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Desperate Housewives

Desperate Housewives – 8.19 With So Little to Be Sure Of

Bree ha deciso di organizzare per Renee un addio al nubilato in perfetto “stile Van De Kamp” una festa assolutamente  puritana, “with taste and dignity“. Banditi spogliarellisti e regali di cattivo gusto tutti i doni per la festeggiata sono oggetti per la casa, Renee dal canto suo è piuttosto delusa in quanto sperava in un party di un po’ più provocante. Gaby avendo previsto che Renee non avrebbe apprezzato questo tipo di “divertimento”  ha ingaggiato un spogliarellista. Le cose si fanno tragicomiche quando lei e Bree scambiano i  quattro agenti di polizia venuti ad arrestarla, per il giovane stripper. Pur dopo qualche istante di caos la padrona di casa non rinuncia ad uscire con stile e pacatezza, anche se ammanettata. Il giorno stesso con l’ aiuto di Bob esce di prigione e le ragazze in un primo momento vorrebbero farsi avanti e dividere con lei le accuse non potendo sopportare che lei paghi per tutti loro: Bree si oppone essendo consapevole di essere la più libera di loro quattro non avendo figli piccoli da accudire, inoltre è convinta che non le accadrà nulla.Tuttavia le prove a suo carico cominciano ad essere diverse: la lettera di Orson, l’ intercettazione telefonica e (questa è davvero improbabile) una sua impronta digitale sul morto in quanto la rossa ha pensato bene, la notte dell’ omicidio, di riabbottonargli la camicia. Le amiche decidono quindi che il minimo che possono fare è pagarle un avvocato, il migliore di tutti, non può essere Bob in quanto non è un penalista, ma un suo collega che è veramente uno “squalo”. Come ogni avvocato che possa definirsi “uno tosto” il penalista, vagamente belloccio e decisamente un tipo “da Bree”, si rifiuta di accettare il suo caso ritenendo che sia poco stimolante. Carlo Solis, venuto a sapere di tutto ciò, vorrebbe consegnarsi alla polizia ma poi pensadoci meglio capisce che sarebbe una vera sciocchezza e pagherebbe volentiero le spese legali a Bree ma è proccupato di come riuscirà a permetterselo visto che ha appena lasciato il suo lavoro. Gaby gli dice di non preoccuparsi in quanto presto ingranerà con il nuovo impiego da commessa…Le cose però sono più complicate del previsto per lei dal momento che tutte le clienti hanno già una personal shopper. La signora Solis ha però miglior fortuna nel reparto maschile e non esita a togliersi la fede pur di flirtare meglio con i clinti ed indurli a comprare. Ciò comincia a stare stretto a Carlos che è sempre più geloso: costretto a fingersi il fratello di Gabrielle per non insospettire un cliente (tra l’ altro strafigo) Carlos fa una scenata alla moglie e le confessa quanto si senta depresso dal fatto che è lei a sostenere economicamente la famiglia. Susan intanto è aiutata da Lee a fare pulizia tra la roba di Mike ma mentre sta sgombrando il suo armadio scopre una cassetta di sicurezza, Lee dopo averla aperta le dice di fidarsi di lui; è meglio che non sappia cosa contiene. La donna però è tormentata dai dubbi tanto da non riuscire a dormire decide così di farsi dire la verità: la cassetta contiene disegni fatti apparentemente da un bambino e un blocchetto che registra assegni mensili intenstati ad una donna, “Jennie”. Susan è sconvolta: dal momento che gli assegni hanno cominciato ad essere staccati esattamente 8 anni fa, proprio nel periodo in cui i due erano separati, immagina che Mike abbia avuto una relazione e abbia un altro figlio o figlia. Decide così di affrontare la situazione ma arrivata all’ indirizzo indicato scopre che in realtà Mike mandava assegni a Laura, sua sorella affetta da autismo, questo gesto seppur nobile non giustifica il comportamento del defunto Delfino che non avrebbe avuto motivi per tenere nascosta l’ esistenza della donna. Susan però scopre nella cassetta di sicurezza delle lettere inviategli dalla madre in cui lei lo prega di mantenere il suo segreto: anni prima infatti Adele aveva deciso di far ricoverare Laura perchè sapeva che suo marito non avrebbe accettato una figlia malata ed ella avrebbe potuto “distrugge” tutto l’ equilibrio familiare.  Susan parlando con Julie si mostra stupita: come si può dar via il proprio figli solo perchè è “sconveniente” e “scomodo”? La vedova Delfino non si rende conto del peso che queste parole hanno sulla figlia finchè la giovane non scoppia in lacrime. Julie si è resa conto che tutte le sue preoccupazioni, la sua paura di non essere una buona madre, sono solo sciocchezze: in raltà questo bambino è scomodo per lei, ma ora ha preso la sua decisione, si prenderà la responsabilità di ciò che ha fatto. Lo terrà.

Il triangolo Jane – Tom – Lynette vive nuove turbolenze durante il giorno del compleanno di Tom. Tra lui e Jane sembra tutto andare per il meglio tanto che hanno deciso di festeggiare con una cena in un ristorante elegante, l’ unico indizio di una crisi sono i documenti per il divorzio che da settimane stazionano nel loro appartamento. Tom sembra temporeggiare, trova sempre una scusa per non portarli a Lynette (E’ indeciso! Appare chiaro a noi spettatori tanto quanto a Jane stessa che più passano le puntate più si trasforma in un’ arpia). La bella dottoressa se ne esce così con un gran colpo di genio portando lei stessa i documenti a Lynette la quale, furiosa, gli lancia addosso l’ impasto per la torta che stava preparando in onore di Tom. La signora Scavo si precipita, al ristorante in cui si trova Tom: gli chiede incredula perchè ha firmato i documenti per il divorzio, e Tom con la sua faccia da pesce – lesso (che riesce sempre a sfoderare nei momenti peggiori) gli chiede come ha fatto ad averli. Temporeggia scusandosi del come gli sono arrivati, ma lei continua a domandargli, irremovibile: “Do you want to end our marriage!?“. Tom, tanto per non smentirsi mai, non risponde e allora è ancora una volta Lynette a guardare in faccia la realtà: con le lacrime agli occhi firma i documenti e arrivata in macchina si lascia andare ad un pianto disperato. Arrivato a casa Tom litiga furiosamente con la nuova fidanzata la quale, non essendo affatto sprovveduta, ha capito benissimo che Tom non sa cosa vuole: lui per tutta risposta le ribadisce “I’m always gonna care about Lynette. She’s the mother of my children, so you need to decide whether you can live with that“. In conclusione? Non è successo nulla di eclantante ma siamo sulla buona strada per il ricongiuntimento tanto atteso.

Tornando all’ indagine, i poliziotti proseguono con le indagini tanto da presentarsi al motel in cui alloggiava Ramon Sanchez: dopo aver chiesto alla proprietaria informazioni la donna ritorna con una scatola contenente gli effetti personali che il signor Sanchez non ha mai ritirato (essendo morto prima). Tra varie cianfrusaglie essi trovano una mappa con sopra cerchiata “Wisteria Lane”: comunque troppo poco per incolpare Bree. A questo punto l’ ex collega di Chuck, che prova un odio smisurato per lei, decide di farsificare le prove inserendo a penna sulla cartina, il numero civico di casa Van De Kamp. Fatto ciò richiama Bree in questura: stavolta le cose si mettono davvero male e per poco Bree non viene costretta a fare dichiarazioni nonostante sia priva di un avvocato, per sua fortuna il penalista che ha rifiutato il suo caso, essendo di passaggio alla centrale, decide di correre in suoi aiuto e prendere le sue difese.

Pochissimi episodi alla fine della serie e tantissimi questioni aperte, sinceramente non vediamo l’ ora di qualche lieto fine in una serie che ha visto poco amore per le quattro amiche di Wisteria Lane, per ora alle prese solo con omicidi, cadaveri, alcool e depressione. Teniamo duro, i presupposti per il “gran finale” ci sono tutti.

 

 

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