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Fringe: Recensione episodio 3.02 – The Box

Mi fermo per fare una riflessione. Sì, ancora prima di iniziare ad approfondire The Box, il secondo episodio della terza stagione di Fringe. Vorrei riflettere sul fatto che, se i nostri cari personaggi nel giro di pochissimo non si rendono conto che l’Olivia con cui sono in contatto non è l’Olivia del loro universo, non sono degni di fare parte dell’FBI, sezione Fringe Division.

AltOlivia ha atteggiamenti diversi dalla nostra Olivia

Il suo modo di parlare è differente, balla, si interessa alla musica, non avvisa i colleghi quando i suoi superiori le danno un incarico. Certo lei trova sempre buone scuse, ma queste non possono reggere a lungo. Dice a Peter di aver riflettuto sul modo in cui guarda il mondo dopo l’esperienza nell’altro universo, ma anche questa giustificazione è abbastanza debole.

Non può cambiare così da un momento all’altro ed esprimere addirittura preferenze in fatto di musica se prima non lo aveva mai fatto. In più è spietata: uccide a sangue freddo e senza il minimo dubbio un uomo sordo la cui unica colpa è quella di aver trovato la scatola (di cui parleremo tra poco). E anche se in certi frangenti tenta di essere gentile e coraggiosa, esigo che gli altri protagonisti si accorgano velocemente che quella non è Olivia.

Non porta neanche i capelli legati! C’è chi scommette che la prima ad accorgersene sarà la nipote, chi scommette che sarà Walter (già la prima battuta tra i due, quella che AltOlivia fa sui mocassini dello scienziato alla fine del primo episodio, è un po’ anomala per Olivia). Oppure potrebbe essere Peter, ma se sarà lui, non sarà sicuramente per merito del tatuaggio che AltOlivia ha dietro al collo poiché le è stato tolto. Staremo a vedere…

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Passiamo a parlare dell’episodio

Il titolo dà già l’idea di ciò che si trova al centro della trama: una scatola che se aperta interagisce con l’apparato uditivo umano e conseguentemente sul cervello e manda i malcapitati in uno stato di trance vegetativa, facendoli morire.

L’unico che sopravvive a ciò è un uomo sordo che recupera la scatola e, credendo AltOlivia un agente dell’FBI, si reca a casa di lei per consegnare l’oggetto alla giustizia ed è qui che morirà per mano della donna. A questo punto la scatola passa nelle mani di Newton (ancora nel nostro universo per aiutare AltOlivia) che la porta in una stazione della metropolitana dove, una volta aperta da un curioso passeggero, uccide svariate persone prima di essere recuperata da Peter in un’azione quasi suicida.

Fringe recensione 3.02

Una volta in mano al ragazzo, lui si rende conto che questa scatola non è altro che un pezzo dell’arma che Walternate gli voleva fare utilizzare per distruggere il nostro universo. Peter ipotizza che qui ci siano dei pezzi dell’arma e che Walternate abbia mandato degli agenti per recuperarli. In realtà, come si può capire alla fine quando AltOlivia comunica con l’altro universo attraverso la macchina da scrivere, Walternate ha l’intenzione di far trovare tutti gli oggetti a Peter in modo che rimanga coinvolto nella faccenda. Inoltre ordina ad AlOlivia di cominciare a lavorare su Walter. Che debba convincere anche lui a studiare l’arma?

Ma questo episodio ci delizia di qualche scena anche sul fronte “approfondimento personaggi”

Walter tenta di spiegare a Peter la sua versione dei fatti riguardanti il suo rapimento dall’altro universo quando era ancora un bambino. L’uomo cerca di parlare e di scusarsi, ma il suo tentativo, però, fallisce poiché il ragazzo non si sente ancora pronto a confrontarsi col padre sull’accaduto. In più Walter si reca nell’ufficio di Nina Sharp dove avviene la lettura del testamento di William Bell e in questa occasione, per sua grande sorpresa, scopre che il suo amico gli ha lasciato, udite udite, la Massive Dynamic! E questo potrà veramente aprire nuovi scenari.

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