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Doc – Nelle Tue Mani 3: Un successo annunciato con qualche problema. Recensione della Terza stagione

Uno sguardo, una chiacchierata, un gesto involontario, basta poco al Primario del reparto di medicina interna del Policlinico Ambrosiano di Milano per diagnosticare una malattia rara.

Un dono che DOC prova a trasmettere ai suoi specializzandi e il tempo gli darà ragione, perché il suo team lo ascolta e lo idolatra, come fanno pure i fan, fedelissimi anche in questa terza stagione, campione di ascolti con cinque milioni di telespettatori.

Continuano le avventure del professore Andrea Fanti, in un mix di investigazione, soap opera e giallo senza dimenticare gli amati flashback, utili non tanto a spiegare gli eventi quanto a riportare in scena (e in vita) i personaggi delle passate stagioni.

Doc – Nelle tue mani 3 recensione

La trama della terza stagione di Doc – Nelle tue mani 3

La terza stagione di “DOC Nelle Tue Mani” ripropone la struttura narrativa delle precedenti, non brillando per originalità: c’è il cattivo di turno che non ci impensierisce mai, c’è una “maturazione mancata” dei personaggi principali in grado di andare in un verso o nell’altro al minimo cambio di vento.

Le vicende dei pazienti sono sempre al centro degli episodi pur rimanendo sullo sfondo le vicende private dei protagonisti, quest’anno orfani non solo di Alba ma anche dei novelli sposi Elisa e Gabriel, sostituiti non proprio degnamente dai nuovi specializzandi Lentini, Carelli e Wang.

Prosegue il viaggio nella memoria per il Dott. Fanti che indossa i panni del detective quando sveste quelli del medico, in una costante altalena tra passi avanti e indietro, ma l’investigazione resta uno sterile tentativo di ricucire il puzzle della vita passata visto che la rivelazione della scomoda verità sarà affidato alla voce di Agnese.

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New entry un po’ appannate

Lin Wang, Martina Cartelli e Federico Lentini sono i nuovi specializzandi della stagione 3, a loro il duro compito di rimpiazzare le figure di Alba, Elisa e Gabriel. Ci saranno riusciti? Non del tutto.

La prima crepa nella trama della stagione 3 di Doc – Nelle tue mani la infliggono proprio le tre new entry che non riescono a sostituire degnamente i loro predecessori, si intuisce subito che le due ragazze hanno dei segreti, non dimostrano quasi mai di avere dimestichezza con i loro ruoli, tradite da una postura chiusa e una recitazione a labbra serrate (vedi Martina Carelli).

A salvarsi è solo Federico Lentini che dimostra tutto il suo potenziale attoriale in un ruolo totalmente diverso da quello di provenienza (era Ciro in Mare Fuori), a cui gli sceneggiatori cuciono appositamente addosso la figura del ragazzo sicuro di sé salvo poi, con il passare del tempo, venire destrutturato dalle sue certezze per scoprirne le fragilità e ricostruire su quell’impalcatura labile una persona più vera, un medico migliore.

Doc – Nelle tue mani 3 recensione

Anche le “Vecchie guardie” non brillano

Giulia va via, anzi no. Giulia ama un altro, anzi no.

La prova che Grey’s Anatomy si sia affacciato in Doc è data dal tira e molla tra Giulia/Damiano/Doc, con epifanie che vanno e vengono nel corso delle puntate senza una vera maturazione interiore, ma solo perché la trama doveva andare in una direzione piuttosto che in un’altra, basta la parola di una paziente o di quella invadente di Teresa per mutare in senso diametralmente opposto il pensiero realizzato in precedenza.

Il personaggio di Riccardo ha avuto solo brevi guizzi ma è stato abbastanza spento, giustificato, ma solo in parte, dal fatto che la timeline lo piazzava al centro della tragedia personale per la perdita dell’amata.

Agnese palma d’oro di sfiga, mollata dal marito e di nuovo malata, pure lei relegata ad un ruolo marginale, anche se avrebbe potuto essere più incisiva, un episodio su tutti: quando il marito le annuncia separazione, tradimento ed abbandono in una sola botta, lei che fa? Affronta la vicenda totalmente inerte e per nulla credibile.

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Doc – Nelle tue mani 3: i temi trattati

Le vicende personali dei pazienti sono importanti, talmente tanto da finire in un database, perché sono uniche ed incidono addirittura nella loro storia clinica. È così, guardando alla vita delle singole persone, Doc apre una finestra su temi importanti come lo sport per i ragazzi con disabilità fisiche o la difesa delle donne dai maltrattamenti dei partner.

Doc – Nelle tue mani 3 recensione

Cosa ha funzionato e cosa no

Ancora campione di ascolti, Doc non sembra mostrare il peso delle sue tre stagioni, con un pubblico oramai fidelizzato che abbraccia non i fan per fasce d’età ma coinvolge intere famiglie che si riuniscono il giovedì sera davanti alla TV in una sorta di appuntamento riturale a cui non mancare. È questa la forza dello show.

Il merito va tutto a Luca Argentero che oramai ha preso confidenza con il ruolo del Dott. Fanti, destreggiandosi con dimestichezza e riuscendo a dosare i suoi “sorrisi” senza ammiccare gratuitamente alla telecamera, come avveniva in passato.

Doc e i suoi specializzandi continuano ad essere il “faro nella tempesta”, portatori di un messaggio positivo: anche quando le cose non vanno bene ci sarà un domani migliore.

Difficile pensare ad un domani senza il suo protagonista principale che regge egregiamente la serie tv, considerando poi che i comprimari di quest’ultima stagione sono stati abbastanza spenti (eccezion fatta per Giacomo Giorgio).

Doc – Nelle tue mani 3 recensione

Scorciatoie di trama irrealistiche

Se la storyline è sempre di forte impatto con le storie drammatiche che attraversano le corsie del policlinico Ambrosiano, a volte è anche quella che presenta delle discrepanze. 16 episodi non sono pochi per approfondire ed evolvere la storia del cattivo di turno, e dell’eroe (Fanti) che deve smascherarlo, invece la sceneggiatura prevede solo brevi spunti sul tema per poi svelare il colpevole per bocca dello specializzando Federico che senza una ragione logica capisce il maxi imbroglio, l’artefice dell’hackeraggio e Agnese confessa immediatamente, perché evidentemente era ora di finirla.

Ecco questa è una pecca enorme nella sceneggiatura che andrebbe rivista per il futuro (se mai ci sarà una quarta stagione)!

Il giudizio, nel complesso, è comunque positivo. La regia dal sapore internazionale, le musiche di forte impatto emotivo, la trama sempre coinvolgente e Argentero confezionano un buon prodotto per la TV italiana che merita di proseguire la sua vita, limando però alcuni punti lacunosi della sceneggiatura che meriterebbero maggiore attenzione.

Doc Nelle Tue Mani ci regala il sogno più grande che possiamo fare: una sanità che funziona in Italia ed un team di medici per cui “svenire con piacere”.

Recensione della terza stagione di Doc – Nelle tue mani

Una stagione che si lascia guardare con piacere, nonostante qualche problema di sceneggiatura e dei protagonisti un po' appannati

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Rita G.

Il suo primo amore sono le serie televisive, sin da quando bambina guardava (rigorosamente di nascosto, perché mamma non voleva) Twin Peaks ed X-Files. Poi un giorno, vide sulla copertina di Ciak proprio X-Files (1^ film) e lo comprò. Da allora il binomio telefilm–cinema non l’ha più abbandonata. Le piace raccontare questo mondo meraviglioso, dove ama nascondersi e sognare e, magari, scrivendo riuscire a fare sognare anche gli altri assieme a lei!

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