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Downton Abbey

Downton Abbey: Recensione dell’episodio 4.08 – Episode Eight

Downton Abbey è sempre stata una serie in cui la figura femminile aveva un ruolo importante, ma in questa stagione, come più volte sottolineato nelle nostre precedenti recensioni sui singoli episodi, la donna è stato il centro, il faro e il mattatore di tutta la storia, in ogni sua declinazione, partendo dal downstairs, con amori, gelosie e atti violenti, arrivando ai piani nobili dove abbiamo visto dolore, fierezza, eventi più o meno inaspettati, ma soprattutto cambiamenti ed evoluzioni dei personaggi che hanno staccato l’immobile componente maschile, abbandonandola sullo sfondo dell’affresco.

Non so quanto voluto fosse o quanto sia figlio di una riscrittura dovuta all’abbandono di Dan Stevens, figura che era decisamente centrale nel racconto, ma quest’anno abbiamo visto anche gli altri uomini defilarsi in ruoli che al massimo riempivano storie di contorno o, in altre situazioni, erano solo il riflesso delle vicende femminili, esistevano per contrasto ed erano definiti dal modo in cui si rapportavano con la protagonista femminile di turno. Forse nella prossima stagione torneranno a ricoprire ruoli più autonomi e vivere di luce propria ma per il momento è andata diversamente.

DowntonAbbey-4x08iQuello che ora è stato il motore, la spinta propulsiva maggiore della stagione è sicuramente Lady Mary. L’abbiamo ritrovata nel primo episodio sprofondata nel dolore per la perdita, nella sensazione di inadeguatezza verso un ruolo e nel non riconoscersi più addirittura alcun ruolo, ancora legata alla società del prima, nella quale la donna vedova ormai era solamente un orpello di casa, da compatire e proteggere e, attraverso tutte le vicissitudini della stagione, l’abbiamo vista riappropriarsi di se stessa innanzitutto e, in secondo luogo, rappresentare meglio e più di quanto era avvenuto finora in ogni altra situazione, il vero mutamento, nella costanza della tradizione, ma esprimendo con tutta se stessa la modernità, non quella effimera di Rose, non quella “scandalosa” di Edith, ma quella del mondo nuovo ma consapevole della propria storia, che si erge orgoglioso, attraverso le sfide, pronta a nuove sfide.

In questo episodio conclusivo della stagione, non considerando per ora lo speciale natalizio, la figura è incredibilmente chiara e limpida; è Mary che gestisce tutto, è la camera di Mary che diventa salotto in cui tutte le protagoniste passano per avere un consiglio, esprimere uno sfogo o ricevere una ramanzina. Lady Mary prende in mano la situazione della cugina Rose, così come aveva preso in mano la tenuta, così come si era sporcata le mani con i maiali. Lady Mary nella sua nuova centralità diventa il sole cui ruotano attorno tutti i pianeti, compresi i due corteggiatori che lei gestisce con classe e disinvoltura. DowntonAbbey-4x08fMentre la madre ormai è più una pacioccosa figura di contorno, a volte anche poco ricettiva delle verità che capitano a pochi passi dal suo naso, lei è ormai la vera Contessa di Grantham con il suo portamento ed atteggiarsi nobile ma con le idee e la capacità di mettersi in gioco in prima persona che ha ereditato in parte dallo scomparso marito ma che ha sublimato di una nuova grazia. Michelle Dockery è perfetta in questo ruolo, ha una recitazione naturale e fluida, riempie la scena e l’inquadratura con la sua grazia e il suo carisma. Ormai, anche qualora gli uomini riacquisissero centralità, non potrà più essere una Mary definita da una relazione, ma sarà la nuova relazione a completarne una figura già decisamente sfaccettata.

Le altre donne, la cui storia ha un evoluzione importante in questa puntata, sono Anna, Edith e Rose. La prima arriva finalmente ad una svolta nella sua storia di sofferenza; ad Anna era stata dedicata la parte centrale della stagione, in seguito all’abominevole atto di violenza subito, e, da allora, l’avevamo vista soffrire e cercare di ricostruire la sua vita, portandosi appresso questo enorme macigno. Le sempre più frequenti visite di Lord Ghilligam e, chiaramente, del suo valletto a Downton la facevano sprofondare ogni volta sempre più nel suo personale inferno, tanto da portarla ad esporsi con Lady Mary per avere quell’aiuto che l’avrebbe fatta uscire da questa pericolosa spirale di dover gestire la presenza del suo violentatore ed il terrore di vedere suo marito fare qualcosa di avventato. DowntonAbbey-4x08bLa sofferenza portata in scena da Joanne Froggatt è stata autentica e molto potente in un personaggio che per tre stagioni e mezza era stato positivo e solare ed il suo dolore, proprio per quello, riusciva a propagarsi verso lo spettatore in modo intenso. Ma l’aiuto richiesto a Mary arriva probabilmente troppo tardi. Mr. Green muore e noi siamo più che sicuri che ci sia lo zampino di Mr. Bates dietro. Ora dobbiamo solo aspettare per vedere quando (eviterei proprio di mettere il se) le conseguenze arriveranno.

Edith è un altro personaggio definito finora di riflesso, rispetto alle situazioni o alle persone cui veniva a trovarsi a che fare. Con la storyline del figlio e della scomparsa del futuro marito, invece, acquista anche lei una dimensione, seppur costruita nella sofferenza personale, in cui lei stessa è agente delle sue scelte e decisioni e per questo attiva nel racconto. Ma Edith ha ancora parecchia strada da fare; lo vediamo infatti quando nelle sue decisioni continua ancora ad affidarsi agli altri, alla zia o alla nonna. Dopo aver deciso di tenere il figlio, ora si è nuovamente rintanata in un ruolo passivo, da pecora guidata da diversi pastori. La scusa della Svizzera sarà un modo per mettere in panchina un personaggio che continua a fare un passo avanti e due indietro? Non credo, come non credo che la storia del futuro marito disperso sia finita qui. Troppo ghiotta per lasciarla senza un degno sviluppo.

DowntonAbbey-4x08gRose è il simbolo dei ruggenti anni venti: è giovane, non ha il passato o la memoria della situazione rigida pre guerra. Funge da contrasto e luce pura per il rinnovamento, anche se a volte troppo impetuoso e troppo sconsiderato, ma credo che Fellowes la abbia voluta inserire appositamente esagerata per creare un negativo puro di gioventù ribelle e mancanza di conoscenza delle definizioni sociali, anche se il tutto a volte pare eccessivo, probabilmente perché Lily James non aiuta con una recitazione non sempre in punta di piedi, se vogliamo essere gentili. Il tentativo di creare uno scandalo o la sua giovane infatuazione, se preferite, non arrivano a compiersi e per quanto sia stato apprezzabile inserire la tematica delle differenze etnico-razziali nel racconto, forse è stata un po’ forzata.

Intorno a questi temi principali poi ci sono tutta una serie di siparietti, amori sul punto di sbocciare e un potente deus ex machina che governa e indirizza il flusso degli eventi con grande classe e ironia: ovviamente mi riferisco a Lady Violet, la spumeggiante Maggie Smith, DowntonAbbey-4x08nche non si limita, come sempre, a rendere ogni episodio il giusto punto di spassoso, con le sue battute che personalmente mi strappano sempre gran risate, ma funge anche da snodo di molte situazioni; è la persona distaccata ma saggia che muove tutti i fili nel modo giusto e, grazie alla sublime recitazione della Smith, riesce ad inserire nel distacco, con la sola fisicità, quella nota di melanconia e struggente passione che la rendono umana e partecipe. Oltretutto in questo episodio viene ampliato il suo raggio d’azione, troppo limitato ai pur ottimi siparietti con Penelope Wilton, e la sua interazione con tutti i componenti della storia alza il livello del racconto.

Per quanto riguarda invece gli amori che nascono troviamo la stessa Isobel che probabilmente avrà un anziano vedovo come corteggiatore, Tom che è tutto sguardi con la maestrina del villaggio e la pudica attrazione tra Molesley e la Baxter. Sono tutte storie chiaramente di contorno, ma con sfaccettature, quale più e quale meno, potenzialmente interessanti o quantomeno che cercano di creare una collocazione ad alcuni personaggi: DowntonAbbey-4x08mTom principalmente deve rientrare in gioco nei due ruoli che gli erano stati, per un motivo o per l’altro, tolti, ossia quello dell’amante e quello del politico. Il matrimonio con Sybil lo aveva allontanato dalla politica, la sua morte dalla vita amorosa, nonostante la pessima parentesi narrativa con Edna e ora, con l’inserimento della maestra tanto socialista si punta a recuperare entrambe le situazioni. Allen Leech sa essere intenso quando vuole, nelle scene in cui parla o accenna a Sybil traspare e trasmette tutta una gamma di dolori diversi che non lasciano indifferenti lo spettatore, quindi, se riescono, usarlo di più è buona cosa.

Per quanto riguarda Isobel, anche qui si cerca di dare una caratterizzazione in più al personaggio, che non sia solo la spalla comica di Maggie Smith, ma abbia vita propria. Potrebbe essere interessante, sempre che la lascino nell’orbita di Lady Violet. I loro siparietti sono impagabili. Baxter e Molesley invece sono il nuovo affaire downstairs, visto che (fortunatamente) dovremmo aver chiuso lo stucchevole triangolo Alfred-Ivy-Daisy, che aveva annoiato ormai. Non c’è downstairs senza intrighi e tensioni amorose a quanto pare nella testa di Fellowes.

Concludendo questa analisi,  questo episodio è stato il culmine e la rappresentazione di questa stagione che è stata dedicata alla rinascita e al suo percorso, completato da alcuni e solo avviato da altri. Una stagione che non ha messo sul piatto enormi avvenimenti come le passate, ma che è stata quasi di transito e che è servita a riposizionare i pezzi sulla scacchiera, in modo nuovo. Lo ha fatto senza fretta e prendendosi il tempo di giustificare le proprie scelte, quindi apprezzabile.

Grazie a tutti voi che ci avete seguito in queste recensioni e ci rivediamo a Donwton con lo speciale di Natale

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