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Eddie The Eagle – il coraggio della follia: la recensione del film con Taron Egerton e Hugh Jackman

eddie the eagle

Titolo: Eddie The Eagle (Eddie The Eagle – Il coraggio della follia)
Genere: biografico
Anno: 2016
Durata: 106 min
Regia: Dexter Fletcher
Sceneggiatura: Sean Macaulay, Simon Kelton
Cast principale: Taron Egerton, Hugh Jackman, Keith Allen, Jo Hartley, Christopher Walken

Eddie Edwards è stato il primo atleta britannico a qualificarsi alle Olimpiadi invernali nel salto con gli sci. La sua storia è talmente peculiare che nel 2015 la 20th Century Fox ha deciso di produrre un film ispirato alla sua vita, film che ha debuttato al Sundance Film Festival a gennaio 2016. Taron Egerton è stato scelto per vestire i panni di Eddie, mentre il suo coach, il personaggio fittizio Bronson Peary, è interpretato da Hugh Jackman.

EddieEagle770Sin da piccolo Eddie ha un sogno: partecipare alle Olimpiadi. La sua determinazione nel raggiungerlo riesce a compensare le mancanze che gli impediscono di essere preso sul serio. Nella squadra di sci della sua città nessuno è disposto a dargli una chance. Eddie è troppo lento, troppo alto, troppo grasso, porta degli occhiali dalle lenti spessissime, in poche parole è il classico perdente. Persino suo padre (Keith Allen) è sconvolto dalla tenacia con cui il figlio persegue il suo obiettivo, nonostante quella testardaggine lo faccia sembrare un pagliaccio, o peggio un pazzo. L’unica persona a sostenerlo davvero è la madre (Jo Hartley) ma, si sa, la mamma è sempre la mamma.

Ad ogni modo, nei primi momenti del film sembra che Eddie non abbia nessuna chance di avvicinarsi alle Olimpiadi, ma ad un certo punto uno spiraglio di luce colpisce le spesse lenti dei suoi occhiali: il salto con gli sci. Uno sport non praticato nel Regno Unito (non ci sono montagne dove allenarsi) e dunque l’unica disciplina sportiva a non essere rappresentata da nessuna squadra ai giochi internazionali. Nella mente di Eddie quella è la sua più grande opportunità: non ha bisogno di far parte di un team, lui è l’unico candidato e dunque è automaticamente qualificato. Eddie prende armi e bagagli e va ad allenarsi in Finlandia. Dalla mattina alla sera prova e riprova salti di 15, 70 metri, rischiando l’osso del collo ogni volta. Non ci sono dubbi, il ragazzo è completamente fuori di testa.

eddie the eagle2Mentre si allena incontra Bronson Peary, un ex campione di salto con gli sci che ha abbandonato la sua brillante carriera per via dei problemi con l’alcol. Bronson servirà ad Eddie solo come controparte, quella che dubita di lui, che lo crede folle, che lo forza a dare di più, per provare che sono gli altri ad avere torto e non lui. Infatti Eddie non ha bisogno di nessuno, sarà con le sue sole forze che farà del suo nome una piccola leggenda, dimostrando a tutti gli altri come si diventa grandi. È Bronson ad avere bisogno di Eddie e rivede se stesso in quel ragazzo che riesce a saltare perché ha coraggio più che talento, nonché la forza di un instancabile sognatore, ben diversa dalla rassegnazione di un alcolizzato deluso di sé.

Il film non è altro che la storia di un sogno che si realizza, niente di più semplice, ma adesso più che mai abbiamo bisogno di vedere storie del genere. I sogni sono favole disneyane forse, ma in molti sono riusciti a trasformarli in realtà e a volte la vita vera è meglio di un film.
Taron Egerton fa un lavoro eccellente, trasformandosi in un credibilissimo Eddie Edwards, impacciato, privo di sex appeal, infinitamente tenero ma altrettanto forte. Dopo il successo di Kingsman – Secret Service ci si poteva aspettare di vederlo in un altro film mainstream. Invece lo troviamo in una piccola produzione (in cui è coinvolto anche Matthew Vaughn, regista di Kingsman), imbruttito, ad indossare una montatura di occhiali in stile eighties. Tutti punti a suo favore. Hugh Jackman è perfetto nel ruolo del semi-alcolizzato Bronson, infatti non sorprenderebbe sapere che il ruolo sia stato scritto appositamente per lui. La ciliegina sulla torta del casting è Christopher Walken, che appare sullo schermo per circa dieci minuti, ma lasciano il segno. Dexter Fletcher (il regista) però ha ben altri meriti oltre alla perfetta direzione dei suoi attori. Riesce infatti a compiere una delle imprese più difficili nell’ambito cinematografico: trasmettere l’emozione che un uomo prova in un preciso momento della sua vita, che la cambierà per sempre.

eddie the eagle1Noi spettatori d’esperienza sappiamo già che il film è un viaggio in salita, ma dimentichiamo che alla fine ci sarà una spettacolare discesa. La storia di Eddie è un continuo crescendo, una preparazione (atletica e non) che ci conduce al momento clou, al finale col botto. Quando Eddie è pronto a saltare, lassù sulla pista, a 70 metri di altezza, la camera ci mostra quello che vede: la neve, la ripida discesa, le montagne altissime stagliate contro l’orizzonte. Quando Eddie si spinge giù, pronto al salto, noi siamo il vento sulla sua faccia, gli sci sotto i suoi piedi. Ogni attimo è intriso di emozioni, le stesse che si aggrovigliano nello stomaco di Eddie che sta per diventare The Eagle, un uomo che rifiutando di arrendersi ha fatto un piccolo miracolo.

Riuscire a rendere un singolo attimo unico ed irripetibile, emozionante quasi fino alle lacrime, non è affatto semplice al cinema. È diventato così difficile rappresentare una delle cose più semplici, ma anche una delle più importanti: la vittoria. Il trionfo che è pura gioia e orgoglio, il sollievo e la certezza di avercela fatta. Il tutto accompagnato da una più che appropriata colonna sonora dalle caratteristiche sonorità anni ’80 ed alcuni classici di quel periodo, come l’immancabile Jump dei Van Halen.

Eddie The Eagle è un film biografico commovente ma anche divertente. Le battute tra Eddie e Bronson sono davvero esilaranti, il che rende tutto più leggero, mai troppo sdolcinato o troppo lacrimevole, ma nemmeno superficiale. Le musiche, i dialoghi, alcune scene perfette rendono il film un piacere per gli occhi e per il cuore, perché è sempre bello vedere il perdente vincere e diventare un eroe, quando nessun’altro lo meriterebbe di più. Perché alle volte queste cose accadono davvero e fanno la storia, ed è giusto non dimenticarle.

Eddie The Eagle - Il coraggio della follia
  • Regia e Fotografia
  • Sceneggiatura
  • Recitazione
  • Coinvolgimento emotivo
4

In Sintesi

La storia dell’impossibile che diventa possibile

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