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Doctor Who

Doctor Who: Recensione dell’episodio 7.12 – The Crimson Horror

Nuovi misteri nell’Inghilterra vittoriana per il Dottore la sua brillante amica Clara.

Ci sono molti elementi che rendono un episodio del Dottore veramente bello ma raramente ritroviamo tutti questi elementi insieme nello stesso episodio. Dopo la puntata della scorsa settimana, che mi aveva lasciato perplessa, ora ci troviamo con un ritorno in grande stile e, dato che siamo nell’Inghilterra Vittoriana, lo intendo letteralmente.

doctor_5Siamo nello Yorkshire, 1893. Una bizzarra signora decide di salvare dalla perdizione le persone accogliendole in una bellissima città isolata dal mondo, Sweetville, dove lei e un misterioso Mr. Sweet hanno creato il luogo ideale in cui vivere. L’unico guaio è che nessuno, pare, lasci la città una volta entrato, scomparendo misteriosamente. Sorvolando l’atmosfera del film ‘La donna perfetta’, l’età Vittoriana e il Dottore sono raramente un binomio che delude, soprattutto visto che è supportato dal trio delle meraviglie, Madame, Jenny e Strax, il maggiordomo dalla faccia di patata più meno adorabile del mondo! Contattati da un uomo preoccupato per la sorte del fratello, infatti, i tre decidono di mandare Jenny in questa città dall’apparenza perfetta ad indagare sull’Orrore Cremisi, che uccide le persone per combustione, lasciando i loro corpi rossi come ravioli bolliti.

In città Jenny ritrova, fortunatamente un vecchio amico: il Dottore. Forse siamo fin troppo abituati alle entrate  in grande stile del Dottore, che arriva con il Tardis e il suo cacciavite sonico, già pronto a salvare la situazione. Per una volta è stato piacevole vederlo, in un certo qual modo, salvato e solo poi reintegrato nel ruolo che gli spetta. E poi, diciamocelo, Matt Smith rosso carbonizzato era una risata assicurata: ho passato dieci minuti a cercare di non cadere dalla sedia!

doctor_3Una volta tornato in forma, il farfallino allacciato al collo, non resta che ritrovare Clara. ‘Ma non era morta?’ è la domanda legittima di Jenny, che l’ha vista morire? Naturalmente non c’è risposta più adeguata del ‘E’ complicato’ con cui il Dottore (non) si giustifica. Clara, a differenza sua, ha passato il test per restare nella città e dunque viene risvegliata solo dopo aver sfondato una campana di vetro in cui la pazza Mrs. Gillyflower l’aveva rinchiusa. Dopo un combattimento alla Underworld in cui Jenny ha mostrato di nascondere molto di più di un bel faccino sotto il vestito da cameriera, il Dottore ritrova la donna che l’aveva salvato dopo lo spiacevole episodio del pentolone: la figlia di Mrs. Gillyflower, Ada. Scopro con sempre maggiore frequenza quanta difficoltà abbiano i figli a tradire i propri genitori, malgrado l’indole tutt’altro che gentile di quest’ultimi. Devo però dire che, in tutte le sue sfumature, Ada mi è veramente piaciuta molto: fino all’ultimo non ha mai tradito sua madre… almeno finché lei non ha deciso di puntarle una pistola alla testa. Credo che farebbe impazzire chiunque.

doctor_2E quindi, il piano diabolico? Mrs. Gillyflower, con un piccolo mostriciattolo rosso attaccato al petto, risalente a migliaia di anni prima della loro epoca storica, cercava di uccidere tutto il pianeta con il suo veleno e salvare solo pochi elementi selezionati, considerati perfetti, per iniziare una nuova stirpe di esseri umani. La pazzia di questa donna mi ha fatto sorridere ma anche rabbrividire: certe convinzioni, proprio perché talmente radicate nella mente delle persone, tendono ad essere estremamente pericolose. Basti pensare alla vita quotidiana o accendere un telegiornale o altri mezzi d’informazione, esempi non mancano di certo.

Alla fine, com’è giusto che sia, si risolve tutto. Il Dottore continua a non rispondere a Jenny, che gli domanda di Clara e di come sia possibile che sia viva, mentre la diretta interessata… non so. In realtà in quest’episodio mi ha leggermente deluso. Certo, la Coleman non è mai noiosa, il suo sorriso è sempre coinvolgente e la sua energia sprizza da tutti i pori. doctor_4Però non so, mi ha lasciato un po’ perplessa stavolta, non me ne vogliate. La scena finale, però, aveva un minimo di tocco di classe: Clara che ritrova la foto di se stessa nell’età Vittoriana, nella Londra Vittoriana. Un posto che lei, personalmente, non ricorda di aver visitato ma che è, effettivamente, parte del passato che noi conosciamo. Che sia il primo passo per avviare la reale ricerca sulla sua identità e la particolarità della sua persona? Speriamo! Clara è un mistero che da tanto aspettiamo di risolvere.

Ultima chicca, che da sola valeva metà dell’episodio: il riferimento al Tom-Tom? Quanto brillante era, me lo sapete dire? L’ho adorato!

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