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The Flash: Recensione dell’episodio 3.03 – Magenta

The Flash

Il peccato originale di questa terza stagione de The Flash è il cosiddetto Flashpoint. Un errore che gli sceneggiatori si porteranno sul groppone per, si ipotizza, il resto della stagione e che quindi influenzerà inesorabilmente in maniera negativa molti degli aspetti che verranno introdotti da qui fino alla fine. Flashpoint è un fallimento perché con una narrazione solida e avvincente avrebbe dovuto portare questa serie televisiva al livello successivo. Doveva sorprendere e rassicurare gli spettatori portandoli in un nuovo universo narrativo da cui si sarebbe usciti in maniera logica e coerente. Si poteva fare perché c’erano le carte in regola per farlo.

E invece niente, già dal terzo episodio tornano i classici casi della settimana con Flashpoint archiviato con una grossa etichetta The Flashcon su scritto: “Ho fatto un casino. Mai più viaggiare nel tempo. Cose cambiate a caso. Barry.”. La coerenza e la logica sono andate a farsi benedire, come ha già analizzato Lalla nella scorsa recensione. E quindi questa settimana ecco la classica adolescente che con un potere residuo di Flashpoint ristorato da Alchemy vuole vendicarsi sul mondo che l’ha trattata male, in particolar modo del padre adottivo. Quello dell’adolescenza e della famiglia in generale sono sempre temi delicati di cui va sempre bene parlare, ma forse non nel terzo episodio quando qualcuno s’aspetta ancora di scoprire quanto sono grandi le conseguenze di Flashpoint.

Da questo punto di vista, qualcosa in realtà lo abbiamo capito: grazie ad una nuova tratta spazio temporale tra Terra 1 e Terra 2 (si scherza) Harrison Wells e Jesse Quick tornano a salutare i loro vecchi amici con una buona notizia: Jesse ha finalmente sviluppato i poteri. L’onda leggermente radioattiva che aveva colpito lei e Wally alla fine si è rivelata portatrice di alta velocità.The Flash Pare insomma che Flashpoint abbia colpito solo Terra 1, dato che anche Wells e Jesse non avevano nessuna conoscenza del tunnel dei velocisti presente agli Star Labs (qui apro una breve parentesi per far notare come certe innovazioni potevano anche essere introdotte senza la scusa di Flashpoint).

Dopo aver introdotto nella seconda stagione due personaggi che grazie ai fumetti sapevamo essere dei velocisti (Jesse e Wally) e averli visti episodio dopo episodio non ottenere nessun potere, ecco che da un momento all’altro ad uno di loro viene data la velocità. Per quanto ora possa essere deluso Wally, si può supporre che prima o poi arriverà anche il suo momento. Era ora, certo, perché questi due erano in giro già da un bel po’ di tempo senza una certa utilità, però mi chiedo: che senso ha avuto dare di punto in bianco la velocità a Jesse se per i passati venti episodi è stata bene o male un personaggio inutile? Se non si voleva far sviluppare lentamente questo passaggio da persona comune a velocista, tanto valeva o farlo prima o iniziare ad introdurre il cambiamento in maniera più lenta. Ecco, magari un po’ come sta succedendo con Wally che, se riuscirà ad evitare di fare idiozie tipo quella di andare da Alchemy, può crescere come personaggio prima di diventare velocista.

The FlashInoltre se c’è una cosa che Flashpoint ha reso chiaro è che Iris e Barry sono destinati a stare insieme, sempre e comunque. E questa cosa prima di Flashpoint non è che fosse poi così chiara: la storia di Eddie (chi?) e Iris lo conferma. È solo un pretesto, insomma, utilizzato di punto in bianco per non rendere questa necessaria storia d’amore come quella tra Oliver e Felicity, impossibile ed infinita. Se analizziamo il rapporto tra Iris e Barry in queste tre stagioni, ci rendiamo conto che c’è un preciso momento in cui gli sceneggiatori hanno fatto saltare trame e schemi narrativi per far coronare il vero amore: quando Patty Spivot lascia Central City. Da lì in poi è stato chiaro come si siano fissati con l’idea che Barry e Iris avrebbero dovuto stare insieme pur non formando, a mio parere, una coppia credibile. I due non funzionano insieme anche perché, sempre a causa di Flashpoint, tutto appare fin troppo forzato e banale.

Appunto finale dedicato invece a quello che possiamo ufficialmente definire l’oggetto misterioso de The Flash: Tom Felton. Spero davvero che possa essere interessante lo sviluppo del suo personaggio, e che non lo facciano finire “a caso” sotto la maschera di Alchemy perché si. Sarebbe il segno della decadenza di questo telefilm.

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3.03 – Magenta
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