Downton Abbey

Downton Abbey: Recensione dell’episodio 4.01 – Episode One

Questa premiere mi ha riportato alla mente l’episodio pilota di Downton Abbey, andato in onda ormai quattro anni fa. All’epoca il plot della serie si snodava intorno a un punto in particolare: trovare un partito a Mary che gli permettesse di godere dei benefici della sua eredità e quindi di Downton Abbey. Dopo quattro anni, una guerra mondiale in mezzo, per le donne la situazione non è cambiata poi molto e il nucleo centrale di questa premiere ruota proprio intorno a questo problema. Dopo la morte del buon Matthew, morto talmente dowton abbey_401-binaspettatamente e in giovane età da non lasciare testamento alla moglie, la maggior parte dell’eredità è nelle mani di George, figlio di Matthew e Mary. Se ci soffermiamo un attimo su questo, è chiaro quanto sia profondamente ingiusto e anche un po’ ironico che Mary sia sempre estromessa da faccende che invece la riguardano molto da vicino, non solo perché tutrice del figlio ma soprattutto perché quell’eredità è prima sua che del marito morto. Il conte di Grantham con la scusa di non voler disturbare Mary dal grande dolore che l’ha colpita, ma in realtà, nel profondo, convinto che certi affari siano solo appannaggio degli uomini, tenta in tutti i modi di gestire lui l’eredità con l’idea di mantenere la gestione della tenuta  secondo metodi tradizionali ormai superati ai quali Matthew si era opposto strenuamente insieme a Branson.

dowton abbey_401Se questo è il tema centrale dell’episodio e presumo sarà uno snodo centrale anche di episodi a venire, l’atmosfera che pervade l’intera premiere è molto cupa; anche solo gli abiti di Mary e l’atteggiamento freddo e distaccato soprattutto alla vista del figlio che ritiene di non poter accudire perché, come spiega a sua nonna, forse, la tenerezza che l’ha caratterizzata durante la gravidanza era solo un riflesso del sentimento di Matthew, rendono pienamente il tenore dell’episodio. Nonostante l’atmosfera però, bisogna fare un plauso a Julian Fellowes per aver saputo dosare gli effetti di questo evento tragico, anche usando l’espediente del salto temporale, mantenendo così un giusto distacco senza drammatizzare troppo la storia ma mostrandoci gli effetti del lutto che ha colpito i Crawley, stringendo il fuoco d’attenzione su i due personaggi più vicini a Matthew: la madre Isobel e sua moglie Mary.

dowton abbey_401-dSe gli altri tentano di andare avanti e cercano dopo sei mesi di superare il lutto, per Isobel non è così. Penelope Wilton, interpreta magistralmente questo dolore composto, le sue scene insieme con quella in cui Mary si abbandona in un pianto disperato nelle braccia di Carson sono le più commoventi dell’episodio.

E parlando di recitazione qui mi sento in obbligo di fare una considerazione. Downton Abbey viene generalmente criticato, soprattutto dalla critica inglese – gli americani sono tutto sommato entusiasti della serie- perché tende, soprattutto dalla scorsa stagione, verso il genere della soap opera: morti, nascite, matrimoni, persone morte che resuscitano, scandali sessuali, insomma in quattro anni non ci hanno fatto mancare quasi nulla e anche quest’anno sarà così; già in questa premiere vediamo introdotte storyline che si snoderanno sullo sfondo di quelle principali: l’amico di Carson che dona nuova linfa a Isobel o il triangolo, anche un po’ fastidioso tra la servitù teenager. Nonostante ciò, però, constatiamo proprio che la recitazione è sempre compassata ed elegante e la cura dei dettagli è elevata: avete notato le riprese con le telecamere a mano, che donano movimento e realismo alla scena? Rendono questa serie sempre godibile e interessante, indubbiamente siamo lontani dai fasti della prima stagione, dove la sceneggiatura era stata scritta per sviluppare la storia in una miniserie di pochi episodi. dowton abbey_401-c

L’unico cruccio che ho è il trattamento sempre marginale e un po’ bidimensionale riservato a Thomas. Dopo aver superato, in questi tre anni, molte esperienze negative che gli hanno dato un certo spessore e hanno tratteggiato il personaggio donandogli chiari e scuri, ora relegarlo ancora una volta al ruolo di “serpe in seno” sempre pronto a tramare contro qualcuno è molto riduttivo ed è proprio in queste scelte narrative che a mio avviso si nota la componente soapoperistica di cui parlavamo prima.

Tutto sommato la Premiere ha mantenuto le aspettative che avevo, sapevo che la gestione della morte di uno dei personaggi centrali sarebbe stata tutt’altro che facile e la scelta di Fellowes di descrivere il risveglio del lutto di Mary mantenendo la narrazione quasi sottotono l’ho trovato nel complesso azzeccato e anche piacevole.

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