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Downton Abbey: Recensione dell’episodio 3.09 – Christmas Special 2012

Scriveva Vrocheck “questa è la storia di come sia pericolosa la speranza” “Quella falsa?” “Qualsiasi”

Ci ritroviamo ancora qui, per il nuovo speciale di Natale di Downton Abbey e come tradizione di questo episodio, Julian Fellowes usa quest’ora di narrazione per tirare le fila di tutto quanto successo, concludere l’evoluzione dei suoi personaggi e aprire nuovi scenari per la stagione a venire. Ci eravamo lasciati con un episodio finale della terza stagione che aveva regalato molti happy endings con diverse situazioni che si risolvevano, pace, amore e fratellanza che ripiombavano su Downton Abbey come una manto di neve che rende tutto più bello e ovattato ed ora la scena si sposta di un anno in avanti. Immaginiamo quest’anno come di felicità prolungata quindi per molti dei nostri personaggi, mentre per alcuni sembra non essere passato affatto, come nella storyline di Lady Edith che pare aver interrotto un discorso a metà con il suo editore/corteggiatore da cinque minuti e non da un anno. L’accanimento di Fellowes su questo personaggio mi sembra a volte eccessivo, non sarà una bellezza splendente come le sorelle, ma continua a raccattare casi umani e ogni volta che sembra tutto risolversi, per qualche motivo poco comprensibile (testardaggine?) ci si ributta mani e piedi. Ho trovato questa parte abbastanza improbabile: se non vuole divorziare dalla moglie malata e intende proporre a Edith il ruolo di “mistress”, andare fino in Scozia per conoscere la famiglia non mi sembra la migliore delle pensate, né, tanto meno, quando tutti lo convincono a levarsi di torno, che Edith cambi idea improvvisamente e per ripicca..

Tolta questa storyline iniziamo a vedere la doppia ambientazione in cui questo Speciale è diviso. Da una parte la Famiglia, con l’esclusione un po’ random di Branson, si trasferisce in Scozia per una breve vacanza, dall’altra parte anche per la servitù è tempo di gite e di fiere di Paese. La parte della famiglia innanzitutto ha il particolare pregio di farci ammirare i panorami mozzafiato delle Highlands ma serve anche come completamento e chiusura di alcuni capitoli narrativi, come quello di Robert, che vedendo il fallimento di un suo prossimo parente dovuto alla mancanza di capacità di adattarsi al cambiamento, finalmente capisce quella che era stata la sua chiusura e il suo quasi portare in rovina il suo casato e finalmente accetta veramente e non solo di facciata quella che è stata la rivoluzione che Matthew ha imposto nel corso di questa travagliata stagione. Ma ancora altri cambiamenti sono in atto e non tutte le persone sono (giustamente vista l’epoca) così moderne: la Contessa Susan McClare sembra un personaggio disegnato a bella posta per farcelo stare antipatico, tratta male la gente, tratta male la figlia (anche se, noi ci ricordiamo dagli episodi precedenti, che non è che fosse sta brava ragazza) e visto che ci siamo va in giro in vestaglia e coi capelli abbastanza scialbi.. .ma tant’è, questa è la scusa per rimandare Rose a Downton a mettere un bel po’ di pepe sulla prossima stagione. Il resto della parte scozzese si trascina un po’ tra cacce ai cervi e balli scatenati, tra una bellissima e dolcissima Anna che illumina non solo Mr. Bates e una Lady Mary, finalmente incinta ma scorbutica e snobbetta come ai tempi migliori. O’Brien inoltre trova la sua controparte scozzese (ma le clonano?) e un po’ di dispettucci da asilo non ce li facciamo mancare mai.

Molto più fresca e frizzante la parte della servitù rimasta a casa, che vediamo in libertà ed eccitata per la fiera di Paese che con se porta speranze e illusioni. Anche qui un arco narrativo era rimasto senza una degna conclusione, ossia la situazione tra Thomas e Jimmy. Thomas se l’era cavata alla fine, ma, mentre Alfred ha ormai azzerato qualsiasi pregiudizio avesse, Jimmy continua a nutrire un forte livore per Thomas, che in questo episodio, oltre ad essere visibilmente meno carogna del solito, fa di tutto per appianare le tensioni, fino a prendersi delle “provvidenziali” gran botte dai soliti bifolchi di paese. Sarà tornata a regnare la pace e il benessere downstairs o è solo la mancanza di O’Brien che fa star tutti più sereni? Lo vedremo nella prossima stagione quando le forze oscure si ricongiungeranno.

In questo contesto viene inserito un breve arco narrativo dedicato a Mrs. Patmore, che devo ammettere essere uno dei miei personaggi preferiti, in cui viene corteggiata (o meglio circuita) da un nuovo fornitore di Downton (che presumo non vedremo mai più) che le fa balenare davanti l’idea della felicità coniugale. Sicuramente è molto tenero vedere Mrs. Patmore così out of character e così impacciata, ma fortunatamente il tipo si rivela meschino e la nostra brava e scorbutica cuoca la butta in ridere con la sua amica Mrs. Hughes. Dico fortunatamente per noi, chi vorrebbe vedersi privare delle pronte frecciate di Mrs. Patmore? Io di sicuro no.

Un altro miniarco narrativo invece è dedicato al personaggio della famiglia rimasto a Downton: Branson. Anche in questo caso viene introdotto un personaggio che non vedremo mai più e palesemente antipatico e irrazionale, la cameriera Edna, ma che qui ha almeno uno scopo: portare il dubbio in Tom e aiutarlo per contrappasso nella sua traversata dai piani bassi ai piani alti. Certo la nascita della piccola Sybil lo aveva portato a mettere in disparte i suoi propositi rivoluzionari per amore della bambina, ma mancava ancora un pezzo di trasformazione, ossia la presa di coscienza del suo nuovo ruolo e questo avviene anche perché lui grazie alla cacciata di Edna si rende conto delle sue nuove responsabilità. Lui vorrebbe essere diviso in due, rimanere vicino al “where he comes from” ma si rende forse conto che non può più. Un po’ mi dispiace comunque, pur essendo stata gestita bene la sua evoluzione, che non rimanga in questo personaggio traccia di quel che era prima, della sua carica politica e della rilevanza storica che dava al contesto, ma forse non è lo spettacolo più indicato per queste tematiche. In fondo Downton parla di temi più legati all’individuo con la storia come sfondo e poco partecipe.

Quel che rimane di questo giorno invece è la storia di Matthew e Lady Mary: devo dire la verità, ormai da settimane se non da più tempo era stato spiattellato ai quattro venti che Dan Stevens non ci sarebbe stato nella quarta stagione per altre scelte di carriera, quindi ero li ad aspettarmi il dramma ad ogni angolo e Fellowes ha chiaramente deciso di tenerlo per il gran finale, radicalmente cambiando l’atmosfera sia dello stesso episodio, che rispetto allo special natalizio dello scorso anno, e facendo calare questa cappa di tristezza che ci aspetta alla ripresa della quarta stagione. Dopo le mille peripezie affrontate, la paralisi, il tira e molla con Mary, la probabile infertilità, sembrava essere tutto svoltato con la nascita dell’erede, ma il dramma non si ferma mai e tutte le speranze in Downton sono destinate a rivelarsi ingannevoli e Matthew inebriato dalla sua felicità si schianta contro il suo amaro destino.

Uno special, a mio giudizio, in parte riuscito e in parte un po’ di maniera. Le ambientazioni sicuramente belle e certamente alcune storie sono state piacevoli, mentre altre sembravano un po’ tirate per i capelli, ma comunque una buona ora di televisione. Ora ci aspetta un po’ di attesa per la nuova stagione.

Note a margine:

Ma quanto è stata adorabile la scena di Mr. Carson con la piccola Sybil? Ovazione per lui

Thomas best dirty quote “She’s a woman” “Technically”…

Poca Lady Violet in questo episodio: sempre ficcante, ma ne vogliamo di più

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