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Forever : Recensione dell’episodio 1.01 – Pilot

Prendete una serie come Elementary, aggiungete un pizzico di Castle, versate una punta di Sherlock, mescolate con un po’ di The Mentalist, non scordate di mettere Lie to Me, Rizzoli & Isles e una dose di Hannibal, unite quanto basta di Body of proof per avere un’idea di Forever, questa Forever 101 cnuova serie trasmessa dalla ABC. Premetto fin da subito che questo crime drama mi ha piacevolmente stupita.

La serie, al suo esordio, vanta un protagonista di primo ordine: nientedimeno ché Ioan Gruffudd (lo ricorderete nei panni di Miter Fantastic nei Fantastici quattro e di Andrew Martin in Ringer, ad esempio), per il quale nutro una profonda ammirazione. L’attore presta il volto al Doc. Henry Morgan, un’affascinante e misterioso medico legale newyorchese, da sempre legato a doppio filo con la morte e rinascita. Henry infatti nasconde un segreto, un dono o forse una maledizione da sempre agognata dall’essere umano: l’immortalità. È sufficiente sfogliare un qualsiasi poema epico per respirare la bramosia degli eroi decisi a sfuggire l’oblio, guadagnando l’eternità. A quanto pare ad Henry non sono servite gesta eroiche e grandi imprese per ottenere l’ambito tesoro ed è così che dopo 200 anni, Henry Morgan gira sereno per le strade di Manhattan sfuggendo senza problemi ai pericoli della morte.

L’episodio si avvia con un excursus sul passato del protagonista, durante il quale ci viene narrata la prima morte di Henry, Forever 101 gimmolatosi in difesa di uno schiavo affetto da colera. Dopo una prima presunzione di morte, il dottore riemerge dalle acque perfettamente vivo e da quel momento il fenomeno è destinato a ripetersi di nuovo e di nuovo e di nuovo. Ed è così che si giunge ai giorni nostri dove il protagonista sopravvive ad un sospetto incidente ferroviario. È da questo momento in poi che la vita di Henry si intreccia con quella del detective Jo Martinez ( interpretata da Alana de la Garza, nota per Law & Order). Al contrario di quanto ci si potrebbe aspettare i due personaggi non svolgono le indagini congiuntamente. Sarebbe più corretto dire che lei sospetta di lui e lui risolve (in circa 5 minuti) il caso per discolparsi, utilizzando metodi tutto fuorché ordinari. È impossibile non lasciarsi sfuggire un sorriso nel modo in cui Henry scopre la causa della morte del conducente, le modalità e l’effetto. Nel frattempo sullo sfondo si presta a sviluppare quella che si presuppone sarà la trama orizzontale della serie (finalmente torniamo a vedere una storia orizzontale e non semplici episodi indipendenti!). A quanto pare Henry non è l’unico essere umano dotato di immortalità. Qualcuno gli contende il tempo!

Forever 101 hA far da cornice all’episodio è l’introduzione di un personaggio peculiare. Mi riferisco ad Abe (ricordate Judd Hirsch!?!), l’unico amico di Henry ed il solo a conoscere il suo segreto. Non posso negare di aver trovato l’excursus sulla loro conoscenza toccante. Immaginare Abe in fasce, salvato, cresciuto da Henry ed invecchiato con lui appare tanto dolce quanto paradossale. Sono quegli elementi che non mi aspetto, che riescono a stupirmi positivamente, soddisfacendomi a pieno.

La serie mi è piaciuta non posso negarlo. Ho gradito l’attenzione con la quale si evidenzia i secoli di vita di Henry: la sua passione per gli oggetti antichi, la grande quantità di oggetti storici nel suo studio ultramoderno, la sua abitudine a scrivere con il calamaio invece che con la bic, il suo abbigliamento classico. Parte del merito va però a Gruffudd, che con il suo portamento austero ed elegante, conferisce regalità, compostezza, raffinatezza al suo personaggio. Mi è piaciuta l’idea, la scelta dei personaggi, la resa finale. Spero proprio che la serie non mi deluda, perché ha tutte le carte per conquistarmi!

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