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I migliori film del 2020 da recuperare: dieci (+1) film per chi ama il cinema

Best of 2020: i film da non perdere - The Lighthouse
Universal Pictures

Il lockdown è caduto nell’anno in cui si celebra il 125-esimo anniversario della prima proiezione dei fratelli Lumiere. La chiusura delle sale e il conseguente rinvio a data da destinarsi di molti titoli attesi sono sembrati iceberg inattesi contro cui la nave del cinema si era scontrata rischiando di affondare. Ci ha pensato, invece, il tanto vituperato streaming, troppo spesso considerato come un nemico, a tappare le falle e salvare un anno da dimenticare. Molti film sono stati acquistati da Netflix o Amazon Prime Video, mentre altri hanno scelto la via di servizi on demand creati apposta dalle case cinematografiche.

La dimostrazione che il cinema resta tale anche quando le dimensioni sullo schermo si rimpiccioliscono. E, quindi, per questa nostra ultima top dell’anno, una lista, in ordine di uscita, di dieci (più uno) titoli da non perdere. Non necessariamente i migliori (ché il giudizio resta sempre personale), ma quelli che vale la pena non dimenticare per motivi diversi.

Premessa: lasciamo fuori quelli che, pur essendo arrivati in Italia nel 2020, sono già stati protagonisti della stagione 2019 come 1917, Diamanti Grezzi, Les Miserables. Titoli che altrimenti sarebbero in questo elenco.

Ecco i migliori film del 2020 da recuperare:

Best of 2020: i film da non perdere - Favolacce
I migliori film del 2020 da recuperare – Favolacce – Credits: Vison Distribution

1. Favolacce

Scritto e diretto dai fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo, Favolacce è un film che non rifugge da una realtà cruda e respingente, ma lo fa immergendola in una poetica atmosfera sospesa e quasi onirica. Tutto è sospeso tra il brutto e il bello, tra la verità e la menzogna, tra il gioco e la tragedia. Ogni personaggio, situazione, dialogo, scena mostra un volto rassicurante a mascherare un viso deturpato nascosto per non rivelare l’amarezza della realtà. Un film fatto anche di adolescenti alle prese con il difficile passaggio dall’essere bambini spensierati a piccoli adulti alla scoperta dei primi sentimenti. Un coming of age che resta interrotto perché nel mondo di borgata in cui la storia si muove mancano del tutto quei riferimenti adulti che dovrebbero suggerire la destinazione. Con un Elio Germano eccellente e una fotografia magistrale, Favolacce è il più interessante film italiano di quest’anno.

LEGGI ANCHE: Favolacce: le fiabe di una infanzia di borgata – la recensione del film con Elio Germano

2. The Lighthouse

Presentato in anteprima al Festival di Cannes del 2019, l’opera seconda di Robert Eggers con Willem Dafoe e Robert Pattinson è disponibile da Maggio a pagamento su Amazon Prime Video. Il film non ha alcuna intenzione di piacere allo spettatore. Il bianco e nero di una pellicola trattata appositamente per sembrare antica, l’aspect ratio anomalo, il linguaggio arcaico dei suoi protagonisti sono scelte che sottolineano la ricerca dell’arte piuttosto che del consenso. Sono anche, però, elementi che contribuiscono ad una sensazione di occlusione e oppressione che è parte viva della storia. Il conflitto tra il giovane Thomas Howard, in fuga dal proprio passato, e il burbero Thomas Wake, suo oppressivo supervisore, si trasforma presto in una incontrollabile spirale metafisica alimentata da alcool e pazzia, realtà e delirio, solitudine e tempeste. Un film tanto complesso quanto ricco che non può mancare nella collezione di chiunque ami il cinema.

3. The Vast of Night

Presentato al Sundance Festival e alla Festa del Cinema di Roma nel 2019, The Vast of Night è diventato disponibile su Amazon solo da fine Maggio 2020. Un’opera prima scritta e diretta da Andrew Patterson con un cast poco noto tranne i promettenti Sierra McCormick e Jake Horowitz. The Vast of Night non è esente da difetti e imprecisioni, ma entra in questo elenco perché è un omaggio affettuoso ad un cinema che con poca tecnologia e molte idee rese popolare la fantascienza. Fedele al suo modello, The Vast of Night racconta una storia semplice di persone semplici in un’America scomparsa a cui guardare con una nostalgia che non si fa mai ruffiana. Una fantascienza fatta di ingenuità distratta, candore infantile, piacere della meraviglia come in E.T. e Incontri ravvicinati del terzo tipo. Un film che è un grazie ai padri di un genere oggi tanto importante.

I migliori film del 2020 da recuperare: i film da non perdere - Il Re di Staten Island
I migliori film del 2020 da recuperare – Il Re di Staten Island – Credits: Universal Pictures

4. Il re di Staten Island

Tocca ancora ad Amazon rendere disponibile un altro film di questo elenco. Diretto da Judd Apatow, Il Re di Staten Island è quasi una autobiografia del suo interprete Pete Davidson. Come Pete, Scott è figlio di un pompiere morto, affetto dal morbo di Crohn, dedito a passare il tempo con gli amici di sempre nei parchi abbandonati di Staten Island. Spinelli immancabili, chiacchiere inconcludenti, tatuaggi approssimativi, desideri frenati, amori trattenuti. La storia di un ragazzo con mille problemi che ha deciso di ridere e far ridere per rimandare sempre a domani il momento in cui dovrà provare a realizzare i propri sogni. Un film che non è un one man show perché definisce il suo protagonista attraverso le relazioni con gli altri. Il Re di Staten Island è un film sul valore catartico del ridere come antidoto ai dolori e alle paure che impediscono di diventare ciò che potremmo essere.

5. Sto pensando di finirla qui

Netflix ambisce da tempo a vincere un Oscar per accreditarsi anche come casa del cinema d’autore. Ci riprova quest’anno con un terzetto di candidati forti. Il primo è Sto pensando di finirla qui, il ritorno di Charlie Kaufman con un’opera incredibilmente ricca seppur priva di una trama. Un lento viaggio tra paesaggi anonimi e lunghi monologhi, tra pensieri in libertà e dialoghi monchi. Un delirio dove è impossibile capire cosa sia reale e cosa no. Una sfida continua per lo spettatore costretto a chiedersi ogni volta chi siano i due personaggi che sta seguendo. Un film infinitamente denso perché raccoglie tutti i tormenti, le paure, le ansie, le gioie di vite che non  conosciamo, ma che sono anche nostre finché non è possibile distinguere cosa sia di chi perché tutto è di tuttiSto pensando di finirla qui è un fiume tumultuoso in cui a nuotare è la parola vita.

LEGGI ANCHE: Sto pensando di finirla qui: il caos fuori dal tempo di una mente infelice – Recensione del nuovo film di Charlie Kaufman

6. Il processo ai Chicago 7

Secondo titolo di casa Netflix, Il processo ai Chicago 7, diretto da Aaron Sorkin, racconta un caso legale conclusosi con l’ingiusta condanna di innocenti divenuti bersagli del potere dominante. Sette manifestanti (scelti tra i leader dell’opposizione a Nixon) furono arrestati e condannati per le violenze (causate dalla polizia stessa) durante una marcia contro la guerra del Vietnam. Un processo farsa che si rivelò un boomerang perché tutto il mondo vide quanto fosse solo una disgustosa farsa con una sentenza politica già scritta. Sebbene cinquant’anni siano passati, il film parla agli Stati Uniti di oggi. Un invito a capire che si può rispettare le istituzioni pur disprezzando chi le occupa. A dare più importanza al comune desiderio di cambiare ciò piuttosto che alle differenze di metodo. Un film scritto per parlare ad un’America che è brava a dimenticare in fretta i propri errori per commetterli ancora a distanza di anni.

LEGGI ANCHE: Il processo ai Chicago 7: un caso di ieri per parlare all’America di oggi – Recensione del nuovo film di Aaron Sorkin su Netflix

Best of 2020: i film da non perdere - His House
Best of 2020: i film da non perdere – His House – Credits: Netflix

7. His House

Tra i tanti horror di questo 2020 merita un posto il debutto di Remi Weekes il cui His House sfrutta le piene potenzialità del genere. Protagonisti sono Bol e Rial che dal sud Sudan sono scappati per il Regno Unito dopo una traversata in cui hanno visto annegare la loro stessa figlioletta. Dovranno scontrarsi con il terrore quando uno spirito malvagio infesterà la casa. Un demone figlio dei ricordi dell’orrore vero vissuto e dei sensi di colpa. Infestate sono, quindi, le persone e non la casa. His House è anche il conflitto latente tra Bol e Rial su come rapportarsi alla nuova realtà. Della difficoltà di capire e spiegare l’ostilità anche delle persone apparentemente più gentili. A fare paura è, quindi, pure la realtà dell’essere sradicati dalla propria terra senza essere accolti in una nuova casa. Un horror psicologico che fa spaventare e riflettere.

8. Palm Springs – Vivi come se non ci fosse un domani

Innegabile che in questo 2020 ci sia stato bisogno di leggerezza. Ci pensa Palm Springs – Vivi come se non ci fosse un domani. Sottotitolo appropriato per Sarah e Nyles bloccati in un loop che fa rivivere loro sempre lo stesso giorno. Un escamotage palesemente ripreso da Groundhog day (iconico film del 1993) che non mina la freschezza di Palm Springs grazie al felice matrimonio tra l’inventiva irriverente di Nyles e il desiderio di libertà di Sarah. La vena comedy non si esaurisce mai perché il gioco a due impedisce di raggiungere la monotonia del già fatto. Anche all’inevitabile relazione amorosa si arriverà in un modo inusuale per tener conto del diverso vissuto dei due protagonisti. Palm Springs è, quindi, un Groundhog Day declinato in salsa romantic comedy. Una vecchia idea di successo unita ad un moderno genere di successo per un film che non può che essere di successo.

9. Mank

Indubbiamente il cavallo forte di Netflix è Mank di David Fincher. Ispirato alla storia di Herman J. Mankiewicz, autore di Citizen Kane, il film è un capolavoro assoluto dedicato ad uno dei protagonisti del periodo in cui il cinema scopriva di avere un potere superiore al semplice intrattenere. Un uomo sincero incapace di tacere dei peccati di un mondo a cui pure appartiene. Un don Chisciotte che sa di scontrarsi con invincibili mulini a vento, ma che parte ugualmente lancia in resta. Una storia così profondamente radicata nel cinema degli anni 40 da poter essere messa in scena solo come se ne facesse parte con identico bianco e nero e soluzioni stilistiche. Perfetto in ogni suo aspetto, il film riluce delle interpretazioni magistrali di Gary Oldman e Amanda Seyfried. Un omaggio alla Hollywood degli anni 40 che si candida al pieno di Oscar da parte di quella del 2021.

LEGGI ANCHE: Mank: un capolavoro per cinefili – Recensione del film di David Fincher disponibile su Netflix

I migliori film del 2020 da recuperare: i film da non perdere - Soul
I migliori film del 2020 da recuperare: Soul – Credits: Disney+

10. Soul

Regalo di Natale di Pixar e Disney+, Soul di Pete Docter completa la lunga trasformazione del classico cartoon per bambini in un prodotto la cui magnificenza colorata è solo un mezzo a tinte pastello per parlare ai loro genitori. La storia di Joe, jazzista morto ad un bivio della propria vita e divenuto mentore di un’anima alla ricerca di un motivo per nascere, è un continuo affrontare le domande che da sempre l’umanità si pone. Un interrogarsi ininterrotto su tematiche profonde su cui Docter fornisce le sue riflessioni personali. Il confronto difficile tra chi ha già vissuto e vuole trovare un senso alla sua storia e chi un senso vorrebbe capirlo prima per non sbagliare dopo. Un film ricco di soluzioni visive intelligenti, stratificato su più livelli che saranno raggiunti a seconda dell’età dello spettatore. Un capolavoro che chiude con poetica bellezza un anno troppo pieno di dolorosa bruttezza.

+1. If anything happens I love you

Chiudiamo con un titolo bonus che non è né un film né un lungometraggio, ma un cortometraggio animato disponibile su Netflix. Aggiunta indispensabile perché If anything happens I love you è, forse, il miglior prodotto di questo 2020. In soli dodici minuti, Michael Govier e Will McCormack riescono a travolgere lo spettatore con la forza irresistibile di un uragano di lacrime spontanee.

Ispirato alla sparatoria alla Marjory Stoneman Douglas High School in cui morirono 17 persone, If anything happens I love you deve il suo titolo all’ultimo messaggio che una bambina manda dal suo smartphone ai genitori. La consapevolezza drammatica di una morte impensabile che andrà a sconvolgere la vita delle persone che più ama. I disegni minimati di If anything happens I love you seguono l’elaborazione del lutto da parte di un padre e una madre che si allontanano per trovare il modo di sopravvivere all’impossibile. Ai ricordi nascosti in ogni oggetto trovato per casa o in una crepa sul muro. Ai sogni di una bambina che non potrà mai realizzarli. Al dolore di non poter vivere più quei momenti semplici e banali che solo ora capiscono essere tanto fondamentali. A seguirli l’ombra della bambina che non c’è più, ma il cui ricordo li farà infine riunire. Nel nome del semplice ma preziosissimo dirsi ti voglio bene.

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