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Doctor Who: Recensione dell’episodio 9.08 – The Zygon Inversion

Il secondo episodio di questa storia dedicata al ritorno di una razza mitologica nella serie, gli Zygon, convince per certi aspetti ma non brilla sotto altri. Il finale della puntata precedente è stato smentito: più andavano avanti i minuti, maggiore era la consapevolezza che non si stava per assistere alla fine di Clara, o alla trasformazione del Dottore in un mostro per vendicarla o chissà quale altra fantasia. Tutto quello che abbiamo visto è stato un doppio episodio dedicato ad un tema, la guerra, poche volte trattato così apertamente in questo show.doctor who the zygon inversion

L’insensatezza della guerra e delle motivazioni che spingono i “nuovi crudeli” a impugnare le armi per guidare una rivoluzione che solo loro vogliono scatenare, per uno scopo neanche chiaro, tutto viene messo a nudo dal toccante discorso del Dottore che riesce a fermare così l’ennesimo massacro. Quando poi viene punto nella ferita ancora aperta della sua guerra, quella del tempo, dopo non si può restare gli stessi di fronte alle emozioni che riesce a trasmettere: è quello che accade a Bonnie, che da aspirante terrorista Zygon diventa in pochi minuti un’alleata della UNIT. Si può già capire che dunque è un episodio più metaforico ed utopistico, che realistico (il che non è per forza un male).

Altro tema trattato apertamente è quello dell’identità: Osgood, quella delle due che è sopravvissuta, continua a ripetere di non essere né Zygon né umana, ma soltanto Osgood. Lo Zygon trasformato e ritrasformato in un umano è l’innocente, vittima per eccellenza di tutti i guerrafondai mai esistiti. Si tratta di temi, quindi, condotti bene ed incastonati in un episodio che intrattiene, crea il tipo di spettacolo a cui siamo abituati in questo show, e regala una scena memorabile che molto probabilmente resterà legata per sempre al Dottore di Capaldi. Eppure, sono proprio i dettagli che non funzionano in questa puntata, a parer mio. doctor who the zygon inversion jenna coleman

Tutta la situazione sembra un po’ forzata: a partire già dai punti della tregua che mi sembrano un po’ assurdi. Inoltre, non è la prima volta che si assiste a delle scelte importanti e pregne di conseguenze gravi che sono incarnate in una scatola (stavolta col doppio dei bottoni, almeno), né è la prima volta che Clara resta imprigionata da qualche parte. A questo proposito, poi, la sfida mentale tra Clara è Bonnie è tutta risolta in un nulla di fatto. La stessa Bonnie perde parecchio credito alla fine, col repentino cambiamento che la porterà ad “incarnarsi” in Osgood. È un po’ come sgonfiare il personaggio cattivo, il che porta a chiedere: a che pro allora utilizzare Jenna Coleman per questa parte? Solo per il cliffhanger batticuore? Può darsi. Resterà comunque la sua performance superlativa: è stata capace di essere totalmente un altro tipo di personaggio con una naturalezza disarmante.

Tuttavia la sufficienza è comunque centrata e superata grazie a lei e alla prestazione di Capaldi, sempre più a suo agio in questo ruolo, puntata dopo puntata. Proprio il Dottore, prima dell’emozionante finale, all’inizio è sembrato meno cupo rispetto alla scorsa stagione, con tanto di battutine (quella del Messia mi ha steso) e un vigore che ricordano anche i cari Tennant e Smith: una evoluzione di questa incarnazione o un passo indietro degli sceneggiatori per farlo piacere al pubblico che l’anno scorso lo ha criticato? Puntiamo alla prima, giusto per non essere sempre maligni su Moffat e co.

La scena finale merita un paragrafo a sé stante: il Dottore dice di aver passato il “mese” più lungo della sua vita credendo che Clara fosse morta, e poi le rivolge una serie di sguardi non proprio felici. Ora, come anche ammetteva il caro Proust, il tempo interiore può tranquillamente scorrere più velocemente rispetto a quello esteriore, ma doctor who the zygon peter capaldila fisionomia del Dottore non lascia molti dubbi: ha visto o ha capito qualcosa. Potrebbe aver realizzato qualcosa circa il destino di Clara: una companion che già alla fine della settima stagione aveva interferito tanto, anche troppo nella vita del Dottore. Figurarsi ora che siamo alla nona, e a giudicare dal taglio di capelli del Dottore, chissà quante centinaia di anni dopo. In effetti anche in questo episodio c’è stata l’ennesima dimostrazione di quanto a Moffat piaccia ficcanasare nella storia personale del Dottore: ha praticamente ammesso che è stata Clara a salvarlo e a supportarlo in quello che è il momento più importante della storia del nuovo corso di Doctor Who, la Guerra Temporale. Potrebbe essere questo il motivo del tanto odio dei fan scagliato su Clara, personaggio che adesso sembra ingombrante perfino agli occhi del Dottore: ma a me sembra chiaro che qui ci sia qualcun altro da incolpare.

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9.08 – The Zygon Inversion - Il nostro giudizio
  • “You know I’m 2,000 years old? I’m old enough to be your messiah.”
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Mario Altrui

Web Content Editor per Telefilm Central dal lontano 2014. Scrivo pareri soggettivi richiesti da nessuno sulle mie serie televisive preferite.

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1 commento

  1. Per me invece è stata una puntata superlativa, con il momento migliore che ha avuto Capaldi da quando interpreta questo ruolo. Una scena magistrale per contenuti, recitazione e carica emotiva. Episodio migliore degli ultimi due anni per me!

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