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Downton Abbey: Recensione dell’episodio 3.04 – Episode 4

E’ tornata la serenità a Downton. Il vecchio paralitico si è levato dalle balle con mossa tristissima e vile (povera Edith, mi ha fatto proprio piangere!), Lord Grantham ha salvato la costosa baracca grazie a Matthew e Miss Hughes grazie al cielo è sana come un pesce. Che cosa scoverà ora Fellowes per tenerci allegri?

La storyline che non vuole morire purtroppo è più viva che mai. Le guardie cattive trovano Bates più noioso di noi (Bates, ti amiamo ma torna libero per favore!) e così lo trattano malissimo. Gli trattengono la corrispondenza e gli mandano a monte le visite coniugali, così che la povera Anna non sa più che pensare e si strugge nel dubbio.

Ma questo deve essere l’episodio delle sottotrame inutili perchè anche Ethel spunta di nuovo. Con orrore di tutti, tranne che dell’inossidabile Lady Crowley, Ethel è scivolata nella corruzione morale diventando una prostituta ed ora ha deciso che è meglio che suo figlio vada a vivere con i suoi nonni ricchi e che si salvi da una misera vita. L’attrice è brava e la sua storia triste, ma il peso delle sue vicende sfortunatamente è minimo per via di come era stato usato il suo personaggio nella stagione precedente…

Ma proprio quando siamo sul punto di scivolare nella noia, Downton si tinge di nero e di accenti thriller. E’ una notte buia e tempestosa e qualcuno corre affannato sotto la pioggia fitta. Edith riceve una criptica telefonata da Sybil, ma non capendoci nulla si siede a cena e decide di pensarci più tardi. Ma si sa, a Downton non c’è mai pace! Bussano alla porta come dei selvaggi e salta fuori che quello che correva disperato sotto la pioggia altri non è che il bagnatissimo Branson. Finalmente ci siamo. E’ arrivato il momento di approfondire il lato rivoluzionario di Tom e la questione irlandese, andando aldilà del suo ridicolo opporsi ai vestiti eleganti (cosa che sembra aver accettato di buon cuore ultimamente) e alle buone maniere. Da qualche parte in Irlanda lui e un gruppo di indipendentisti ha dato fuoco ad un palazzo di una famiglia facoltosa. Ma davanti a bambini e donne piangenti a Tom sono tremate le gambe e la sua coscienza è insorta. Correndo il rischio di essere arrestato è poi fuggito verso l’Inghilterra lasciando indietro Sybil a chiudere casa.

A questo punto Lord Grantham gli caverebbe volentieri gli occhi con un cucchiaio da minestra e per una volta non ha tutti i torti.  Sputa fuoco e fiamme stracciandosi le vesti. Tom è disperato e tutti sono indignati… però non so bene come mai, decidono di andarsene a letto e di dormirci sopra. Non sarebbe magari il caso di mandare qualcuno incontro a Sybil?

La mattina dopo la musica è la stessa. Lord Grantham sbraita ancora ma acconsente ad andare a parlare con un avvocato per cercare di tener fuori dalla galera il genero e salvare quel che resta dell’onore della famiglia. Nuovamente tutti sono lì ad augurarsi che Sybil si materializzi dal nulla e lei ad un certo punto finalmente lo fa. E’ sana e salva! E la scena di ricongiungimento tra lei e Tom è molto toccante. Lo ammetto, povero Tom, un po’ di simpatia da parte mia se l’ è guadagnata in questo episodio. Era davvero uno straccio d’uomo! Però resta il fatto che secondo me gli auturoi abbiano un po’ toppato con lui… anche se mi rendo conto che forse è solo un’impressione personale. Lo hanno presentato troppo aggressivo nelle sue idee. E’ sempre lì a ringhiare e abbaiare contro tutti senza mai spiegare bene le sue ragioni. E questo ha seriamente limitato il mio interesse per una situazione complicata e interessante di quel periodo quale quella irlandese.

Intanto Ethel è decisa. Lascerà il piccolo Charlie ai suoi brutti e legnosi nonni e a questo scopo un incontro viene organizzato a casa di Lady Crowley. L’addio tra madre e figlio è davvero toccante e anche se la storia in sè è un po’ trita e forzata, la colonna sonora bellissima e la bravura delle attrici donano profondità alla vicenda e per qualche istante mi fanno davvero provare pena per la condizione impossibile di una madre single come Ethel in quel periodo storico. E il ruolo della donna deve essere il vago filo conduttore dell’episodio perchè anche la povera Edith, sopravvissuta al suo disastro matrimoniale (ho seriamente temuto che si suicidasse ad un certo punto!), si trova a dover affrontare la spinosa condizione di donna non maritata. Certo, la sua posizione sociale rende le sue pene molto più lievi, ma allo stesso tempo rende anche le sue opzioni più limitate. Con la possibilità di sposarsi andata in fumo, le sue prospettive sono davvero misere. E così gli sceneggiatori, per ovviare al problema, decidono di renderla improvvisamente più femminista di Sybil e di aprire per lei un futuro da giornalista. L’idea sarebbe interessante se ancora una volta non risultasse un po’ forzata…

E un’altra piccola delusione la ricevo dalle vicende di Branson. Altro che voglia di analizzare le sue convinzioni politiche e la situazione irlandese. L’incresciosa vicenda piromane si risolve tutta in una scusa per tenere Sybil e Tom inchiodati a Downton. Lord Grantham parla con il suo avvocato e muove qualche pedina e viene fuori che l’unico modo per salvare Branson dalla galera è quello di tenerlo lontano dall’Irlanda. E quindi inchiodato a Downton. Ecco qui. Lo so, era una necessità narrativa ma sono un po’ delusa lo stesso. Mi resta la curiosità di vedere come decideranno di affrontare la reazione di Tom ad un per lui così doloroso esilio. Speriamo non si riduca tutto a bisticci matrimoniali.

La telenovela dei footmen al piano inferiore si arricchisce di un nuovo personaggio e noi accogliamo con terrore il nuovo arrivato belloccio (Eragon!!). Già tremo a quello che potrà succedere…

Episodio in generale un po’ ingessato che più che altro vuole gettare le basi per quello che succederà in futuro: con Matthew deciso a rompere le balle sulla gestione di Downton, Edith illuminata femminista e Branson e Sybil costretti a casa. Quello che l’ha risollevato è stata la bellezza della colonna sonora che in alcune scene l’ha fatta da padrona e alcuni momenti di recitazione davvero ottima da parte di tutto il cast: come per esempio la disperazione di Branson per aver abbandonato Sybil, il sollievo di Bates nello scoprire che Anna non aveva smesso di scrivergli o la scena della partenza di Charlie. Come al solito la mia irritazione per la sceneggiatura è bilanciata dalla bellezza di tutto il resto.

Procediamo pazienti e fiduciosi…

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Lalla32

Dopo tanti anni di telefilm americani e inglesi ho scoperto i Drama Coreani e me ne sono innamorata. Hanno tutto quello che cerco in una serie: grande cura per i personaggi, una punta di magia e romanticismo e grande sensibilità. Qui su Telefilm Central cerco di tenervi aggiornati su quello che di meglio arriva dalla Corea del Sud.

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