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Divorce: Recensione dell’episodio 1.01 – Pilot

Divorce

Uno degli argomenti più amati dalla filosofia è sicuramente quello dell’amore. Ricordo ancora quando al liceo trattando uno dei vari filosofi che si erano impegnati in tale spinoso argomento era nato un dibattito sull’esistenza dell’amore vero. Inutile dire che si erano create due posizioni: da un lato i romantici, fedeli riguardo l’esistenza di un sentimento così potente da durare vita natural durante, dall’altro i disillusi (chiamiamoli così solo perché non voglio sembrare di parteconvinti che prima o poi sarebbe subentrata la noia, e con essa, la necessità di cambiare arDivorceia. A catturare della seconda posizione era soprattutto la tesi secondo cui le coppie che rimangono insieme per decenni non si amino più veramente, ma trascinate da un sentimento ormai traslato in abitudine, decidano di rimanere assieme perché ormai quella è la routine. Ma cosa succede quando la routine diventa una prigione?

Divorce parte da questa domanda: cosa accadrebbe se ci rendessimo conto che l’amore che coltiviamo da anni sia ormai una semplice gabbia, mascherata dalle abitudini? Frances (Sarah Jessica Parker) e Robert (Thomas Haden Church) sono una coppia sposata con figli, ormai arida di sentimenti. Dopo aver assistito a un estremo litigio di due coniugi loro amici Frances capisce di stare vivendo una relazione sterile col potenziale di farla impazzire, pensiero che la porta molto frettolosamente a chiedere al marito di divorziare. Seppur inizialmente questa scelta appaia Divorcemolto affrettata si scopre in seguito come la donna stesse vivendo una relazione extraconiugale, e da questo punto in poi seguono tutta una serie di confronti con amante, marito e dei figli alquanto antipatici per cercare di capire quale sia la scelta giusta.

Va detto che da Sarah Jessica Parker ci si aspettava di meglio, il personaggio di Frances ricorda un po’ quello di Kate in I don’t know how she does it (da noi Ma come fa a far tutto?), in cui la celeberrima attrice interpretava una donna molto indaffarata sul piano lavorativo quanto sfortunata sul piano amoroso. Insomma, la donzella sventurata che vuole essere vicina alla spettatrice è una carta trita e ritrita, cavallo di battaglia della Parker sul piano interpretativo, della quale si faceva volentieri a meno. Giunti a un certo punto nella carriera sarebbe anche bene investire il proprio talento in ruoli diversi, innovativi, invece di regalare la solita merce.

Un altro elemento che lascia perplessi è di come questa serie venga presentata come comedy e non come dramedy. Chiaramente non ci si aspetta che una comedy faccia venire le lacrime allo spettatore per tutta la durata dell’episodio. Ma in questo caso, tolte le uscite folli di Diane (e folli non vuol dire simpatiche), e il riferimento all’Obama out di Robert lo spettatore non ride mai. Anzi, l’atmosfera che permane l’episodio nella sua totalità è quellDivorcea di tensione e di impotenza che avvolge la protagonista, confusa circa i suoi sentimenti e le sue scelte.

Malgrado finora non siano state dette cose belle sul pilota chi scrive non  si sente di bocciare completamente la serie, il finale della puntata lascia infatti presagire un buon rimescolamento di carte. L’indignazione di Robert mischiata alla schifoseria dei figli potrebbero regalare delle trame interessanti nel futuro così come l’amante Julian e Diane sono due personaggi che se esplorati correttamente potrebbero risultare interessanti e forse anche diversi da ciò che si vede in giro. Speriamo solo che i toni vengano alleggeriti sennò la vedo dura.

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  • A volte gli amanti servono.
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