fbpx
Recensioni Serie TvSerie TvSerie Tv Inglesi

Downton Abbey: Recensione dell’episodio 4.09 – Christmas Special

“Are you excited?
I am never excited”

Chi è rimasto deluso e chi entusiasta da questo finalone di maniera alla corte di sua maestà?
Ormai il downtoniano doc, se giunto fino a qui, deve essere rassegnato all’ovvio: meglio non aspettarsi più nulla da questo show, se non una piacevole ora di elegante cinematografia senza infamia e senza lode. Benvenuti al Christmas Special 2013. DOWNTON ABBEY CHRISTMAS SPECIAL CARSON VALET

Il grandioso debutto in società di Lady Rose è il punto focale dell’episodio, e funge da pretesto per un cambio di scenografie, l’introduzione di volti nuovi e di vecchie, inesplorate (downtonianamente parlando) tradizioni. Una volta aerate bene le stanze e tirati fuori gli abiti della festa, eccoci invitati a Crawley House, la residenza londinese dei Grantham, per assistere a una tipica ricorrenza aristo-british di cui nulla abbiamo visto ma di cui tutto abbiamo sentito dire: la season di inizio estate. Cosa c’è di meglio per conquistare la sensibilità dell’aristocratico wannabe?

Un piccolo scandalo coinvolge il principe di Galles, noto playboy, e la sua amante Freda Dudley Ward (personaggio realmente esistito), nuova amica di Rose: una lettera d’amore è stata rubata! Robert si sente personalmente toccato dalla vicenda e insieme ai familiari tesse un intrigo degno di James Bond, per recuperare la pietra dello scandalo e mettere a tacere il gossip oltreoceano sulla licenziosità dei reali inglesi.
Downstairs regna tutt’altro dilemma: quale meta per la giornata di svago che la contessa di Grantham vuole regalare alla servitù? Nonostante le infelici proposte del serioso Carson, alla fine la spunta la praticità di Mrs Hughes e vince la gita al mare. Sul versante criminoso invece, un biglietto del treno confermerebbe la presenza di Bates a Londra proprio il giorno della morte del perfido valletto Green. Cosa fare con questa prova schiacciante del suo coinvolgimento? La crisi di coscienza della puntuale Lady Mary è dietro l’angolo, ma dopo il leale aiuto di Bates nel piano recupero-lettera-incriminata, decide di soprassedere. DOWNTON ABBEY CHRISTMAS SPECIAL harold

A insaporire il tutto con del sarcasmo pungente e delle piume colorate, ecco la spavalderia americana dei Levinson e della loro servitù, il cui anticonformismo è ancora una volta messo in contrasto con lo snobismo inglese. La discesa dei newyorchesi è un carismatico diversivo che regala addirittura un interludio romantico; peccato però che non aggiunga o completi nulla all’interno della narrazione dell’intera stagione. Ci fa assaporare due fantastici personaggi (e attori), l’Harold di Paul Giamatti e Grandmama MacLaine, in un siparietto delizioso ma ahimè monoepisodico. L’introduzione delle sfortunate vicende di Harold negli episodi passati sembrava preludere a una trama ben più sfaccettata per il Christmas Special, ma invece ci siamo dovuti rassegnare a un’entrata e uscita di scena rapide e indolore. Questo suggerisce una riflessione spiazzante, cioè che l’autore è sempre pronto a confezionare un’espediente godibile, ma è incapace di poggiarlo su delle vere intenzioni. In altre parole: ormai le storie delle guest star sono molto più interessanti di quelle del cast fisso. DOWNTON ABBEY CHRISTMAS SPECIAL edith
Il breve romance tra Harold e la Honorable Madeleine è infatti una sottotrama dieci volte più intrigante della vita amorosa di Lady Mary, ma difficilmente ne vedremo il proseguimento. Il tedioso corteggiamento della vedova di Matthew Crawley, invece, ce lo dovremo portare dietro per un’altra stagione (cosa perdonabile solo se alla fine dei giochi la spuntasse lo sfavorito Napier!)

Il traumatico avanzamento dell’era moderna è un tema caro a sir Julian ma, se a Downton Abbey – la tenuta – sembra essere un ottimo argomento di conversazione, a Downton Abbey – il telefilm – è una pratica evitata il più possibile. Da un lato Fellowes sembra parlarci di un mondo che cambia non solo attorno ai nostri personaggi, ma dentro di essi. Dall’altro, questa trasformazione si autocensura con la conclusione dei loro drammi. Scoprire che Charles Blake, il borghese puntello di Lady Mary, erediterà suo malgrado il titolo di barone, ha qualcosa di fastidioso e agghiacciante allo stesso tempo. Oltre a essere l’ennesimo autoplagio di questa stagione (r.i.p. Matthew Crawley, oh indegno avvocato di campagna!) ripropone l’assioma che il sangue blu è requisito fondamentale per incontrare il favore della nostra eroina, nonostante ora sia una donna economicamente e spiritualmente indipendente.
Meno da biasimare, ma non troppo, è la parabola di Edith e della sua bimba illegittima. In un impeto di orgoglio personale misto a rimpianto, la contessina va a recuperarla in Svizzera per affidarla alla famiglia di un contadino della tenuta. Un’audacia a metà, che probabilmente ha solo il pregio di trascinare l’interesse di questa segreta convivenza verso la prossima stagione.DOWNTON ABBEY CHRISTMAS SPECIAL VIOLET MARTHA

La teoria di Fellowes è forse quella di non voler realmente cambiare le carte in tavola, ma solo di spiazzarle brevemente. C’è qualcosa di compiaciuto nella fredda alterigia inglese che si scontra con i modi franchi e talvolta irrispettosi del valletto americano di Harold. Trionfa l’umorismo, ma un’umorismo pur sempre british, che apre una porta al diverso, purché alla fine torni da dove è venuto, oppure si conformi allo status quo dell’universo narrativo aristocratico di sir Julian. Fedeltà alla corona o morte! Il motto che in fin dei conti salva Bates dalla forca e lo riporta nelle grazie di Lady Mary (ma non in quelle di Mrs Hughes, badate bene, dalle quali non era mai uscito! Perché se c’è un vero gioiello in questa serie capace di esaltare complessità umana e epoca storica – e di questo a Fellowes bisogna darne atto – è proprio l’impareggiabile Mrs Hughes).

L’unica sorprendente, e meravigliosamente interpretata, evoluzione è quella di lady Violet. Per quanto la Dowager si sforzi di resistere all’era moderna, al cambiamento dei costumi e alla piega degenerante degli eventi, è l’unica che viene scossa dall’incertezza verso un mondo che sta cambiando sul serio. I suoi tentativi di impedire al genero plebeo di mischiarsi nuovamente con la plebe (vedi Branson e maestrina) o consolare la nipote per la separazione dalla figlia illegittima con una bella tazza di thé, sono accolti con irritazione, non più con ossequi. La sorpresa della vecchia contessa alla resistenza di Branson e Edith ai “vecchi modi di fare le cose” fa affiorare la fragilità di una donna anziana (centenaria per quel che ne sappiamo!) di fronte a un futuro in cui non potrà più riconoscersi. La stoccata finale della sua nemesi Martha Levinson, sebbene ripetitiva nei modi, questa volta ha l’efficacia desiderata: il panico.DOWNTON ABBEY CHRISTMAS SPECIAL MARY BLAKE

In conclusione: un Christmas Special bello, come bello può essere un vestito d’alta moda, scintillante come può essere un servizio di cristallo, e movimentato come un party di carnevale nei salotti veneziani, ma tutto sommato vuoto e vittima dei ben noti difetti della serie, mascherati dalle novità scenografiche: una storia sempre uguale a sé stessa, sia nei colpi di scena, che nelle vicende dei suoi personaggi.
Non mancano le idee felici, come il romanticismo della terza età, umoristico e inaspettato, o la bella regia e l’aria estiva che in questo momento dell’anno bramiamo un po’ a tutti. Eppure sembra che sia la noia a muoverne le fila, un po’ come accade nel caso di Thomas, tornato al vecchio meschino sé stesso, esasperato da un cambiamento che non arriva mai.DOWNTON ABBEY CHRISTMAS SPECIAL DAISY

Ha ragione Ivy a invidiare Alfred che “almeno è riuscito a fuggire da questa vita ordinaria”, perché – non so voi – ma a me si è spezzato un po’ il cuore quando Daisy ha rifiutato l’offerta di partire per l’America. Nuove sfide, nuove orizzonti, piccola cara ottusa Daisy, avresti magari potuto portarci via con te…

4.09 Christmas Special

sciantosa

Valutazione globale

User Rating: Be the first one !

Puci

La linea comica non le appartiene. Scrive di trash e di serie in costume. Se poi sono trashate in costume, ancora meglio. Ogni tanto twitta @Lucia_Rino

Articoli correlati

Back to top button