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Dark Matter: Recensione dell’episodio 1.01 – Pilot

‘Maria, io voto no!’

Non sarò una dei giudici di Italia’s got Talent e non avrò davanti un pulsante rosso che possa bocciare o promuovere serie (anche se mi piacerebbe!) ma anche la mia pazienza ha un limite e questo pilot va ben oltre qualsiasi sopportazione. I presupposti per il dark matter_101_5successo c’erano tutti: un fumetto di (discreto) successo, due produttori legati all’universo di Stargate, Joseph Mallozzi e Paul Mullie, nonché un cast eterogeneo, almeno su carta. Cosa si è rivelato, invece, questo pilot? Un frullato di Stragate, Continuum, Terminator, The 100 e Star Wars, gettati tutti alla bell’e meglio in una puntata che non può contare né su un ritmo dinamico, né su una buona regia e neppure, se proprio vogliamo tirar fuori la ghigliottina, su un cast brillante. Probabilmente gli autori si sarebbero resi conto delle cose ‘da non fare’, se avessero prestato maggior attenzione a The 100, ma hanno preferito invece concentrarsi su un fumetto (di loro creazione) con una trasposizione probabilmente molto fedele alla carta.

Sei persone si risvegliano su una nave spaziale, ignari di cosa li unisca gli uni agli altri o della propria identità. In uno sprizzo di originalità alla Divergent decidono di chiamarsi con dei numeri ma, dato che noi siamo più originali, li chiameremo a modo nostro: c’è l’ipotetico capo del gruppo, ovvero il Mancato Indiana Jones; lo spadaccino, che probabilmente ha fatto il Dark Matter - Season 1praticantato nel sushi-bar sotto casa mia, Gaemon (fan di Lupin fatevi sotto, non vi temo!); la bella e tenebrosa esperta di computer, che chiameremo l’Indiana Jones Lady (non c’erano James Bond, quindi bisogna adattarsi); poi ci sono i Disagiato Uno e Disagiato Due, rispettivamente utili solo a girare per la navicella in mutande e sorridere in maniera ebete alle ragazzine dai capelli verdi; o, ovviamente, la ragazzina dai capelli verdi, figlia dei fiori di Krypton, la chiameremo principessa Leila. Immancabile, infine, l’android alla Sarah Connor Chronicles, una biondina che prima cerca di far fuori tutti e poi, nel giro di uno schicco di dita, diventa la loro migliore amica e guida spirituale. Qualsiasi cosa potesse esserci di misterioso o intrigante nella perdita di memoria dei personaggi viene resa inutile da scene che si susseguono solo per ‘riempire’ il tempo: corrono per la navicella, poi scoprono le armi e pensano di essere dei ‘macho’ giocando al gioco della pistola più lunga (seriously?!) e infine si fanno bacchettare da una moretta che non ha niente della stoffa del leader… sempre se la taglia di reggiseno non rientri nei paramentri di giudizio.

dark matter_101_4I pochi dialoghi che ci sono  e che dovrebbero fornire la caratterizzazione dei personaggi sono scialbi, vuoti, tanto che iniziamo ad apprezzare le corse per la navicella, se non altro perché nessuno apre bocca. Fin da subito appare evidente che la cancellazione della memoria ha influito in maniera diversa su ciascuno dei componenti della navicella, che hanno conservato nella memoria la propria ‘abilità’ specifica ma null’altro. Molto conveniente, certo, se non ci fosse il grosso punto interrogativo: e se qualcuno stesse mentendo? La risposta: non ci interessa. Perché se c’è una cosa peggiore della cattiva recitazione e delle scene quanto mai prive di dinamica, è una trama orizzontale scontata in cui qualcuno finge di aver perso la memoria. Sarebbe quasi più interessante scoprire che nessuno stia mentendo, una volta tanto, giusto per sorprendere lo spettatore.

Ad una scenografia degna di Once Upon a Time – ergo, pessima – si aggiunge infine il colpone di scena finale. Dopo essere atterrati sul pianeta dark matter_101_2su cui puntavano le originarie coordinate della navicella, l’equipaggio scopre grazie al robot-androide–che-aveva-cercato-di-ucciderli (aveva un nome?),  di essere dei criminali, assassini, piromani, ladri e trafficanti, gli stessi di cui la gente del pianeta su cui sono atterrati ha paura. Morale della storia? Un oscuro mistero ha sconvolto il loro passato ed è solo questione di tempo prima che scoprano cosa li ha costretti a cancellarsi la memoria. Ennesimo clichè che sottolinea il basso livello della serie è proprio il presupposto che siano stati loro stessi a cancellare la propria memoria, nella speranza di diventare ‘migliori’.

Un pilot bocciato su tutta la linea, con una regia scialba, delle musiche che potrebbe comporre mio cugino di sei mesi e dei costumi che non verrebbero usati nemmeno da una scuola di provincia per il recital di fine anno. Se l’intenzione era di caricare la tensione negli ultimi minuti, il risultato è stato ben diverso, perché a quel punto eravamo tutti così annoiati da faticare a tenere gli occhi aperti. Non so se questa serie avrà successo ma, per me, la sua visione si conclude qui.

Angolo delle speculazioni:

Scommessa uno – Il Mancato Indiana Jones e la Principessa Leila, per me, sono parenti: punto su padre e figlia

Scommessa due – La Indiana Jones Lady e il Disagiato 1 finiranno a letto, in una puntata compresa tra l’episodio tre e cinque

Scommessa tre – Almeno uno dell’equipaggio sta mentendo sul fatto che non ricordi nulla. Io punto proprio sulla Lady Indiana Jones o, al massimo, su Gaemon

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