fbpx
Fargo

Fargo: Recensione dell’episodio 1.06 – “Buridan’s Ass”

“Luke, I’m your father”

La celebre frase tratta dal film Star Wars e citata in questo episodio in una scena comica dall’abbronzatissimo personal trailer, è forse l’emblema del mutamento che sta attraversando Lester Nygaard, protagonista indiscusso di questo capolavoro chiamato Fargo. Bianco e nero, buoni o eb8e0d3639de4f0dcf858a17dfbb52a1cattivi; sono questi i due estremi che fanno da fulcro alla caratterizzazione dei personaggi nel mondo televisivo, ma ancora più affascinante di queste due etichette sono quelle persone che si trovano nel mezzo, i grigi: coloro che si trovano al bivio che potrà condurli (citando ancora Star Wars) al lato oscuro o dalla parte del bene. Il grigio è quella persona che non sa scegliere il suo posto e alterna le sue scelte tra istinto e razionalità. Lester Nygaard ne è l’esempio più concreto (dopo il mitico Mr. White di Breaking Bad), una persona che si trova ad essere al centro di un ciclone e che ne viene velocemente travolto in pieno senza avere gli strumenti per gestirlo. Il manifesto che si trova nella cantina di Lester (What if you’re right and they’re wrong?) è spettacolare se abbinato al cambiamento del personaggio; costantemente ripreso e ammirato dallo sguardo di Lester, quel manifesto diventerà sempre di più il suo motto e il suo motivo per ingrossare le fila della sua convinzione che siadalla parte giusta.

In questa puntata Lester, accusato dal fratello di essere un peso per la famiglia, accelera la sua corsa verso il lato oscuro scappando dall’ospedale con un espediente da maestro per riempire la casa di Chaz di prove per incriminarlo della morte dell’ex moglie. Alla fine della puntata, tornato 0453fd86f2004c58ccf50754dfcb1ab5all’ospedale come se niente fosse, si concede un sorriso di sollievo facendoci capire che il suo lato “bianco” si sta allontanando sempre di più. Colui che invece indossa in maniera elegante il profilo nero è Lorne Malvo, sempre più freddo, cinico e determinato a raggiungere i suoi scopi. In questo episodio, Malvo crea un diversivo per eliminare il suo “socio” in affari, creando una sparatoria fittizia dove l’unica vittima reale è lo stesso personal trainer, che si vede costretto a morire legato a un attrezzo ginnico con un’arma finta legata in mano. Non ho capito molto realmente cosa sia servito organizzare tutto questo casino ma la genialità di Malvo è stata tale che non mi sono posto molte domande.

Il vero nemico però della puntata è questa bufera di neve che ci riempie gli schermi per gli ultimi venti minuti di scene offuscate e colori freddi. La bufera è una cornice perfetta dove avviene una sparatoria tra Malvo e i due sicari di Fargo che porta alla morte di Mr. Numbers per mano del freddo killer. La neve però confonde la vista anche dell’agente Gus che, attirato dagli spari, fa fuoco contro una figura nella nebbia che si scopre la essere la povera Molly anche lei persa nella neve. Questa scena che dura una decina di minuti è forse il momento più spettacolare (con la esse maiuscola) di questi sei episodi finora trasmessi, e i colori che la caratterizzano danno la lode alla capacità cromatica di provare sensazioni di questo telefilm. Un altro grigio, meno carismatico di Lester, è il povero Bo Munk, ossessionato dalla punizione che Dio vuole infliggergli per aver usato in maniera sbagliata il denaro trovato nella neve. Dopo aver subito nove delle dieci piaghe Fargo.S01E06.720p.HDTV.X264-DIMENSION_screenshot_2d’Egitto, Bo decide di ascoltare la voce di “Dio” (o Darth Fener) prima di vedere realizzarsi la decima piaga: la morte dei primogeniti. Sempre più convinto che Dio abbia in mente un percorso per lui, Bo corre nella strada dove tutto era iniziato, seppellendo di nuovo la borsa con il soldi pensando così di sanare il peccato che aveva commesso. Nella strada del ritorno però, la bufera la fa ancora da padrona e rivela a Bo un’altra vittima mietuta: suo figlio. In una scena un po’ forse surreale dove i pesci piovono in maniera inspiegabile dal cielo, la sfiga ha colpito ancora Bo che si trova così svuotato da qualsiasi idea.

I pesci sembrano essere (dopo la bufera) i protagonisti secondari di questa puntata; se da una parte tolgono la vita al figlio di Bo, dall’altra parte, all’inizio della puntata, rifocillano il gruppo di Fargo per la prima volta mostratoci dopo sei puntate. I primi due minuti dell’episodio ambientati all’interno di un ristorante cinese, ci fanno vedere la cerchia di nemici che ha smosso tutto questo casino nella città di Duluth. Finalmente dopo sei puntate iniziano a vedersi i veri effetti collaterali del passaggio di Malvo a Bemidji e le pedine, prima disposte in fila, iniziano a crollare una dopo l’altra trasportandosi dietro morti e feriti. Il telefilm, oltre al linguaggio cromatico a livelli altissimi, ha la capacità di rendere ciniche le scene grazie alle azzeccate musiche come l’ “Ora Pro Nobis” durante la c63183494aa74f16cf2e379f05de90dfsparatoria e la canzone di Celentano (“Piccola”) finale, canzoni che stridono con le scene che si stanno svolgendo. Fargo si fa sempre più intenso e dopo Malvo, anche Lester inizia ad affascinarmi sempre di più con la sua andatura impacciata per avvicinarsi al lato Oscuro. Anche se il percorso tra Malvo e Lester non si è di nuovo incrociato, aspetto con ansia che le loro strade si incrocino di nuovo, e lì vedremo veramente chi dei due indosserà la maschera più “nera”.

Stay tuned

Comments
To Top