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The Flash: Recensione dell’episodio 3.05 – Monster

The Flash
CW

Questo quinto episodio de The Flash è un turbinio di idee migliori rispetto a tutte le pessime scelte prese fino a quello precedente. Certo, il fatto che il villain della stagione sia ancora del tutto assente è ancora un segno negativo, ma rispetto agli episodi precedenti Monster fa un bel passo in avanti. In realtà, anche la presenza di questo Harrison Wells non è per nulla un punto positivo. Tom Cavanagh è sempre apprezzato, ma la sua presenza nelle vesti di HR si basa su un’idea così brutta e poco saggia (“Peschiamo un H.W. a caso dal multiuniverso!”) che portano a pensare che sia solo un modo poco originale di tenerlo nel team. Si potevano trovare soluzioni migliori.

Ma passiamo ai lati positivi: tutte le trame che vengono sviluppate in questi quaranta minuti hanno un minutaggio equilibrato, nessuna sovrasta le altre. Il “mostro della settimana”, non la migliore delle idee dell’intera serie, almeno non ha rubato spazio alle scene con Danielle Panabaker e Tom Felton, che si sono rivelate un vero toccasana perché danno spazio a due personaggi (di cui uno nuovo) dei quali si sentiva la necessità di capire alcune cose.Flash

Caitlin sta sviluppando, dopo un bel po’ di tempo, i suoi poteri: dopo aver fatto la conoscenza con la sua sosia cattiva, quello che tutti un po’ si chiedono è in che modo questo cambiamento influenzerà la sua indole. La maggior parte dei meta umani finora incontrati non ha subito processi di condizionamento mentale. Non sembra siano i poteri, insomma, a rendere cattiva una persona: piuttosto la maggior parte dei “prescelti” ha deciso di usarli per vendetta, rivalsa, o comunque per non aiutare gli altri. Come anche nota Julian, di tante persone afflitte da questa trasformazione genetica, solo una ha scelto la via dell’altruismo.

Passiamo a Tom Felton e al suo Julian Albert. Finalmente è stato dato spazio a quello che finora era l’oggetto misterioso e anche un po’ antipatico (ma in quest’ultima classifica al primo posto resta sempre Iris). La sensazione è che Julian in futuro possa ricoprire un ruolo importante all’interno degli Star Labs (e quindi unirsi al Team Arrow) perché se si supera il suo guscio di antipatia e arroganza, si arriva a scoprire una persona che ha sacrificato la propria vita in Inghilterra (una da erede di una certa famiglia Malfoy, mica contadini quelli) per dedicarla agli altri attraverso la scienza. Il suo lamento verso la fine dell’episodio, non è un inno all’invidia per non essere stato uno dei “prescelti”, ma piuttosto un grido di impotenza: vorrebbe fare di più, fare davvero la differenza come Flash. Peccato che probabilmente gli sceneggiatori lo trasformeranno in un villain.Flash

A tal proposito, in The Flash ci sono troppi personaggi di contorno di cui si potrebbe fare a meno (sul serio, le tre battute che Wally spara in tutto l’episodio potevano essere assegnate ad altri) ed altri invece che sono messi lì a bella posta e non andranno via per un bel po’ (fan di Barry e Iris, non ce ne vogliate, ma quei due non funzionano proprio). The Flash deve capire di non essere Game of Thrones: non sa gestire un nutrito gruppo di personaggi corali.

Insomma, il migliore degli episodi della terza stagione ma non esaltiamoci o illudiamoci: finora The Flash si è dimostrato nettamente al di sotto delle aspettative, meno interessante addirittura di Arrow. Si ha però sempre la speranza che, superata la défaillance dovuta a Flashpoint e magari con il crossover in arrivo a breve, possa ristabilirsi un po’ e sorprenderci come riusciva a fare in passato.

Voto: 3/5

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