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Cinema

Fast and Furious 7: la Recensione

C’è poco da fare, ragazzi: quando si parla di Fast and Furious, si parla di una garanzia. Come ogni prodotto di eccellenza ha avuto le sue fasi di assestamento (non me ne vogliate, ma io continuo a trovare decisamente inutile il secondo ed il terzo film, per giunta ambientato a Tokyo e senza alcun membro del cast principale, tranne Han, quest’ultimo) ma ha saputo tornare alla ribalta tanto e più di prima, conquistando numeri da capogiro al botteghino e dimostrando ancora una volta come, spesso, il pubblico sia disposto a perdonare l’inconsistenza della realtà ff7_1(‘Le macchine non volano!’ dice Brian a suo figlio e poi a Dom) per qualcosa di più grande e più interessante. Perché è questo che è Fast and Furious, un film che sa prendere e sa tenere lo spettatore con il fiato sospeso, mostrando ancora una volta come gli inseguimenti in macchina e il non privo merito del duo Diesel-Walker sappiano conquistare il pubblico, al di là della coerenza.

Come in ogni film della saga, anche stavolta cause di forza maggiore riportano insieme la ‘familia’ di Dom, costretti a confrontarsi con un fantasma del passato che pensavano sconfitto per sempre: il fratello di Shaw, più pericoloso e letale del fratello – se possibile. Se per tanti questo comporta un ritorno alla normalità, non si può dire lo stesso per Brian che, forse con un po’ troppa facilità, si allontana da Mia e da loro figlio. In fondo, tuttavia, non possiamo biasimarlo: Brian è un uomo abituato all’azione e, non dimentichiamoci, Dom è suo fratello di nome e di fatto e qualsiasi pericolo che penda sulla sua testa (o sulla sua casa, tutto considerato…) è anche un problema suo. E’ così che il duo delle meraviglie si ritrova ancora una volta insieme, in inseguimenti senza precedenti e scene ancora più rischiose dei film passati. Perché se c’è una ff7_4cosa su cui possiamo contare senz’altro è l’azzardo che gli autori mettono sempre dentro i film e che, quasi sempre, incontrano l’approvazione del pubblico. In questo caso, sicuramente l’inseguimento in montagna, il volo dell’aereo e naturalmente Abu Dhabi costituiscono i masterpiece del film.

Un film molto puntato sull’azione, se mi è concessa quest’osservazione. Non dico che gli altri film ne fossero sprovvisti ma, un po’ per colpa di forza maggiore e un po’ per scelta, il film non si perde in troppe smancerie e mostra in maniera diretta e concreta il pericolo rappresentato dal fratello di Shaw (ho già detto che amiamo Statham, si?) e come tutti siano disposti a qualsiasi rischio per poterlo eliminare. E’ una questione d’onore, in quanto è l’uomo che ha ucciso Han e ha minacciato Mia e, per estensione, tutti quanti.

L’antitesi però arriva e, date le circostanze in cui è stata girata l’ultima parte del film, è più che comprensibile. Come sappiamo Paul Walker ha ff7_6perso la vita prima che le riprese del film fossero terminate e questo ha probabilmente condizionato non solo l’intero svolgimento del film ma la trama in generale. Non ci sono stati i tipici momenti di confronto tra Dom e Brian ma solo azione – bellissima, affascinante e adrenalinica azione – e ancora più azione. Tuttavia era impensabile non rendere omaggio all’attore che Paul è stato e, infatti, in netta antitesi con il ritmo serrato del film, il finale (com’era prevedibile) si scioglie e ci lascia su una strada, all’incrocio di più vie, due macchine che si confrontano davanti ad un immaginario traguardato. E’ lì che Brian e Dom hanno iniziato, è lì che tutto dovrà finire. Non è un finale privo di dolore o sofferenza ma è anche l’unico che avremmo potuto aspettarci. Le macchine prendono due direzioni diverse, mentre emozionanti parole della canzone ‘See you again’ danno l’ultimo addio a Brian O’Connor, ripercorrendo la sua storia dal principio.

Impossibile tralasciare di nominare Jason Statham che, complici un fascino e una bravura al volante già dimostrata in The Transporter, indossa egregiamente le vesti del cattivo della pellicola. Non so cosa ci sia di lui che ne fa un villain così perfetto e, al tempo ff7_3stesso, impossibile da odiare: sarà il sorriso diabolico o semplicemente il fascino britannico elevato alla millesima potenza? Magari entrambe. Il suo movente è abbastanza evidente e, benchè fossimo rimasti confusi dalla sua apparizione a Tokyo, quella che l’aveva visto artefice della morte di Han (ci sei mancato, Han, sappilo), la spiegazione circa i suoi motivi e le sue intenzioni appare piuttosto evidente fin dall’inizio – quando fa volare Hobbs dal decimo (?) piano del suo ufficio. Al di là della devozione al fratello e una passione un po’ malsana per gli ordigni esplosivi, Shaw prova di essere un militare degnamente addestrato, un assassino della miglior fattura e per questo incredibilmente pericoloso.

Appare poco Dwayne ma, dato che bisognava dare spazio a Statham e a Djimon Honsou, per non parlare di Kurt Russell, direi che è una scelta giustificata: appare quando e per quanto tempo è necessario, quindi ne siamo felici. Come siamo felici del film in generale. Perché è inutile ingannarci: è un bel film. Non è deludente, è carico di adrenalina (anche se poca credibilità che infiliamo sotto al tappeto senza pensarci due volte, perché chi siamo noi per dire che la macchine non volano?!) e emozioni forte. E’ un film unico, per ff7_2moltissime ragioni, non ultima l’ultima l’apparizione di Paul Walker, che resterà sempre nei nostri cuori come Brian O’Conner. Guardatelo, perché ne vale la pena – se non altro per confermare che le macchine non volano.

Note finali:

  • Nathalie Emmanuel, ci piaci anche quando non sei vicino alla Kahleese
  • Che bella è la canzone ‘See you Again’? Andate a guardare il video
  • Ma la battaglia da gladiatori tra Dom e Shaw? Dove siamo, in un film di Tony Scott?
  • I grattacieli veri hanno vetri un tantino più spessi, lo dico per eseperienza.
  • Vin Diesel e Paul Walker sono un duo che non sarà dimenticato facilmente
  • Ci mancherai Brian O’Conner

“No matter where you are, whether it’s a quarter-mile away or halfway around the world,

you’ll always be with me and you’ll always be my brother.”

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