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El Cid: sul confine tra Game of Thrones e soap opera – Recensione della prima stagione della serie di Amazon Prime Video

Non lo si ripeterà mai abbastanza. Game of Thrones ha rivoluzionato il modo in cui il fantasy è visto e messo in scena. Principio da cui discendono subito due corollari impliciti.

Primo, che sempre più si producono serie dichiaratamente fantasy o con elementi tipici di quel genere sapendo che saranno come galline che producono con certezza uova e sperando di beccare quella che le faccia d’oro.

Secondo, che ogni volta che, per dirla alla maniera di Ludovico Ariosto, una serie canti le donne, i cavallier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese si finisce sempre (sia gli autori che gli spettatori) per fare in paragone con Game of Thrones.

Anche quando la serie racconta le gesta di personaggi realmente esistiti, come è il caso dei protagonisti di El Cid su Amazon Prime Video.

El Cid recensione
El Cid recensione della prima stagione – Credits: Amazon Prime Video

Dalla Spagna e dalla storia

Creata da Luis Arranz e José Velasco, El Cid è incentrata su Rodrigo Diaz de Vivar, un condottiero e cavaliere medioevale nato nel 1040/1043 e morto a Valencia nel 1099. Una figura realmente esistita e dalla vita talmente avventurosa e ricca di successi da fargli guadagnare il rispetto e l’ammirazione unanime di amici e nemici. Celebrato in seguito da un poema epico a lui dedicato che ne ha fatto un mito fondante della storia spagnola. Merito del coraggio indomito e dell’acume tattico che gli valsero il titolo onorifico di Cid Campeador. Soprannome che è significativamente formato da due parole, una proveniente dall’arabo (Cid per mio signore) e una dalla contrazione in lingua volgare del latino Campi Doctor (inteso come maestro del campo di battaglia e quindi campione).

La biografia del Cid personaggio storico è già di per sé il soggetto ideale per una serie appassionante e ricca di colpi di scena, duelli, intrighi, battaglie, amori, avventure, passioni. Talmente piena di eventi che le cinque puntate della prima stagione di El Cid non possono che essere forzatamente introduttive per un progetto che ha le potenzialità di durare su più stagioni. Seguiamo, quindi, il giovane Ruy (come viene chiamato Rodrigo) durante la sua formazione alla corte di re Fernando I di Leon e Castiglia in un periodo segnato da lotte continue non solo tra cristiani e arabi, ma anche e soprattutto tra i diversi regni in cui la penisola iberica era divisa. Signorie tanto interessate a farsi la guerra per stabilire il primato che ogni legame di sangue era privo di qualunque valore.

Conseguenza di questa situazione storica è che El Cid diventa una serie dove a farla da padrone sono gli intrighi di corte. Un tutti contro tutti che non può che essere appassionante dal momento che alleanze e piani cambiano da un episodio all’altro seguendo il rapido evolversi di eventi imprevedibili. Una struttura che ricorda molto quella di un Game of Thrones senza però draghi o signori del ghiaccio e del fuoco. Una serie che sembra ricalcare la parte politica del successo targato HBO imitandone anche le dinamiche familiari. Fratelli in lotta per essere gli unici a comandare su più regni (ma qui i regni sono cinque invece che sette). Popoli stranieri a fare da ago della bilancia (ma i Saraceni sono molto più intelligenti e calcolatori dei Dothraki). Persino un incesto soltanto suggerito, ma mai effettivamente compiuto (perché la tensione tra Urraca ed Alfonso non si spinge fino al finale). 

Con una sola sostanziale, ma fondamentale differenza. Game of Thrones è figlio della fantasia di George R.R. Martin prima e di David Benioff e D.B. Weiss poi. A scrivere El Cid è prima di tutto la storia con la S maiuscola.

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El Cid: la recensione della prima stagione
El Cid: recensione della prima stagione – Credits: Amazon Prime Video

Il pericolo soap opera

Sottolineare quanto la sceneggiatura di El Cid si rifaccia ai veri eventi storici non significa ovviamente che quel che si vede sullo schermo va preso per verità assoluta. Inevitabile, infatti, che ci sia la necessità di romanzare il tutto attraverso la scrittura dei personaggi e dei loro rapporti più intimi. Punto questo da trattare con particolare attenzione perché il rischio grosso è sempre quello di scadere in nefasti toni da soap opera. Specie se si consideri che la serie è una produzione spagnola il che è ultimamente garanzia di successo di pubblico, ma anche spesso di eccessi romantici fuori luogo. Si pensi ad Elite, ma anche al fenomeno La Casa de Papel e alle due stagioni di Vis – a – vis.

El Cid rischia di cadere in questo pernicioso difetto soprattutto nella caratterizzazione piuttosto approssimata dei personaggi. Poco tempo si spende a dar loro il giusto spessore ottenendo così figure quasi monodimensionali. Ruy è l’eroe focoso pronto a battersi per i suoi amici e incrollabile difensore dei valori della cavalleria. Orgoglioso e superbo, ma anche giusto e senza macchia è Sancho, figlio prediletto del re e protettore di Ruy. Quasi il contrario del fratello minore Alfonso, destinato a incarnare il ruolo del numero due che si tormenta di non poter essere il numero uno. Infido e sprezzante è il conte Flain, in ossequio alle regole del villain da soap opera, mentre iracondo perché invidioso è il figlio Orduño. Ancora più sbrigativa è la scrittura dei personaggi femminili incasellati in tipi prestabiliti. La donna angelo per Jimena, la svampita buona per Ermesinda, l’ingenua ricca per Elvira, la sexy ammaliatrice per Amina.

Riesce a staccarsi da questo canovaccio in El Cid solo la coppia regnante Fernando – Sancha e la figlia ribelle Urraca. Il rapporto tra i due coniugi è uno strano, ma riuscito mix tra idee politiche e motivi del cuore. Le prime tendono a portarli su lati opposti del campo di battaglia, ma i secondi finiscono per ostacolare ciò che la ragione imporrebbe loro di fare. Carattere similmente contraddittorio è quello di Urraca che anela ad una indipendenza e un potere che non può avere, ma che non per questo rinuncia a cercare. La passionalità incontrollata del suo agire la porta spesso a sbagliare per avventatezza finendo per essere sconfitta più per colpe proprie che meriti altrui.

El Cid ha una matrice ispanica che rischia di far deragliare la serie nel territorio soap opera, ma riesce a non farla emergere evitando che il rischio divenga realtà.

El Cid recensione
El Cid: recensione della prima stagione – Credits: Amazon Prime Video

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Una buona introduzione

La durata complessiva limitata a poco più di cinque ore è un forte indizio a favore della tesi che questa prima stagione di El Cid sia quasi un unico lungo episodio pilota. Una prova generale per vedere se il pubblico apprezza l’idea e se il budget investito è sufficiente a garantire una degna messa in scena. Obiettivo pienamente raggiunto. Pur con qualche evidente difetto legato alla recitazione a volte troppo legnosa e a volte troppo enfatica, la serie si merita una promozione convinta. Merito di una sceneggiatura che privilegia l’azione alla riflessione.

Consapevoli dei punti di forza della storia che intendono raccontare, gli autori, infatti, perdono molto poco tempo in discorsi sui massimi sistemi preferendo, invece, mostrare subito le conseguenze degli intrighi. I diversi piani vengono elaborati rapidamente ed ad ogni azione veloce segue la reazione.

El Cid diventa allora un vorticoso susseguirsi di allenamenti, tornei, duelli, battaglie. Il tutto esaltato da una regia senza svolazzi che sa però restituire la vitalità irruenta dei combattimenti e la spettacolarità cruenta delle scene di guerra. Merito anche di una fotografia dove i colori caldi trasformano l’intera serie in un unico terreno di scontro quasi fisico.

Ben realizzati anche i costumi e le scenografie che evitano il senso di posticcio senza sconfinare in un lusso storicamente inadatto.

Sebbene non ci siano ancora news in merito, facile immaginare che Amazon rinnoverà la serie per una seconda stagione. D’altra parte, la scena che chiude il season – finale è già una eloquente prova che un seguito è nella mente di autori e produttori. Come si diceva all’inizio, di materiale a disposizione ce n’è, infatti, tantissimo. Ma gli autori dovranno essere bravi ad ampliare il loro orizzonte donando un maggiore spessore proprio a Ruy. Il Cid storico fu, infatti, molto più ambiguo e pluridimensionale di quello visto finora. Se scritto con cura, potrebbe però diventare un personaggio indimenticabile anche nel mondo seriale. Sempre che Jaime Lorente sia in grado di interpretarlo come merita.

Con El Cid la Spagna e Amazon Prime chiudono l’anno con una entusiasmante promessa mostrando che, anche senza i draghi di Game of Thrones o i languori da soap opera, è possibile godere di una storia fatta donne, cavallier, arme, amori, cortesie, audaci imprese.

El Cid: la recensione
3.5

Giudizio complessivo

Un Game of Thrones senza draghi ma con personaggi ed eventi ispirati ad eventi storici reali e un protagonista che fu leggenda già in vita

Winny Enodrac

Vorrei vedere voi a viaggiare ogni giorno per almeno tre ore al giorno o a restare da soli causa impegni di lavoro ! Che altro puoi fare se non diventare un fan delle serie tv ? E chest' è !

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