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Doctor Who: recensione dell’episodio 7.11 – Journey to the Centre of the TARDIS

Mai episodio fu più nerd di questo meraviglioso Viaggio al centro del TARDIS. Capitolo impeccabile all’interno di questa settima stagione della ripresa del Doctor Who iniziata nel 2005, aveva fatto sbavare ben più di un appassionato con il suo teaser alla fine dell’episodio precedente. Fortunatamente, ma non inaspettatamente, il Dottore ci ha però ripagati della agonizzante attesa.

doctorwho-710-02Prima di tutto penso sia necessario spendere due parole sull’andamento di questa seconda parte della settima stagione. Dopo la dipartita di Amy e Rory (sigh) e l’aver trovato Clara Oswin Oswald nella Londra vittoriana durante lo speciale di Natale (episodio in cui il Time Lord era ancora decisamente scosso dal volgere degli eventi), il Dottore ha cominciato a interessarsi a Clara, cercando di capire come fosse possibile incontrare la stessa persona più e più volte nel tempo e nello spazio. Bisogna quindi capire che Clara è sì l’attuale “compagna di viaggio”, ma lo è in quanto mistero da risolvere. E si sa che il Dottore non può resistere a un mistero da risolvere.

doctorwho-710-03La conseguenza è che ovviamente c’è meno affezione tra i due. O meglio, da parte del Time Lord c’è più un atteggiamento distaccato, di ricerca di un significato. In definitiva: c’è un livello di freddezza nel suo modo di rapportarsi, qualcosa che sicuramente era completamente assente verso i coniugi Williams. Tutto ciò si ripercuote sulla scrittura e sull’andamento della narrazione. Non sbaglia chi dice che negli ultimi episodi si è notato meno “calore” e, in qualche modo, meno coinvolgimento. Il Dottore è evidentemente meno vicino a Clara di quanto non fosse prima agli altri compagni di viaggio. Si nota chiaramente, nello stile narrativo, nel ritmo, nel modo in cui si avvicina e allontana da lei nel corso delle puntate. Anche quando è preoccupato per lei (ad esempio in Cold War) lo fa con in maniera più meccanica, un po’ come uno scienziato sarebbe preoccupato per il proprio soggetto da laboratorio. Questa cosa è andata in crescendo proprio nel decimo episodio, Hide, in cui notiamo come le azioni del Dottore siano davvero indirizzate a capire chi o cosa sia Clara.

doctorwho-710-04Ecco quindi che arriviamo in Journey to the Centre of the TARDIS, undicesimo episodio della settima stagione (oppure della 33esima serie, se preferite) e cavolo se ci voleva! Innanzitutto, bisogna dire che in questa puntata il Dottore sembra avere una piccola evoluzione nei confronti di Clara. Nel suo cercare di mettere in salvo il TARDIS e i suoi occupanti, capisce che le sue scelte avevano portato alla morte di tutti quanti e questo non lo rincuora affatto. Sembra anzi avere un piccolo momento di crollo emotivo, al punto da affrontare direttamente Clara, chiedendole direttamente “cosa essere tu?”. Non mi aspettavo certo una risposta e infatti di risposte non ne arrivano. Sembra però che una sorta di consapevolezza si instauri nel Time Lord, che pare accettare, almeno in prima battuta, il fatto che Clara è in effetti una ragazza normale, per quanto nasconda qualcosa nella sua esistenza cosmica. Ma probabilmente non è qualcosa di cui lei è cosciente o addirittura responsabile. Significa quindi che nei prossimi episodi il Dottore sarà meno freddo verso Clara? Staremo a vedere.

Aldilà del rapporto tra i due, l’episodio è un tripudio di esaltazione nerd alla massima potenza. Si può dire, senza timore di smentita, che si tratta di un grandissimo regalo ai fan della serie. Forse è perché ci avviciniamo allo speciale del 50esimo, forse perché ormai Doctor Who è un fenomeno pop di livello mondiale. Qualunque sia il motivo, siamo eternamente grati per questo episodio, dove, appunto, il TARDIS è il vero protagonista.

doctorwho-710-05Molte cose ci vengono mostrate, di cui si era parlato ma che non si erano viste: la grande libreria e la piscina, di cui si è accennato più volte, compreso l’episodio in cui l’undicesimo dottore appare per la prima volta alla giovane Amelia, dicendo che la piscina era finita dentro la libreria. C’è l’architectural reconfiguration chamber, ovvero il sistema che ripara e fondamentalmente contiene il “DNA” del TARDIS, di cui vediamo la struttura in maniera ravvicinata e che ci fa intuire la delicatezza e la meraviglia tecno-fantastica dietro all’idea stessa di una astronave del tempo vivente. Che è capace di difendersi, di modificarsi e di trovare un modo per riuscire a fare praticamente tutto.

doctorwho-710-06E finalmente, come mai prima, vediamo le parti interne del TARDIS. Vediamo finalmente l’Eye of Harmony, ovvero la stella in procinto di collassare a buco nero ma mantenuta in stato di sospensione, che funge da propellente. Un propellente senza limiti né di quantità né di potenza. E infine abbiamo il salto dentro al cuore del TARDIS, ovvero il suo motore. Che è già esploso e congelato dallo stesso TARDIS per cercare di rallentare la tragedia. Già così si potrebbe campare cent’anni.

doctorwho-710-07Ma gli autori hanno deciso di darci tanto di più. Ci sono delle clip audio che si sentono mentre uno dei fratelli Van Baalen cerca di smontare la console del TARDIS e sono ricordi tratti da tanti diversi episodi passati, dal primissimo episodio in assoluto fino a quelli più recenti. Questo tuffo nel passato non si limita a spezzoni audio (alcuni anche nella stanza della reconfiguration chamber), ma prosegue con oggetti già visti, tutti raccolti in una stanza che forse il Dottore usa per raccogliere gli oggetti che gli ricordano passati compagni di viaggio: la lente d’ingrandimento usata dal Dottore e da Amy, il TARDIS giocattolo costruito da Amy quando era bambina, un ombrello molto simile a uno apparso in un vecchio episodio degli anni ’80, una culla, una macchina da scrivere…

doctorwho-710-08Ma si può andare anche oltre. Clara corre anche davanti a una stanza che mostra una specie di osservatorio celeste, ma che in realtà non è altro che la Light Chamber vista in Torchwood (spin-off di Doctor Who) per combattere i licantropi. Se andate a vedere le immagini, vedrete che sono esattamente identiche. E poi abbiamo l’Enciclopedia Gallyfreidiana, conservata in forma liquida, che versata “nell’aria” diventa un sussurro narrato.

doctorwho-710-09E poi abbiamo il libro “The History of the Time War”, libro che racconta nel dettaglio la tanto famigerata Time War e dove Clara scopre il vero nome del Dottore. Allora, questa cosa del nome ce la stanno facendo attendere già da un po’. Sappiamo già che il finale di stagione si intitolerà proprio “The Name of The Doctor”. Cosa significa tutto questo? Si tratterà davvero “solo” di sapere come si chiama il Time Lord oppure questa conoscenza ha il potere di scatenare qualcosa di più grande? Onestamente, non so se voglio sapere il nome del Dottore. Preferisco “I’m the Doctor”. Davvero.

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Capisco che questo episodio possa aver scontentato molti. Se dall’altra parte dello schermo non c’era un nerd o un fanatico dei dettagli, probabilmente avrà trovato questa puntata un po’ noiosa e al limite del documentario “TARDIS scopriamo com’è fatto”. Capisco anche che la storia possa essere sembrata banale, soprattutto nell’utilizzo dei personaggi di supporto, ovvero i fratelli Van Baalen. Capisco altresì che il fatto di aver “resettato” tutto a fine episodio possa essere sembrata una soluzione semplicistica e pigra.

doctorwho-710-10Se questo è il vostro caso, abbiate pazienza. Il prossimo episodio sarà completamente diverso. Penso di poter anche dire che per raccontare il TARDIS si è lasciato indietro un po’ di senso epico, sacrificando quella caratteristica della serie capace di commuovere praticamente sempre, anche se solo un istante. Ma se come me siete rimasti abbagliati dall’idea dell’interno di un TARDIS infinito, della moltitudine di oggetti, richiami e chicche messe ad arte per strizzare l’occhio ai fan ma anche per farci sentire la realtà di un passato importante ed ancora influente, allora avrete goduto come me nel guardare questo viaggio al centro del TARDIS. Un episodio anche claustrofobico, con un nemico sconosciuto che rivela (come spesso in Doctor Who) una realtà malinconica e triste. Un episodio che non potremo certo dimenticare e che probabilmente verrà cannibalizzato per la realizzazione di qualche libro super nerd del tipo “A complete guide to the TARDIS”. Hell yeah.

Alessandro

Pianoforte a 9 anni, canto a 14, danza a 16 anni. Poi recitazione. Poi la scuola professionale di Regia Cinematografica. Poi l'Accademia di teatro di prosa. Anche grafica, comunicazione, eventi di spettacolo. Ma qui soprattutto un amore sconfinato per le serie tv americane e inglesi, con la loro capacità di essere le vere depositarie moderne della scrittura teatrale antica anglosassone.

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