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Fargo

Fargo: recensione dell’episodio 1.03 – A Muddy Road

Si riparte da capo. Il prologo di A Muddy Road ci riporta a qualche minuto prima dell’inizio del pilot. Il signore in mutande che fugge in mezzo alla neve dal bagagliaio della macchina di Lorne Malvo scopriamo essere l’impiegato di un ufficio che il sicario, interpretato magistralmente da Billy Bob Thornton, rapisce con estrema tranquillità trascinandolo per la cravatta fuori dall’edificio, sotto gli occhi increduli e inermi dei suoi colleghi. L’episodio prosegue poi in modo classico, attraverso tre storie separate ma inevitabilmente unite tra di loro. Fargo1X03-1

L’agente Molly si rivela essere un passo avanti a tutti. Il suo intuito la porta sempre di più verso la giusta direzione. Non sa il perché, non sa la vera motivazione, ma crede fermamente che Lester Nygaard sia coinvolto nella serie di omicidi avvenuti in città. Lo mette persino alla prova architettando un piano con lo scopo di mostrargli accidentalmente le foto di Malvo e leggere sul viso la sua reazione. Furba, scaltra e perspicace. La sua tesi trova ancora più credito quando l’agente Gus Grimly arriva a Fargo e le confessa di aver lasciato andare via il sicario, mettendo fine ai suoi sensi di colpa. La verità è lì ad un passo. Resta solo da capire, per lei, il ruolo che ha avuto Lester in tutto questo.

Nel frattempo Lorne Malvo continua il suo lavoro su commissione per scoprire chi si nasconde dietro al ricatto ai danni del magnate dei supermarket. Scoperto che si tratta di una persona all’apparenza innocua che nulla aveva a che fare con il passato dell’uomo, Lorne, con la solita freddezza che lo contraddistingue, salta la sponda dalla parte del ricattatore e comincia a fare dei simpatici scherzetti a Milos sgozzandogli il cane o sostituendo l’acqua che esce dalla doccia con del sangue di maiale.

Ma quanto è affascinante e ipnotico il personaggio di Lorne Malvo? Esegue tutte le sue azioni con una freddezza, una tranquillità e una naturalezza che nel contempo ammaliano e inquietano. Non si preoccupa minimamente se qualcuno lo coglie in flagrante perché saprebbe come gestire la situazione. Ecco, Lorne ha una soluzione per tutto. È un sicario-tuttofare. Difficile immaginare un altro attore che lo interpreti che non sia Billy Bob Thornton. Un’interpretazione che mette una serie ipoteca sui prossimi Emmy.

Fargo1X03-2Si può dire la stessa cosa anche di Martin Freeman e del suo Lester Neygaard che torna a lavoro dopo tutta la serie di accadimenti che lo hanno riguardato da vicino e che lo continueranno a tormentare ancora per molto nonostante tutta quelle serie di avvertimenti che si trova a giro per casa: dal “e se tu avessi ragione e gli altri torto?” a “la chiave della vita sta nella felicità”. Difficile convincersi soprattutto se ti ritrovi ad essere una persona impacciata, che poche soddisfazioni ha avuto nel corso di una vita ripetitiva e infelice.

Al terzo episodio Fargo si conferma essere la serie che tanto di buono aveva mostrato fin dal suo pilot. Un mix tra commedia nera e dramma che convivono alla perfezione, con una sceneggiatura che finora non si è concessa una minima sbavatura. Il surreale e grottesco sono sempre stati gli ingredienti di molti film dei Coen – che qui ricordiamo essere i produttori escutivi della serie. Ne abbiamo una dimostrazione anche in questo episodio con l’eterna guerra tra i due fratelli stolti e inetti di Sam Hess e l’insensata quanto spassosa conversazione tra l’agente Molly e una sua amica che le racconta come al suo compagno gli siano spuntati dei ragni dal collo.

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