fbpx
Fargo

Fargo, i nodi iniziano a venire al pettine, recensione episodio 3.04

FX

Quando si parla di serie antologica, si va sempre sul sicuro. Da American Horror Story a True Detective, da Feud al nostro Fargo, non abbiamo mai avuto di che lamentarci. Se poi a questa peculiare modalità rappresentativa sul piccolo schermo si unisce anche il brivido del thriller e la duplice e (quindi per questo ancor di più) spettacolare interpretazione di Ewan McGregor, il tutto sullo sfondo di un folkloristico e noir Minnesota -definito in un episodio da V.M. “perfettamente e superbamente scialbo”- il gioco è fatto. Fargo, pur avendo una storia che si dilata temporalmente in maniera molto flemmatica, rilassata, talvolta sorpassando a gran fatica dei vuoti di trama quasi apatici, ci strega comunque, e lo fa senza che noi stessi possiamo accorgercene.

L’ultimo episodio, particolarmente sopra le righe, ci aveva lasciati con la genesi di Ennis Stussy, un tempo Thaddeus Mobley, un rinomatissimo scrittore di romanzi fantasy. Chiusa questa breve parentesi, che aveva lasciato la possibilità alla figliastra di Stussy di ipotizzare una qual sorta di vendetta nei confronti del patrigno a causa del suo passato vorticoso, si ritorna sulla preliminari tracce di Maurice Lafay, sospettato dell’omicidio, e i primi nodi, seppur lentamente, sembrano venire al pettine. Così come infatti dichiara Gloria, donna lesta ed intraprendente, ma anche paziente e giudiziosa, la morte del responsabile non è motivo sufficiente per fermare le indagini: c’è bisogno di capire il perché dell’omicidio.

Raymond è ormai fermamente deciso nel voler truffare a tutti i costi il fratello. Il litigio iniziato un po’ per scherzo anni prima, come succede tra bambini, diventa una faida inconsistente e priva di senso a tutti gli effetti che ruota attorno ad un francobollo di cui, ormai, nessuno dei due si interessa più per davvero: quella di Ray è ormai una testarda ed inamovibile presa di posizione nel tentativo di poter, almeno per una volta, seppur in maniera scorretta, predominare sulla sua nemesi; tant’è vero che quando, travestito da Emmit, si reca alla cassetta di sicurezza del fratello in banca per prelevare il francobollo, non trovandolo, si accontenta di arrecare offesa al fratello semplicemente rubandogli una serie di diamantini dal valore di 10mila dollari. Emmit, di contro, non ha alcuna intenzione di tendere una mano verso il fratello, ed è deciso a mantenere la sua posizione favorita ed altolocata tra i due senza poterla spartire. Oltre che sul fronte familiare, di per sé già aspro e sfiancante, i due fratelli sono costretti ad incanalare energie anche in altre situazioni fastidiose. Emmit battaglia contro l’emblematica figura di V.M., il quale, man mano che si va avanti nel racconto della storia, sembra voler predominare sempre di più, senza mai imporsi in maniera violenta, ma in maniera silenziosa, affascinante, seducente, attraverso la squisita arte dell’orazione.

Gloria, invece, si reca da Raymond Stussy, responsabile della libertà vigilata di Maurice. Ray è furtivo, sospetto, blando nei suoi brevi racconti e schivo nel rispondere alle domande, mentre Gloria non può non notare l’omonimia di cognome col suo defunto patrigno. Quella che inizialmente da lei stessa viene definita una coincidenza, si scopre, con l’ausilio di un’altra agente di polizia, essere in realtà qualcosa di più: ad Eden Prairie, davvero poco lontano da Eden Valley, vive un altro Stussy che, tramite una serie di ricerche, si scopre essere il fratello di Ray, responsabile di Maurice, sospettato dell’omicidio di Ennis Stussy. Insomma, sembra che siamo già arrivati al punto in cui tutti i pezzi del puzzle sono ormai sul tavolo, c’è bisogno di capire esclusivamente come montarli tra di loro.

I personaggi principali della storia sono delineati caratterialmente con una premura zelante, minuziosa, che sfocia quasi nell’ossessivo: il fratello ricco ma spendaccione, quello povero e frustrato, lo strozzino bulimico, previdente e taccagno, il tutto in una rappresentazione completamente rude, grottesca, priva di arzigogoli narrativi, nella quale si concretizza la peculiarità più raffinata (da sempre) dello show: la sensazione che ogni storia sia un capitolo a sé stante ed al contempo stesso solo una piccola parte di un disegno molto più ampio e concatenato.

In attesa delle prossime recensioni ricordatevi di mettere like alla nostra pagina Facebook per tutte le novità su tv e cinema

3.04 - The Narrow Escape Problem
  • Risolutivo
Sending
User Review
4 (1 vote)
Comments
To Top