Cinema

Disconnect: la recensione

WOW!Sì, una recensione non dovrebbe iniziare così ma quella è l’unica “cosa” uscita dalla mia bocca alla fine del film. Sorprendente, inaspettato, delicato, ben fatto, ben girato, ben interpretato, ben costruito, originale…insomma, se alla regia ci fosse stato uno dei maestri hollywoodiani questo Disconnect avrebbe avuto decisamente molto più risalto e considerazione. disconnect-movie-image

“Venduto” male dai trailer che la fanno apparire una pellicola giovanilistica e destinata al mondo dei teen ager, Disconnect è invece uno spaccato attualissimo della pericolosa evoluzione e della deriva che sta prendendo la società in generale e più precisamente il contesto familiare su cui essa si fonda da sempre, minata alla base da web e social network e dall’uso acritico ed ingenuo che molti ne fanno.

La scelta narrativa è già nota ad altri film, peraltro riuscitissimi (Crash su tutti…), e sviluppa in parallelo la vita di personaggi in qualche modo collegati tra loro (Connect…?) ma dalle problematiche diverse e a cui credono di porre rimedio attraverso il Web. Naturalmente la scelta si rivelerà effimera e tutt’altro che risolutiva, inasprendo ulteriormente i conflitti interni alle famiglie stesse e facendo degenerare, forse irrimediabilmente, alcune situazioni.

La famiglia Boyd ricalca la media americana in cui il padre (Jason Bateman) è troppo indaffarato per ascoltare un figlio chiuso nel suo mondo e preso di mira da un paio di bulli della scuola, uno dei quali figlio del severo ex investigatore dell’Fbi, Mike Dixon (Frank Grillo), rimasto vedovo qualche anno prima. Dixon, specializzato in cybertruffe, tenterà di aiutare Derek Hull (Alexander Skarsgard) e la moglie Cindy (Paula Patton), in crisi dopo la perdita del loro unico figlio, a smascherare il truffatore online che li ha ridotti sul lastrico e che probabilmente si è inserito nel loro computer a causa dei ripetuti ingressi proprio di una depressa Cindy in una chat di incontri. Infine, una giornalista ambiziosa e determinata, Nina Dunham (Andrea Riseborough) che riesce a raggiungere la notorietà prima e a cacciarsi nei guai poi, smascherando un giro di cam-sex di minorenni attraverso un’intervista scoop con Kyle (Max Thieriot), uno dei ragazzi coinvolti e convinto a cambiare vita.

Disconnect2012Lo sconosciuto regista Henry Alex Rubin, pur con una nomination nel 2006 per il documentario “Murderball”, dopo un po’ di gavetta come assistente del James Maingold di Ragazze Interrotte e Copland, praticamente debutta sul grande schermo con questa pellicola, scegliendo un soggetto per nulla semplice e che per la molteplicità di elementi da tenere in equilibrio presenta insidie continue. Rubin riesce a non cadere mai nei tranelli della sceneggiatura “intrecciata” del debuttante (anche lui!) Andrew Stern e, dedicando il giusto tempo ad ogni storia, dosa con la sapienza di un regista esperto i freddi silenzi delle chat/social con la drammatica situazione del mondo reale, pur mantenendo quasi costante l’attenzione e la tensione narrativa. Fino ad un epilogo assolutamente meraviglioso sotto ogni aspetto! Difficile che un cast (impeccabile!) poco conosciuto al grande pubblico, una troupe quasi debuttante e un budget di appena 8 milioni di $ riescano a dare un tale risultato.

Ma forse il futuro del cinema deve partire proprio così.

Comments
To Top