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Dexter

Dexter – 7.03 Buck the System

‘Nothing’s changed” “everything’s changed”

Siamo al terzo episodio di questa settima stagione di Dexter e sinceramente non ricordo più un esordio migliore per il nostro, a volte amato a volte mal sopportato, killer dei serial killer. Come già raccontato dai colleghi che mi hanno preceduto, questa stagione ha impostato un cambio radicale nella serie, grazie all’agognata epifania di Dexter a Debra e al centro della narrazione che si sposta sul rapporto tra i fratelli e alla crisi morale di Debra, lasciando tra l’altro a Jennifer Carpenter lo spazio e le tematiche che si merita di interpretare e che ne consacrano la sua bravura.

Il centro narrativo è così forte anche grazie alla decisione di affiancarlo a storyline decisamente più deboli. La vicenda Louis ad esempio già arriva ad una risoluzione in questo episodio, sancendo il definitivo addio di questo personaggio, abbastanza fiacco, alla serie. Louis era un personaggio modesto, non un sociopatico killer degno di essere un villain ma più che altro uno stalker un po’ nerd, che ci abbandona con un saluto condensato nelle scuse alla fidanzata che vede il suo video con la prostituta ‘It was a hooker. It’s not cheating if you’re paying for it’. Decisamente poca cosa e se ne sono sbarazzati in fretta.

Altrettanto si può dire della mafia ucraina, invischiata in prostitute, droga, omicidi a sangue freddo, abiti con un eleganza da boss del cartello colombiano, insomma, gente ripescata dai set di Miami Vice. Hanno scoperto chi è Dexter e sanno che ha fatto fuori il loro brillante scagnozzo Viktor, quindi guai in vista per Dexter e scontati sbadigli per noi, ma finché lo riducono ad un brusio di fondo va ancora bene.

Decisamente più interessante la vicenda di Rey Speltzer, sia per il fine strumentale della sua storia nelle dinamiche del rapporto Debra-Dexter, sia perché è decisamente inquietante e prorompente nel ruolo del nemico mortale, anche se potrebbe esserlo solo per un breve arco narrativo. Sia il personaggio che la fisicità di Matt Gerald, sono scenicamente rilevanti e mettono il giusto pepe alla narrazione.

Ma tralasciando il fatto che buchi lo schermo come cattivo, torniamo a quello che dicevamo prima, ossia il suo essere strumento di qualcosa di più importante, il rapporto tra fratelli Morgan, che poi è il vero pezzo forte, come si accennava, di questo avvio di settima stagione.

Se la scoperta di Dexter negli scorsi episodi aveva aperto in Debra la fase del rifiuto e il desiderio di lottare contro la natura di Dex, imponendogli un controllo quasi totale (parentesi, ma il figlio di Dexter? Dove ce lo siamo persi?) e cercando di convincere lui o forse più se stessa della reversibilità del processo, in questo episodio attraversiamo una nuova fase che è quella del dubbio e devo dire che è costruita molto bene.

Dexter è ormai preda delle sue pulsioni e lo vediamo sia su un piano narrativo più surreale e divertente inizialmente, in cui sogna ad occhi aperti di uccidere gente a caso, sia su un piano più serio, nel quale sente la necessità di sfogare le sue frustrazioni per non esplodere. Dexter va anche al ‘contrattacco’ di Debra, dove lei aveva cercato di convincerlo del suo modo di fare scellerato, lui cerca di convincere lei della necessità del suo agire, non solo a suo vantaggio, ma anche a vantaggio della collettività. Sono molto belle queste schermaglie perché volutamente la struttura della storia ci lascia sempre su un esile filo dove ci fa a volte pendere dalla parte di Dexter, perché il suo mancato intervenire costa la vita ad una persona, a volte dalla parte di Debra, perché i suoi ragionamenti sono inoppugnabili per quanto riguarda sia il valore in se della legge, sia il gusto che prova Dexter nell’uccidere e la sua somiglianza con chi uccide, sotto alcuni punti di vista. È la stessa Debra a muoversi su un filo, perché in un ottima scena con LaGuerta, la vediamo ‘recitare’ con la sua faccia e parole del fratello, mentre il capitano risponde con le parole di Deb. Tutto fino a giungere ad un confronto finale tra i Morgan in cui arriviamo ad una fase di separazione che sembra una resa, ma non sappiamo ancora dove ci porterà.

Ultimo appunto all’episodio è l’introduzione del personaggio di Hannah McKay che sembra, dal gioco di sguardi tra lei e Dexter, candidarsi a svolgere un ruolo molto più che la marginale comparsa. Ma questo lo vedremo nei prossimi episodi.

In conclusione, un inizio di stagione decisamente in risalita per Dexter, che promette decisamente bene se il livello di scrittura della parte principale rimane così ben fatto. Non resta che aspettare e vedere.

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