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Fringe: Recensione episodio 2.09 – Snakehead

Fringe recensione 2.09

Qualche settimana fa dicevo che Fringe è un telefilm che tratta maggiormente case of the week: solo in qualche episodio, infatti, la trama orizzontale avanza. E questo episodio ne è un’altra conferma. Dopo la puntata 2×08 completamente centrata sugli osservatori, con la 2×09 si torna a parlare di uno dei tanti casi settimanali.

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Vediamo una nave i cui passeggeri vengono costretti ad ingerire una pillola che contiene un germe che si sviluppa all’interno dei corpi di questi individui. Il parassita cresce in loro uccidendoli.

Ciò che si scopre è che, tali parassiti, servono come cura per alcune malattie, ma, mai come questa volta, il caso e la sua risoluzione sono solo un pretesto di poca importanza.

Fringe recensione 2.09

Fringe recensione 2.09

Un pretesto utile ad approfondire la figura di Walter

Lo scienziato, che nonostante l’uscita dal manicomio ha ancora problemi psicologici, si rende conto di essere spesso un peso poiché poco indipendente. Così chiede a Peter di poter gestire se stesso e la propria vita e il figlio gli permette di andare ad indagare da solo.

Ha però timore di ciò che può accadere al padre, quindi manda Astrid a controllarlo. Walter se ne rende presto conto e, cercando di allontanarsi dalla ragazza, lo scienziato mette in pericolo lei e se stesso. Perso a Chinatown, il momento di maggior tenerezza lo si prova nel momento in cui non riesce a ricordarsi il numero di telefono di Peter.

Tornato a casa pieno di sensi di colpa e avendo compreso di non essere indipendente ed affidabile, si installa un localizzatore nel collo, in modo che tutti possano sempre sapere dove si trova.

Insomma, un episodio con un case of the week nella norma (niente di esaltante), ma in cui è Walter (e una grandissima interpretazione di John Noble) a dominare.

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