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FlashForward: intervista a Christine Woods

Christine Woods, che sta interpretando un ruolo gay per la prima volta nella sua carriera, si è fermata per discutere del suo personaggio (che ha regalato ai fans GLBT non una bensì 3 scene di sbaciucchiamenti in uno degli ultimi episodi), traslochi e su quel che la ABC fa bene quando arriva a scrivere di personaggi gay.

Intervista tratta dal sito advocate.com.

Per quelli che non hanno ancora visto FlashForward, come descriveresti il tuo personaggio?

La descriverei come un personaggio molto intelligente e forte. Insomma, lavora in un ambiente a predominanza maschile, ma sa il fatto suo. Fa la cosa giusta, è onorevole e onesta e si dedica completamente al suo lavoro.

Nel terzo episodio, interroghi un nazista che conosce la causa dei blackout e in pratica ti fa fare coming out a partire da un anello al pollice.

Eh sì (ride): E’ divertente perchè non volevano che fosse quella la scena del coming out ufficiale di Janis. Volevano solamente piazzare un indizio. Anche se penso che sia abbastanza ovvio. E’ un indizio, ma la gente l’avrebbe raccolto cominciando a bloggare. L’idea generale è che io mi limiti a guardarlo in modo neutrale senza scoprirmi anche se in realtà è decisamente ovvio.

Cosa hai pensato di tutto ciò, in relazione a come i personaggi fanno outing in TV?

Il modo in cui l’ho rappresentato è che Janis sia una lavoro-dipendente e che sia ossessionata dal suo lavoro. Conosco alcune donne nelle forze dell’ordine e mi dicono “Beh tutti cercando di fare battute sul fatto che siamo gay perchè siamo toste”. Per cui, nella mia testa, Janis aveva dovuto affrontare la cosa parecchie volte, per cui si limita ad alzare gli occhi e andare oltre. Ma penso sia una che le donne che lavorano in ambienti prettamente maschili debbano affrontare perchè sfidiamo la nostra controparte maschile in termini di sessualità. Per cui l’ho fatta uscire come fosse una cosa che deve affrontare costantemente.

Nell’episodio 3 vediamo l’agente Hawk girare gli occhi al cielo quando viene offerta una spiegazione dei blackout a sfondo religioso. Il rapporto di Janis con la religione sarà esplorato durante la stagione?

Per ora no. Non so quale sia il suo rapporto con la religione, ma ci sono un sacco di cose che verranno fuori con la sua gravidanza, cosa pensa di come si dovrebbe crescere un figlio da un punto di vista della moralità e cose simili. Penso ci sia una possibilità che siano esplorati aspetti di quel tipo.

In relazione alla gravidanza, pensi che avere un personaggio femminile forte, gay e incinta possa mandare un messaggio all’America più conservatrice?

Penso che possa farli arrabbiare, il che è un bene. Penso che sia importante mostrare in televisione personaggi gay che siano con cui ci si possa rapportare il più possibile. Non è una questione gay; è una questione della donna così come dell’essere umano in genere. Avere un bambino mentre si lavora per il governo federale è una vicenda avvincente di per sé, e penso che se mette a disagio, anche solo un po’, allora stiamo facendo bene il nostro lavoro. Penso che induca la gente a pensare un po’ di più a guardarsi dentro sul perché possa importunarli o meno. Penso sia un bene se mettiamo le persone a disagio. Penso sia il nostro lavoro, quello di lanciare delle sfide.

Nell’episodio 5 “Gimme Some Truth”, Janis fa ufficialmente coming out durante un appuntamento con Maya (Navi Rawat), però dice di non volersi dichiarare in ambito lavorativo poiché “il governo federale non ama i gay con le pistole”. Pensi che Janis farà coming out anche al lavoro in questa stagione?

Personalmente, penso che alcuni dei suoi colleghi lo sappiano. Penso che Dimetri (John Cho) lo sappia perché sono amici da molti anni. Ma non saprei. Penso che potrebbe succedere considerando anche il fatto che rimane incinta.

Janis e Maya hanno incarnato la barzelletta del mondo lesbisco dell’U-haul (convivenza dopo il primo appuntamento n.d.T) in quell’episodio: cena, notte insieme e fine della relazione entro le 24 ore. E’ l’ultima volta che vedremo Maya?

Non penso che sarà l’ultima volta. Penso sia interessante perché a quel punto dell’episodio Janis ha chiuso con Maya e dà di matto per tutte le pressioni di Maya sul flashforward e la gravidanza, ma penso che dopo che ti sparano e giaci in una pozza di sangue, ci sono possibilità di ripensare agli errori commessi. Secondo me non è l’ultima volta che vediamo Maya.

Janis chiude la relazione quando Maya si connette al Mosaico per scoprire cosa avesse visto Janis stessa durante il blackout. Cosa pensi della cosa di ricercare informazioni sulle persone che frequenti?

E’ interessante che l’abbiano portato in scena perché ho l’impressione che Mosaico sia anche una rappresentazione di Facebook e di tutta quella porcheria internettiana per cui la gente impazzisce oggigiorno. Ehi, sono colpevole, ho Facebook.…Penso sia stato interessante l’aver toccato quel tasto e la questione dell’invasione della privacy e questo nuovo social network è una cosa ancora diversa. La “social- mosaicizzazione” ti permette di guardare le persone, vedere quello che vedono e dare giudizi su chi sia solamente sulla base di quello che stavano facendo nel flashforward.

L’ultimo episodio andato in onda (intervista del novembre 2009) finisce con il tuo personaggio ferito da un colpo d’arma da fuoco e riverso in una pozza di sangue. Cosa puoi dirci di quello che accadrà all’agente Janis Hawk?

Beh ci sono un bel po’ di cose per il suo futuro sia come donna in carriera che come futura madre. Ci sono un bel po’ di cose a cui comincia a pensare come se voglia crescere o meno un figlio. E’ bello

Che altro ci puoi dire riguardo la gravidanza?

Al momento non lo sappiamo esattamente, ma sappiamo che non sarà un gravidanza che avviene in modo normale, ovviamente lei è gay. Sarà qualcosa di abbastanza scioccante e molto diverso da quello che uno si aspetterebbe.

E per quanto riguarda te, è la prima volta che interpreti un personaggio gay?

E’ la mia prima volta e mi piace molto. Faccio un applauso alla ABC perché penso che come rete abbiamo un bel po’ di bei personaggi omosessuali nei loro show. Potrebbero essercene di più. Penso sia grandioso. Sono una grande sostenitrice dei diritti dei gay – per è sinonimo di diritti umani, è la stessissima cosa. E’ importante che compaiano in tv ed è importante per i più giovani vedere dei personaggi gay positivi, e la ABC sta andando nella giusta direzione. Mi piace il modo in cui stanno costruendo Janis. Non la stanno descrivendo con tanti preoccupazioni per il fatto di essere gay. La stanno rappresentando con le normali preoccupazioni e casualmente si trova ad essere gay e a lavorare per il governo. Penso sia stato molto carino come il suo coming out con Maya non sia stato chissà che cosa. Era una parte della sua vita e quindi normale per lei. Penso che gli autori stiano facendo un bel lavoro rendendo il tutto così normale. Come una qualsiasi altra storia d’amore eterosessuale.

Il tema di fondo dello show è quello delle scelte da intraprendere conoscendo il proprio futuro e della crescita della fede. Cosa faresti se vedessi un pezzetto del tuo futuro?

Non saprei proprio. Non penso che vorrei veramente vedere un pezzo del mio futuro. Perché se vedi qualcosa di molto positivo c’è una buona possibilità di mandare tutto all’aria. Potesti strangolare il gatto come si dice (ride). Però non so, non penso che vorrei vederlo, mi spaventerebbe troppo. E se accadesse qualcosa di veramente brutto e ti ossessionassi vivendo una vita orribile?

E se ci fosse un Emmy nel tuo futuro?

Un Emmy? Sarebbe bello. Ma no, perchè altrimenti non ci metterei lo stesso impegno nel lavoro e quindi poi non lo vincerei (ride).

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