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Fringe: Recensione episodio 2.20 – Brown Betty

Fringe recensione 2.20

Partiamo dal presupposto che questa puntata è stata voluta dalla Fox e, di conseguenza, non sono stati gli autori di Fringe a volere costruire una storia che deviasse dalla trama principale, sospendendola.
Questa puntata racconta una storia a sé (potrebbe essere definita filler) e sarebbe dovuta essere musical ma, per fortuna, le parti cantate sono ridotte al minimo e tutta la storia, partorita dalla mente di Walter, risulta comunque gradevole.

Entriamo nella mente di Walter

L’episodio comincia con Olivia che chiede a Walter e Astrid di badare a sua nipote Ella, visto che sia lei che sua sorella Rachel sono impegnate. Così Walter, per intrattenere la bambina, le racconta una storia completamente inventata da lui. In questo modo noi possiamo entrare nella mente dello scienziato e cercare di capire i suoi pensieri incasinati dopo che Peter ha scoperto il mistero della sua origine. In questo racconto viene ricostruita la storia dei personaggi e ciò che hanno vissuto fin qui attraverso delle metafore.

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Olivia è una detective, che accetta un caso in cui una persona (Peter) è scomparsa. Dopo varie indagini, lei crede che Peter sia un truffatore e che abbia rubato un cuore di vetro allo scienziato Bishop (che qui NON è il padre di Peter, ma il suo capo) a cui l’organo artificiale serve per sostituire il suo cuore reale che è danneggiato.

Indagando ancora, Olivia scopre che questo cuore vuole essere usato dalla Massive Dynamic e da Bell per aprire una porta tra i due universi. Ma, scoprendo ciò, la ragazza si ritrova chiusa in una cassa e buttata in mare. La salva Peter che la porta a casa sua e le spiega che Walter è malvagio e trova le idee per le sue invenzioni rubando i sogni dei bambini e sostituendoli con degli incubi.

Fringe recensione 2.20

Fringe recensione 2.20

Poi le racconta che il cuore di vetro è suo fin dalla nascita e, una volta scoperta la malvagità dello scienziato, si è dato alla fuga. Poco dopo i due vengono aggrediti e a Peter viene rubato il cuore, che viene momentaneamente sostituito con delle batterie finché i due non riescono a recuperare il cuore recandosi al laboratorio di Walter. Quest’ultimo chiede perdono a Peter, ma il ragazzo gli risponde che è troppo tardi e che ci sono cose che non possono essere perdonate.

Ritornati nel mondo reale…

Tornando alla realtà, alla fine della giornata Walter torna a casa, ma non si accorge che uno degli osservatori lo guarda da lontano: quest’ultimo chiama qualcuno al telefono e riferisce che Peter non è ancora tornato e che probabilmente Walter non ricorda il suo avvertimento. A cosa si riferirà?

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Come si può ben vedere, il viaggio nella mente di Walter ci ha mostrato alcune metafore di ciò che è realmente accaduto: Peter e Walter non sono parenti e hanno lo stesso cognome solo per caso; il ragazzo scappa poiché lo scienziato è malvagio; Peter non può perdonarlo per ciò che ha fatto: gli ha rubato il cuore, facendolo soffrire molto.

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