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Doctor Who

Doctor Who: Recensione dell’episodio 9.03 – Under The Lake

‘Every time I think it couldn’t get any more extraordinary it surprises me. It’s impossible, I hate it, it’s evil, it’s astonishing… I want to kiss it to death!’

Il terzo episodio di Doctor Who conferma che questa nona stagione è tornata ad alti livelli, dopo il finale deludente della scorsa. Si tratta di un episodio con un giusto bilanciamento di elementi originali e non, capace di far sussultare lo spettatore prima facendolo cadere preda dell’ansia, per poi sorprenderlo in inattesi momenti di alleggerimento della tensione. Il tutto è retto splendidamente da un Peter Capaldi in grande forma.Doctor Who 9.03 under the lake peter capaldi jenna coleman

Il Dottore atterra in una base sottomarina poggiata sulle rovine di un antico villaggio, nella quale accadono eventi misteriosi: i morti sembrano tornare indietro assumendo le sembianze di fantasmi. Questi fantasmi si rivelano essere trasmettitori di coordinate, e uccidono per poter ampliare il loro segnale di trasmissione. Non bastava l’ansia provocata dal semplice fatto che sussurrassero misteriosamente. Non è ancora dato sapere quale siano le loro reali intenzioni e che cosa contenga quella specie di tomba ritrovata nei fondali marini: l’allagamento improvviso della base porta il Dottore all’unica opzione possibile per salvare la situazione, tornare indietro nel tempo. Un’opzione che, pur essendo egli un viaggiatore del tempo, non usa così spesso e dai risvolti quindi sicuramente interessanti.

Abbiamo quindi assodato che la particolarità di questa stagione sono gli episodi doppi. Nell’ottava, c’erano tante storie singole che mettevano il “nuovo” Dottore in tante situazioni diverse per poter essere meglio conosciuto dagli spettatori. I doppi episodi invece, oltre ad essere un marchio di fabbrica di questa serie, permettono di allungare la storia che stanno raccontando, approfondirla sfruttando al massimo il potenziale di Capaldi, e lasciano quasi sempre un bel cliffhanger, che per quanto scontato possa essere, accende sempre la curiosità degli spettatori. Il fantasma del Dottore che aleggia poco distante da una Clara lontana da lui e in pericolo di vita è la ciliegina sulla torta finale: sappiamo tutti che nessuno dei due morirà, ma il fatto di non avere a disposizione il prossimo episodio per vedere effettivamente di nuovo i due uniti e salvi, renderà tutti ansiosi fino alla prossima settimana.Doctor Who 9.03 under the lake peter capaldi

A tal proposito, è probabile che il Dottore intendesse realmente provare a “baciare la morte”, e che sia soltanto un altro dei suoi trucchetti quello di essere diventato un fantasma. Proprio all’inizio dell’episodio, inoltre, il Dottore in preda ad un delirio di curiosità aveva mostrato tutto il suo interesse nell’approcciarsi ancora una volta così da vicino alla morte. Si è trattata tra l’altro di una delle scene dove Capaldi ha mostrato, ancora una volta, di essere straordinario in questo ruolo sia quando la sceneggiatura è scadente, sia quando invece è ottima e fatta a sua misura, come in questo caso.

Anche Jenna Coleman mostra di aver approcciato in una maniera diversa la sua Clara, che ha subito grossi cambiamenti rispetto alla scorsa stagione. Nel doppio episodio iniziale, gli eventi erano troppo grandi per rendercene conto: ora invece persino il Dottore si è accorto che c’è qualcosa che non va nella sua ragazza impossibile. Clara sembra essere in fuga dalla morte di Danny, con la mente svuotata e il corpo dedito all’avventura sfrenata. Tanta voglia di correre per il tempo e lo spazio, ma è una facciata esteriore per un mondo interiore molto turbato.

Il Tardis alla deriva in una base che crolla a pezzi, è un qualcosa di già visto. Ma, per quanto mi riguarda, trovo sempre eccitante pensare che in Doctor Who siano modi particolari di citare episodi di vecchi Dottori. Come il richiamo alla UNIT,Doctor Who 9.03 under the lake peter capaldi jenna coleman 2 che assume una luce del tutto nuova (e originale) dato che il Dottore sembra essere “famoso”, almeno tra gli addetti ai lavori militari/scientifici. Notevole ed originale anche il comportamento del Tardis che, dopo essere stato finora abbastanza in ombra, manifesta il proprio stato d’animo e di agitazione per una situazione che dimostra di non gradire. Anche quando il Dottore e Clara si erano messi sulle tracce del defunto Danny Pink, era accaduta la stessa cosa.

Infine, la domanda che sta rodendo l’anima a tutti i fan di Doctor Who: che fine ha fatto il cacciavite? Gli occhiali sono una figata, certo, ma un elemento così iconico della serie non può semplicemente finire nel dimenticatoio da un momento all’altro. Stando alle parole di Moffatt, dovrebbe tornare ad un certo punto nella serie: ma quando mai ci si è potuti fidare di quest’uomo?

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9.03 – Under The Lake
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