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Desperate Housewives

Desperate Housewives – 8.15 She needs you

La più “scottante” rivelazione della scorsa puntata era che Porter Scavo fosse il padre della bambina di Julie. Il quindicesimo episodio (di un Desperate tintosi anche di rosa), episodio dal titolo piuttosto generico ma ben calzante con il contenuto, si apre poprio con Porter che si è trovato un lavoro ma sa che, se lo accetta, non potrà occuparsi contemporaneamente anche della bambina. Chiede così alla madre di prendersi cura, oltre dei figli che ha già, anche della nipote in arrivo. Lynette ribatte che oltre a non averne il tempo, ciò non è giusto in quanto né lei né Tom possono crescere la bambina al posto suo. A “soccorrere” Porter arriva Susan che non vede l’ ora di potersi occupare della nipotina, Lynette tuttavia non è affatto contenta di questa nuova “alleanza” tra i due. Ad ogni modo la questione riporta a galla l’ intera vita che Lynette a sacrificato per i suoi figli e Tom, in un moto di generosità, decide di chiamare i ragazzi a stare da lui per una settimana in modo che loro mamma abbia del tempo libero. Ben presto però Lynette “affoga” nella solitudine tanto da recarsi a casa Delfino per dare una mano a Susan e Porter a finire di decorare la nursery della piccola: rimane però molto delusa quando scopre che la bambina che doveva essere chiamata “Lynette” avrà invece  come nome “Sophie” e, mentre Susan è stata attivissima nel preparare l’ arrivo della nipote, lei sia passata per la nonna “che non interferisce”, a seguito di ciò due hanno un divertente ma acceso diverbio.  Per smuovere la situazione e risolvere il diverbio delle mogli entrano in azione Tom e Mike: Tom spiega a Susan che questa reazione di “rifiuto” è normale per Lynette, che ha avuto lo stesso comportamento ogni volta che sono nati ognuno dei loro 5 figli e inoltre ha un carattere per cui non può fare a meno di sentirsi “indispensabile”. Viceversa Mike spiega a Lynette che Susan non è felice come lei pensa, perchè avrebbe voluto vivere questa esperienza con sua figlia che invece rifiuta di riconoscere e crescere la bambina. Dopo la mediazione dei due mariti Susan e Lynette fanno pace venendosi incontro reciprocamente: Lynette  aiuta nei lavori e Susan decide che la piccola avrà nome Lynette.

Per quanto riguarda Bree e Orson (li avevamo lasciati in procinto di parire per il Maine) La voce di Mary Alice ci chiarisce, se ancora non l’ avessimo capito, lo scopo di Orson: riconquistare Bree. Ecco che però compie un terribile errore: parlando con lei, nomina “le lettere minatorie che hai ricevuto” peccato che Bree non gli avesse mai detto di averne ricevuta una seconda!. Si salva in corner dicendo che è stata Lynette a parlargliene, ma (forse) qualche dubbio sorge nella signora Van De Kamp…Altro segnale ambiguo arriva quando, al momento della partenza, Bree dice ad Orson di essere eccitata perché in questo viaggio potranno finalmente indossare dei cappelli che si erano fatti confezionare appositamente anni prima e che non avevano mai avuto l’ occasione di usare. Peccato che Orson abbia dimenticato il suo nel proprio appartamento ma vada fuori di testa quando Bree proponga di passare da lì prima di andare all’ aeroporto.  Prima che Bree entri e veda la sua casa tappezzata di fotografie e articoli su di lei, Orson riesce a farla allontanare dicendole di essersi scordato le chiavi, entra così di soppiatto, butta tutto nella spazzatura e richiude in un lampo. Al ritorno di Bree i due entrano in casa e tutto va per il meglio se non che, mentre stanno per uscire, Bree vede una foto di lei, Carlos e gli altri mentre portano fuori il cadavere la notte della cena itinerante e capisce tutto: è stato Orson a ricattarla, è stato Orson ad uccidere Chuck. Lui ovviamente dice di averlo fatto per lei. Ha deciso di uccidere Vence perché stava per arrestarla, ha deciso di mandarle le lettere minatorie perché sapeva che l’ unico modo per riconquistarla ed averla (almeno questa volta) “tutta per se” era isolarla da quelle che lui ritiene delle “pessime amiche”. Lei gli da del pazzo, lui le dice di amarla: “you’re everything to me!” ma lei risponde, glaciale,“And you’re nothin and i never want to see you again”. Bree si è appena procurata un nuovo nemico.

In casa Solis la convivenza forzata Gaby – Roy comincia davvero ad essere insostenibile specie in vista del ritorno di Carlos dal centro di disintossicazione: dal momento che così non può continuare Gabrielle va a parlare con Karen, le confessa di aver fomentato il loro litigio per avere Roy a casa e la invita a riprenderselo visto che lo ama. Karen però dice che ciò non succederà e non vuole confessare a Gaby come mai sia così irremovibile, qualche istante dopo però ha un malore e Gabrielle è costretta a chiamare d’ urgenza un’ ambulanza. Fingendosi sua figlia Gaby riesce a scoprire le sue condizioni di salute e realizza come mai lei stia cercando di allontanare Roy: non vuole farlo soffrire. Prega così Gabrielle di non dire nulla all’ (quasi ex) marito e Gaby, a malincuore, accetta. Non riesce però a stare con le mani in mano e parlando con Roy gli chiede come abbia vissuto la morte della prima moglie: lui le dice che stare accanto a Miriam  (questo era il suo nome) durante la sua fase terminale è stato sì molto difficile e straziante, ma in quel modo avuto l’ occasione di ripeterle fino alla fine quanto l’ amava. Gaby capisce di dover infrangere la promessa fatta  a Karen. Dopo che Gaby gli ha raccontato tutto Roy si presenta all’ ospedale per stare accanto alla donna, le ricorda che l’ ha sposata “for better or worst” e  intende quindi rimanerle accanto. Il profondo legame tra i due porta Gaby ad accogliere ancora più amorevolmente Carlos che ha finalmente concluso il suo periodo di disintossicazione. Renee comunica a Ben di aver saldato il suo debito con lo strozzino, quello che però lei non si aspetta è di vederselo comparire a casa il giorno seguente. L’ uomo alza il tiro, vuole più soldi e gli fa una domanda inquietante, “quanto costa l’ assicurazione anti-incendio su una casa del genere?”. Renee risponde seccate e decisa: dice che non riuscirà a farle paura, ma forse non ha ben capito la pericolosità della persona che ha davanti. Poco tempo dopo infatti Mike nota, proprio mentre è al telefono con lei, le luci della sua casa accese…Trova la porta aperta e dentro lo strozzino che sta mettendo sottosopra la casa: i due si picchiano e Mike Delfino riesce a metterlo in fuga.

Come in tutti questi ultimi episodi, la scena finale riguarda Bree e Orson. Dopo il loro ultimo shockante incontro lui le telefona lasciandole intendere che sta per suicidarsi, in realtà il “sacrificio” di cui parla, non è la sua vita, ma  quello (inconsapevole) delle amiche di Wisteria Lane: Orson infatti anzi che togliersi la vita, invia alla polizia un plico con tutte le informazioni da lui raccolte sull’ omicidio. Stavolta è davvero iniziata la resa dei conti.

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