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Cinema

Film con vampiri: cinque modi diversi di guardare allo stesso mito

Vampiri al cinema

Halloween è qui. Magari non ancora letteralmente, ma editorialmente meno di venti giorni sono niente. Specie se si ha in mente una serie di articoli per suggerire film in tema a chi, dolcetto o scherzetto a parte, un po’ di tempo a vedere qualcosa lo vuole passare comunque. Sperando che gli strascichi risorgenti della pandemia non facciano diventare un obbligo quella che vorremmo fosse solo una opzione tra le tante.

Halloween sia dunque. E, ovviamente, i temi non potevano che essere presi dal cinema horror. Cominciamo, quindi, da film con vampiri. Attenzione! Non i cinque film migliori perché quello è questione de gustibus e, come si sa, non est dispuntandum. Qui vi suggeriremo, invece, cinque titoli che sono cinque modi diversi di interpretare quella che è, forse, la figura più nobile (da un punto di vista letterario) del pantheon dei mostri classici.

Ecco cinque film con vampiri:

Nosferatu
Cinque film con vampiri: Nosferatu

Nosferatu

Il primo titolo è anche il più provocatorio perché un film muto del 1922 è qualcosa che non si dovrebbe mai consigliare a nessuno. Eppure, la pellicola diretta da Friedrick Wihlem Murnau non può mancare in una lista del genere perché è il primo felice esempio di un fecondo matrimonio tra cinema e arte. Ritenuto il capolavoro del cinema espressionista, Nosferatu è una delle prime dimostrazioni di come il cinema, allora ancora in fasce, potesse meritare l’appellativo di settima arte.

Liberamente ispirato al romanzo di Bram Stoker, Nosferatu diventerà un punto di riferimento per il cinema horror degli anni trenta che prenderà come modello ideale del vampiro proprio il Conte Orlock nell’interpretazione iconica di Max Schreck. Si potrebbe, quindi, dire che senza il Nosferatu di Murnau, il mito del vampiro non sarebbe stato uno dei punti fermi nel cinema horror.

E, se proprio un film muto non ce la fate a reggerlo, potete sempre recuperare il quasi omonimo Nosferatu – il Principe della Notte diretto da Werner Herzog nel 1979 con Klaus Kinski a riprendere la maschera del Conte Orlock di Max Schreck.

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Bram Stoker's Dracula
Cinque film con vampiri:: Bram Stoker’s Dracula

Bram Stoker’s Dracula

Facciamo un salto avanti di 70 anni esatti per arrivare al Bram Stoker’s Dracula diretto da Francis Ford Coppola. Un cast stellare si mette al servizio del regista americano per un film che si propone di essere fedele al romanzo originale dello scrittore irlandese. Gary Oldman è il conte Dracula, mentre il suo acerrimo nemico Van Helsing è interpretato da sir Anthony Hopkins. La coppia Jonathan e Mina Harker ha i volti dei giovani Keanu Reeves e Winona Ryder, ma indimenticabili resteranno anche le tre spose di Dracula di Monica Bellucci, Michaela Bercu e Florina Kendrick.

Nonostante il titolo allusivo e le intenzioni dichiarate, il film di Coppola si discosta dal romanzo in molte parti importanti. Ma, in realtà, è proprio questa scelta a fargli guadagnare un posto in questo elenco. Oldman e Coppola ridefiniscono la figura del conte che conserva i suoi poteri demoniaci e la dedizione al male, ma acquista anche una vena romantica. L’interesse per Mina viene, infatti, alimentato dal ricordo della moglie che il conte aveva prima di diventare il principe delle tenebre. Non più, quindi, un personaggio monodimensionale, ma una persona capace di provare anche sentimenti puri.

Una riscrittura sottolineata anche dagli abiti eleganti e dai modi raffinati che fanno del Conte Dracula una sorta di dandy dell’alta società vittoriana. Il primo passo verso quello che verrà dopo.

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Intervista col vampiro Cinque film con vampiri:
Cinque film con vampiri:: Intervista col vampiro

Intervista col vampiro

Un dopo che inizia però molto prima. In quel 1976 in cui in libreria arriva il romanzo di un’esordiente che diventerà un punto di riferimento per gli appassionati del genere. Quella scrittrice era Ann Rice e il titolo del romanzo era Intervista col vampiro. Diciotto anni dopo la pubblicazione e due dopo l’uscita del film di Coppola, i tempi sono maturi perché quel libro divenga un film. Diretto da Neil Jordan, Intervista col vampiro porta a termine la mutazione iniziata dal suo più illustre precedente. Basta leggere i nomi degli interpreti: Tom Cruise, Brad Pitt, Antonio Banderas, ma anche l’appena dodicenne Kirsten Dunst e la nostra Domiziana Giordano. Segni particolari dell’intero cast: il fascino.

I vampiri della Rice sono ancora assetati di sangue e confinati nelle ore della notte. Ma al calare del sole diventano soprattutto degli esseri irresistibili dediti alla bella vita e irresistibilmente attraenti. Sono capaci di provare sentimenti veri come l’amore verso i mortali, il tormento per la propria condizione, la sofferenza di non poter avere affetti duraturi se non tra di loro. Soprattutto, non sono più solo esseri da temere e distruggere, ma sono ammirati da chi aspira alla loro vita eterna ed è affascinato dall’etica libertina che li caratterizza. Significativa è, infatti, la figura del giornalista interpretato da Christian Slater che non riesce a comprendere il pessimismo di fondo del vampiro Louis.

Forse, né la Rice né Jordan se ne erano resi conto, ma proprio Lestat e Louis apriranno una lunga strada che stravolgerà, infine, radicalmente i film con vampiri, con i mostri di un tempo che potranno essere anche amanti protettivi che scelgono la violenza solo per difendere i propri affetti più intimi. True Blood sul piccolo schermo e la saga di Twilight al cinema ne sono gli esempi più famosi.

Blade
Cinque film con vampiri: Blade

Blade

Il film di Neil Jordan, pur essendo diretto come una serie di lunghi flashback, inizia e finisce nel presente dello spettatore. D’altra parte, se i vampiri sono immortali, devono vivere anche in mezzo a noi ora. Ma, se così fosse, come sarebbero organizzati? Che cosa farebbero? A rispondere a queste domande ci pensa indirettamente Blade. Diretto da Stephen Norrington e scritto da David Goyer, Blade arriva nelle sale nel 1998 quando ancora nessuno aveva inventato il termine cinecomic. E di cinecomic ante litteram si tratta perché il protagonista è tratto da una omonima serie a fumetti della Marvel.

Interpretato da un Wesley Snipes allora sulla cresta dell’onda (prima dei problemi con il fisco che lo porteranno in galera), Blade è un ibrido umano – vampiro capace di vivere alla luce del sole, ma costretto a iniettarsi un siero per tenere a freno la sete di sangue. Addestrato dal suo maestro umano a combattere i vampiri, il Diurno è al tempo stesso l’incubo dei signori della notte e il bersaglio di un gioco ordito per evocare un dio sanguinario. Particolarmente interessante è notare come qui sia Blade che i vampiri combattano come guerrieri moderni mischiando arti marziali, spade, pistole e tecnologie fantascientifiche. Un mix di generi che dona una dimensione pop ad un mito antico.

La trilogia di Blade ha il merito di aver modernizzato la figura del vampiro creando una sorta di società parallela con leggi proprie e uguali lotte per il potere basate non solo sulla nobiltà di sangue, ma su intrighi ed alleanze. Una idea che sarà ripresa pochi anni dopo dalla saga di Underworld dove vampiri in abiti moderni super sexy e licantropi sporchi e selvaggi si sfideranno a colpi di armi ipertecnologiche con gli umani a fare da sfondo inconsapevole.

Lasciami entrare Cinque film con vampiri:
Cinque film con vampiri:: Lasciami entrare

Lasciami entrare

Se si esclude la piccola Claudia di Kirsten Dunst in Intervista col vampiro, tutti i film citati hanno come protagonisti degli adulti. Ma che succederebbe se ad essere un vampiro fosse un adolescente? Se a doversi nutrire di sangue umano fosse una ragazzina esile e minuta? Se un essere destinato a vivere per sempre dovesse restare bloccato nel corpo immutabile di un bambino? A chiederselo è Lasciami entrare, romanzo scritto nel 2004 dallo svedese John Ajvide Linqvist da cui è tratto il film omonimo del 2008 per la regia di Tomas Alfredson.

Lasciami entrare ha molto poco a che fare con gli altri film di questo elenco non potendo considerarsi un horror vero e proprio. Ma l’amicizia tra il piccolo Oskar, vittima dei bulli, e la misteriosa Eli, vampiro nel corpo di una tredicenne, è un capolavoro di delicatezza e intelligenza. Il vampirismo come condanna alla solitudine e la sincerità come cura. Una metafora del non avere paura del mostro e un invito a guardare cosa c’è oltre il luogo comune. Un cercare ciò che ci unisce piuttosto che fermarsi a ciò che ci divide.

Il successo di critica di questo piccolo film svedese gli permetterà di trasvolare l’oceano e trovare ammiratori anche a Hollywood. Solo due anni dopo arriverà nelle sale, infatti, Blood Story che di Lasciami entrare è un fedelissimo remake. Cambiano i nomi dei personaggi e alle nevi di Stoccolma si sostituiscono le aride distese di Los Alamos, ma restano identiche la trama e soprattutto il messaggio.

Il modo migliore di chiudere quest’articolo sui film con vampiri, dimostrando che anche dalla paura possono nascere dolcezza e delicatezza.

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