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The Flash: recensione dell’episodio 3.02 – Paradox

The Flash

E va bene che in The Flash la velocità è tutto. Va bene che anche con la sceneggiatura in questo telefilm ci siamo sempre mossi con ritmo brillante. Ma qui si sta forse un filo esagerando.

Questo episodio non è di certo brutto. Ha un buon ritmo, succedono insomma abbastanza cose da stordire il telespettatore al punto giusto fino a traghettarlo al finale; ma come era già successo con Flashpoint, un altro arco narrativo che sembrava potere essere complesso, è andato ad esaurirsi in quaranta minuti scarsi.

The FlashL’interrogarsi sull’effettivo interesse di timeline differenti all’interno di una narrazione, arriva ormai spontaneamente. Tra film e telefilm ne abbiamo viste di tutti i colori (Fringe ci manchi tantissimo!) sull’argomento universi paralleli e lo stesso Flash ci aveva già giocato precedentemente. E il problema che si pone è sempre lo stesso: ha senso cedere alla curiosità e al divertimento di presentare gli stessi personaggi in versioni differenti, quando il vero rischio è quello di ignorare quanto accaduto in intere stagioni precedenti e buttare all’aria anni di crescita personale? E più concretamente, ha senso farlo quando non lo si sa fare con intelligenza? Già avevamo storto il naso con la gita di Barry su Earth 2 che era risultata un po’ una baracconata. In Flashpoint per esempio, una stupidaggine come Cisco miliardario agli Star Labs poteva al massimo suscitare un sorriso, ma difficilmente avrebbe potuto creare del materiale solido su cui costruire una narrazione.

E’ anche vero che in questa nuova timeline in fondo le differenze non sono moltissime. Eppure risultano quasi fastidiose quando l’episodio le risolve in una manciata di minuti facendole diventare irrilevanti. Cisco ha perso Dante in un incidente stradale e ce l’ha con Barry che non vuole tornare indietro a salvarlo. Prima di tutto emo-Cisco è intollerabile: prendere la fonte di gioia del telefilm e trasformarla in una lagna è come prendere Felicity e ridurla a fidanzataThe Flash insoddisfatta. Una pessima idea. In più ci è mai importato davvero qualcosa di Dante? E una morte qualsiasi avvenuta fuori schermo può davvero avere un qualche impatto emotivo rilevante? E la diatriba tra Iris e il padre era poi così insanabile? E un baby John al posto di una baby Sara ha poi così tanta importanza nell’ordine delle cose? Insomma, Barry si trova di fronte ad un dramma sconvolgente, è pronto a tornare indietro nel tempo (e fare cosa non si sa), ma poi il tutto si aggiusta da solo entro la fine dell’episodio. Okay, Dante resta morto… ma pace all’anima sua.

In fondo ormai lo abbiamo capito, questo Flash ha come protagonista uno stordito che non è mai disposto a fermarsi un attimo a pensare a cosa stia davvero facendo. In buona fede Barry continua a combinarne una dietro l’altra e questa volta ci vuole papà Flash di Earth 2 per cantargliele un po’ e spiegargli che se la cosa non gli è riuscita per due volte… è difficile che gli riesca meglio una terza.

La situazione in verità è affascinante e complessa e ha ramificazioni infinite che vanno ben aldilà del “ti perdono perchè ‘sta cavoltata l’hai fatta in buona fede”. Una cosa a caso: che ne è stato del Barry di questa linea temporale? Quello che non voleva assolutamente tornare indietro a salvare Dante? Perchè non lo voleva fare? Ci aveva già provato? E quanto era diverso quel Barry da questo? Nessuno sembra chiederselo. E aldilà delle incomprensioni momentanee tra i membri del team, cosa c’è di davvero diverso in questi personaggi? Non lo sapremo mai. E in fondo non importa visto che il team è stato ricostituito e tutto sembra essere tornato esattamente come era prima. Gli sceneggiatori si ricorderanno che anche questa volta, per coerenza, The FlashBarry è destinato a dimenticare tutto quello che è successo sulle altre timeline?

Cosa salviamo allora davvero di questo scenario? Caitlin prossima Killer Frost. Questa è una storia che sono curiosa di vedere in attesa che anche il nostro caro Wells torni a farci visita (era lui che osservava lo scontro tra Barry e The Rival?).

Insomma, difficile non considerare questi primi episodi come un semplice reset. Un ricomporre il solito colpo di scena tra una stagione e l’altra che, come abbiamo capito, non ha come vero intento quello di cambiare il corso della storia, ma solo stupire sul momento. Ci resta il nuovo cattivo Alchemy (la maschera però è bruttina) che forse rimarrà unico tramite con quanto è stato; per ora non mi ha impressionato moltissimo. E Tom Felton con il suo accento inglese? Speriamo si rivelerà molto più interessante (e non l’ennesimo cattivo mascherato) di quanto fatto per ora.

Pronti ad un’altra corsa fornsennata? Ci ritroviamo senza fiato al prossimo episodio.

Note sparse:
– Dawson!!
– Wally non è così male in queste nuove timeline
– La karmika storia d’amore tra Iris e Barry potrebbe essere più noiosa?
– Basta lavagne per illustrare le timeline. Lì in giro non dovrebbero essere abbastanza esperti da non averne più bisogno?
– Gustin è sempre troppo bravo a fare un Barry disperato.

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3.02 – Paradox
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