupido e non vuole che lei lo veda così.

Allora lei gli dice che in tutto quel tempo si è solo concentrata su se stessa, senza capire cosa AltOlivia abbia fatto a lui, ora lo ha capito e si scusa, dicendogli, con grande felicità di lui, che possono riuscire a superare tutta quella situazione.

Nel frattempo alla MD si cerca la talpa con una macchina della verità speciale inventata da Bell. Tra le persone con cui hanno parlato, non hanno trovato il colpevole, così Olivia ha un’intuizione: la talpa potrebbe essere il dottore a capo del progetto sull’arma. Così corrono a casa sua e lo trovano morto e senza disco di memoria: era anche lui un mutaforma ed è presente nella lista di nomi nel PC di FOlivia. A casa sua è stato trovato del sangue di gruppo A positivo quindi da ciò deducono che l’assassino è umano.

Facendo una ricerca tra coloro che hanno accesso ai file di AltOlivia, scoprono che solo Brandon possiede quel gruppo sanguigno, allora lo cercano e lo sottopongono alla macchina della verità che, però, dice che non è lui il colpevole. Ma noi scopriamo chi è l’assassino: è Peter in persona che cerca i mutaforma per ucciderli ed estrarre il disco di memoria. Questo fatto lascia abbastanza interdetti perchè non si comprende la ragione per cui Peter sta facendo tutto ciò: che stia lavorando per Walternate? O c’è altro?

Fringe recensione 3.11
Fringe recensione 3.11

I punti in comune delle due Olivie

Non avendo niente in mano con cui poter proseguire le indagini, Olivia va da Astrid perchè è fermamente decisa a guardare i file di FOlivia per scoprire qualcosa. Astrid è titubante, ma Olivia le fa capire che lei e l’altra Olivia sono uguali e pensano nello stesso modo, quindi potrebbe trovare informazioni che gli altri agenti non hanno trovato.

Sicuramente le due provano le stesse emozioni poiché, dagli appunti, si può capire che FOlivia aveva cominciato a provare quelcosa per Peter: lo trovava buono e sincero e ne era rimasta affascinata. Olivia si rende conto di questo e poi le si accende una lampadina: per trovare i nomi dei mutaforma deve utilizzare il nome “Olive”, ossia il modo in cui sua madre la chiamava da bambina (e lo faceva anche la mamma di FOlivia), e in questo modo riesce a scoprire le identità di tutti i mutaforma.

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Il segreto di Peter

Ormai ne rimane solo uno quindi corre a casa sua insieme a Broyles, per arrivare prima che venga ucciso. Ma prima di tutto ciò succede un’altra cosa: per allontanarsi spesso ed uccidere i mutaforma, Peter mente. Walter capisce che il figlio non ha raccontato la verità e va nella sua stanza per cercare qualche indizio che gli dica dove si è recato.

Una voltà nella camera trova l’elenco di nomi del computer di FOlivia con i nomi dei mutaforma evidenziati e va a casa dell’ultimo mutaforma della lista. Una volta là, trova Peter che sta uccidendo l’uomo e sta estraendo il disco. Preoccupatissimo, chiede a Peter perchè stia facendo tutto ciò e perchè non l’abbia detto alla Fringe Division e il figlio gli risponde che vuole scoprire cosa sanno perchè non può più stare ad aspettare gli eventi.

Peter sembra spietato e cambiato e Walter gli chiede cosa sia successo perchè non è più lui. Quando Olivia e Broyles arrivano all’appartamento, Peter e Walter si sono già allontanati. Lo scienziato non racconta nulla di ciò che sa su suo figlio (neanche alla fine quando Olivia va a casa loro per ragguagliarli sulla fine delle indagini), ma ha compreso cosa gli sta succedendo: quando è entrato in contatto con la macchina, essa è entrata in contatto con lui e questo scambio reciproco lo ha cambiato, lo sta trasformando in un’arma.

Alla fine dell’episodio vediamo Nina e Brandon che parlano dei libri de “I primi uomini”. Ne hanno a disposizione tre, scritti da autori diversi in lingue diverse, pubblicate a meno di due anni l’una dall’altra e praticamente identiche. Nalla ricerca di questi libri è stato anche scoperto che anni prima già un’altra persona li aveva cercati: William Bell. In conclusione, troviamo anche un Peter che si guarda allo specchio e si può benissimo notare il suo cambiamento: i suoi occhi e la sua espressione sono completamente diversi.

Probabilmente un po’ sottotono rispetto agli ultimi episodi, ma una buonissima puntata anche questa con alcune rivelazioni e la solita analisi, mai banale, delle relazioni tra i personaggi. Vedremo come sfrutteranno questa cosa del “Peter cattivo” che potrebbe portare a risvolti interessanti.

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