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Fringe: Recensione episodio 2.18 – White Tulip

Fringe recensione 2.18

Un tulipano bianco al centro dell’episodio

Tutto ciò che accade, infatti, culmina nella scena finale dove ci viene mostrato questo fiore disegnato su un pezzo di carta e recapitato direttamente a casa Bishop.

In questa diciassettesima puntata Fringe ci racconta una bella e toccante storia in cui tornano in auge i viaggi nel tempo, storia che si intreccia con la vita di Walter e che ha la funzione di fare emergere le intenzioni del nostro scienziato preferito riguardo al dire o meno la verità a Peter.

Tutto comincia con Walter che scrive una lettera al figlio

Per confessare ciò che ha fatto anni prima. Non lo fa a parole perché, a detta sua, con qualcosa di scritto riesce a spiegarsi nel miglior modo possibile. Ancora, però, non si sente pronto a consegnargliela, così la porta con sé durante l’indagine.

L’indagine riguarda un uomo, Peck, che da circa un anno ha perso la moglie in un incidente stradale e che, volendo essere con lei nel momento della morte, fa vari esperimenti per tornare indietro nel tempo. Prima compie tentativi che lo riportano indietro di poche ore (e che ci mostrano i nostri alle prese, ogni volta, con l’indagine, ma in cui c’è sempre qualcosa di differente nelle loro azioni dato che Peck modifica sempre alcuni suoi comportamenti e di conseguenza quelli dell’FBI), poi riesce a tornare indietro di 12 mesi e morire insieme alla moglie che tanto amava.

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il tulipano bianco

Fringe recensione 2.18

Walter e Peck si scambiano un bellissimo dialogo

In cui il primo mette in guardia il secondo sui sensi di colpa che potrebbe avere dopo aver creato un grave scompenso nell’universo a causa dei suoi esperimenti, aggiungendo che lui sa bene cosa ciò significhi e che non riesce a confessare al figlio ciò che ha fatto in passato.

Walter si convince a non dire niente finché non vedrà un tulipano bianco (cosa rara) che, secondo lui, sarebbe il segno che Dio lo ha perdonato per ciò che ha fatto. E se Dio lo perdona, allora c’è speranza che lo faccia anche Peter.

Così Peck, toccato dalle parole dello scienziato, prima del suo ultimo salto temporale, disegna su un foglio un tulipano bianco e lo inserisce in una busta indirizzata a casa Bishop, raccomandando di spedirgliela proprio nel preciso giorno in cui lui aveva parlato con Walter.

Fringe recensione 2.18

Fringe recensione 2.18

Nell’ultima scena troviamo quest’ultimo a scrivere (per l’ennesima volta) la lettera. Ma stavolta, troppo indeciso, anziché infilarsela in tasca decide di bruciarla. Proprio in questo istante gli viene recapitato il disegno, dandogli il segno che tanto attendeva. Ora Walter è pronto a confessare tutto.

Del resto si può segnalare un’interessante battuta di Peter sui dèjà vu: a detta sua le persone li hanno quando sono esattamente in linea con il loro destino. E aggiungene che lui non ha mai sperimentato quest’esperienza.

Ultimamente Fringe sta sfornando puntate fantastiche una dietro l’altra, speriamo che continui così!

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