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Fringe: Recensione episodio 2.05 – Dream Logic

Fringe recensione episodio 2.05

La tempistica che segue la pubblicazione delle recensioni di Fringe – e la loro lunghezza – è proporzionale alla bellezza dell’episodio. Se la scorsa settimana abbiamo assistito ad una puntata grandiosa grazie alla rivelazione del discorso avvenuto nell’universo parallelo tra William Bell e Olivia, questa volta siamo di fronte ad un episodio mediocre e non troppo eccezionale.

Mettiamo da parte la mitologia per un episodio un po’ deludente

Il caso della settimana riguarda gente normale che inaspettatamente perde la testa compiendo omicidi prima di morire.
Un mistero che solo il team Fringe può risolvere. Peter, Walter e Olivia giungono così a Seattle dove scoprono un laboratorio che studia i problemi derivanti dall’insonnia e un malato di mente con doppia personalità che di giorno cura le persone e di notte ne ruba le sensazioni controllandole con un chip nella testa.

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Come sempre, gli aspetti più tecnici dell’episodio sono perfetti: ottima recitazione, ottimi set, ottime inquadrature. Ma quel che più mi attrae di Fringe è, senza ombra di dubbio, la trama principale basata sulla vita dei protagonisti e sulle macchinazioni segrete.

Fringe recensione 2.05

Fringe recensione 2.05

In “Dream Logic” assistiamo alla difficoltà di Olivia di superare la morte dell’amico e collega Charlie.
Va bene, quella di Olivia è una reazione normale e umana, ma se tutta questa disperazione non porta al passaggio del “clone Charlie” dall’universo parallelo a quello reale, allora direi che potremmo anche andare avanti.

Il momento più importante è senza ombra di dubbio l’incubo/ricordo di Peter

Quando il giovane si rivede piccolo in una stanza insieme a suo padre (scena che potrebbe raccontare il momento del “passaggio” dall’universo parallelo al mondo reale).

Ogni puntata di questa seconda stagione è come un tassello del puzzel della strana vita di Peter che, siamo certi, a fine stagione ci porterà a capire finalemente come “il clone di Peter” sia passato nel mondo reale andando così a sostituire “il vecchio e reale Peter”.

A un certo punto il diretto interessato capirà cosa gli sia successo in passato e allora come si comporterà con suo padre? Riuscirà a perdonarlo?

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